Hannu Palosuo, l’artista della memoria obliterata

Hannu Palosuo è nato nel 1966 a Helsinki in Finlandia. Nel 1989 è andato a Roma con una borsa di studio e ha frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “La Sapienza” con l’indirizzo di “Storia dell’Arte Moderna” e l’Accademia di Belle Arti. Dopo qualche anno si è trasferito stabilmente a Roma dove vive e lavora. Numerose sono le esperienze di lavoro artistico in Europa e nel resto del mondo; Palosuo diventa artefice di una moderna figurazione che rivela una tematica ricorrente e pur sempre attuale. Sull’evocazione della memoria e del ricordo, l’artista rende protagonista la quotidianità, con toni contrapposti ma concordanti per evidenziare il positivo e il negativo dell’immagine, la presenza e l’assenza. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 2009, 2011 e 2013, alla Biennale del Cairo nel 2010 ed alla Biennale di Curitiba nel 2017 e 2019. Le opere di Palosuo prendono ispirazione anche dai molti viaggi compiuti dall’artista in giro per il mondo, in Asia, in Africa, in Medio Oriente e in Brasile.

Hannu Palosuo

Negli ultimi dieci anni l’artista ha cambiato motivi ma non ha mai abbandonato la parte più essenziale, il senso di qualcosa che non c’è. Nelle sue opere c’è sempre una sedia al posto di un “qualcuno”, ed è sia metafora che riguarda l’umanità, ma anche richiamo di un elemento statico, la memoria.
Mentre i nostri occhi sono impegnati a guardare, le nostre anime iniziano a ricordare e inconsciamente riportano qualcosa delle nostre stesse vite nei suoi lavori. Non solo guardiamo il soggetto dei suoi dipinti, ma contemporaneamente ritroviamo una parte di noi stessi.

I sentimenti sono trasferiti sulle sue tele, il suo stile è bello, le immagini sono visualmente avvincenti. La semplicità lungo le incontrollabili ombre e il sentimento dell’atemporalità possono ricondurre l’interpretazione al concetto scandinavo o addirittura russo del tempo dilatato, esprimendo sentimenti profondi.

Palosuo gioca spesso con l’illusione e lascia che la materia prima, la stessa tela, sia come uno strato del dipinto.
La trasparenza nei suoi dipinti è sempre fortemente accentuata, i suoi obiettivi, con silhouettes su una tela grezza, danno modo allo spettatore di proteggere il loro stesso significato. La trasparenza e il vuoto sono, comunque, solo l’altra metà del paradosso, perché i suoi lavori sono d’altro canto pieni di forti riferimenti.
Nei lavori di Hannu la bellezza è sottratta, perché il loro spirito è legato ad una specie di consiglio; sembra dire “Guarda di nuovo, nota e ripensa”.

qui il suo sito: https://www.hannupalosuo.com/pagecv