# portare in luce ciò che è in ombra : Hanna Sobachko-Shostak

Portare in luce ciò che è in ombra è il desiderio e il sogno di ogni archeologo ma anche di chi, come me, ha la curiosità di cercare forme espressive diverse, lontane per cultura e luogo, che possano suscitare emozioni immediate o da assorbire poco alla volta. Di artisti semisconosciuti nel mondo ce ne sono parecchi, vivi o ormai passati a miglior vita, per cui mi sento elettrizzata ogni volta che uno di loro mi colpisce con la sua voce, la sua vena creativa e la sua originalità. Non mi dilungo e apro le danze.

Hanna Sobachko-Shostak (1883–1965), pittrice popolare ucraina autodidatta nata a Skoptsi (ora Veselynivka), maestra di arte primitiva e pittura decorativa popolare, iniziò a dipingere nel 1910 motivi kilim. Dal 1932 visse in esilio a Cherkizovo e disegnò ricami per la fabbrica di tessuti locale con motivi floreali e faunistici, particolari per composizione dinamica, asimmetria e uso di colori intensi. Il lavoro di Sobachko è stato esposto a Kiev (1913, 1919, 1963, 1965), San Pietroburgo (1913), Mosca (1915, 1927, 1936), Parigi (1913, 1937), Berlino (1914, 1922) e New York (1939 ). Un libro su di lei di H. Miestiechkin è stato pubblicato a Kiev nel 1965.

Qui alcune delle sue opere.

e qui sotto l’artista Hanna Sobachko-Shostak all’opera