Trenta settembre

Credo che oggi anche il cielo provi tedio,
nella sua veste grigia a tratti accecante
senza nemmeno un bottone, una cucitura d’azzurro
scorre un sabato mesto e sottotono,
salvo il vispo gracchiare di gazze
che non appare nè allegro nè in borbottìo.
Manca il solito andazzo, quello scorrimento
di gente in chiacchiericcio che passeggia
in disordine sparso a crear fermento,
non che mi dispiaccia, anzi, per ricevuta grazia
il silenzio dovrebbe favorire un abbozzo di poesia,
invece no, pure un fievole barlume si volatilizza
è coprifuoco totale, compatta assenza di idee,
come annientate in quel non colore del pomeriggio
che già rabbuia; vien da pensare soltanto
a questo trenta settembre che pare abbia
il confine col giorno di ognissanti,
come se ottobre l’avesse già assorbito
l’oblio che rasenta questa solfa di giornata.

Daniela Cerrato, 2017 –

immagine libera da copyright
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Afa pomeridiana

In quest’afa pomeridiana
ogni gesto è opprimente,
anche il riposo è una sfida
pur se costanti ruotano
le pale del ventilatore;
è un ronzìo fastidioso
ma offre parziale sollievo
alla mente che pare assente,
opaca, inerte, stanca
anche per il non pensare.
Le idee paiono evaporare
verso l’alto per poi cadere giù,
pioggia di piume sospese,
leggere,incolori,confuse.
Non si posano sul capo
ma volano nei pressi, sparse,
le osservo mentre si spostano
adagio, vibrando, soffiate via;
anche loro si lasciano trasportare
dal gioco vorticoso dell’aria
cui non mi posso sottrarre.
E al torpore inevitabilmente mi piego.

Daniela Cerrato, 2017

Così la notte abbraccia il giorno

Con pigrizia affondata
tra tepore e morbidezze
che arrestano ogni pensiero
di interrompere il prezioso letargo,
assonnata e all’oscuro
del motivo del mio risveglio
avvolgo sul dito una ciocca
mentre idee vagheggiano
senza orientamento alcuno,
come sgraziate sonnambule
in una notte che si vuol protrarre
rubando ore al giorno.
Il caos mentale continua
e mi stordisce la mancanza
di una traccia nitida
degna d’attenzione,
nella penombra scruto l’ora
unita ai gradi esterni
scesi di gran passo sottozero.
Le palpebre richiudendosi
come richiamate all’ordine
da forza gravitazionale
a richiamare un sogno
più stimolante e gradito
han deciso che si riparte
per un nuovo viaggio a sopresa
senza bagagli e itinerari,
procedendo con qualunque mezzo
anarchicamente sognando
mentre notte e giorno
si abbracciano.
Daniela,gennaio 2016

Illustrazione di James R.Eads

James R.Eads-illustration

Labirinto di pensieri

Spesso siamo prigionieri
dei nostri pensieri,
la nostra mente
è un labirinto di idee
che si aggrovigliano
mescolandosi fra loro.
Alle porte della notte
quando i neuroni
necessitano quiete
il traffico continua
non c’è sosta
nè via d’uscita
da questo ginepraio,
finchè si perde il filo,
tutto si opacizza
e finalmente esausti
cadiamo in un’oblio
provvidenziale e ristoratore.
Daniela Cerrato,2015

Artwork by Toni Pecoraro, Labirinto

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