e vedendoti così pensieroso provo a immaginarti (haiga)

T’immagino accaldato ed esausto
dopo una giornata di lavoro duro
verso la via di casa col pastrano scuro
a passo lento e con animo mesto

entrare nella silente penombra della chiesa,
ch’è a mezza corsa dalla destinazione,
sederti e approfittando di frescura estesa
raccoglierti in brevissima meditazione

riepilogare in velocità il tuo passato
agganciarlo alla tua attuale condizione
fare della tua vita un bilancio approssimato
chiederti se era questa la tua vocazione

una moglie i figli e un lavoro onesto
o forse chissà se…ma poi non è stato,
sei ben collaudato al vivere modesto
anzi hai certezza di non esserti pentito

delle tue scelte in barba ai tanti sogni,
variopinte farfalle in volo di giovinezza,
e ti sei fermato ai primordiali bisogni
che pur ti danno serenità e sicurezza

alzi gli occhi alla parete dinanzi, sulla croce,
da tempo lo invochi spesso a muso duro,
non lo preghi ma strazia quella fine atroce
che sia stato in buona fede o in spergiuro,

vorresti, ma non ti esce una qualche prece
lo saluti mentalmente e ti alzi soddisfatto,
pochi minuti son bastati per ridarti pace
pur leggendo solo di tua vita l’estratto.

-Daniela Cerrato

Giovanni Boldini, “ritratto di un uomo in chiesa”, 1900

Portrait of a Man in Church, Giovanni Boldini.jpg

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Di antica sostanza

Pochi particolari immutati
da quando altri occhi s’affacciavano
alla finestra che oggi, aperta, offre
medesimo fronte, ma il cielo…
sembra, ma non è più lo stesso e in medesimo divenire
alberi cresciuti,  taluni mancanti, abbattuti,
fragili corpi trapassati con sogni, ideali, pulsioni
innamoramenti,  passioni intense,  sensualità,
amorevoli sussurri,  gioie e sospiri anch’essi estinti.
Tutto sepolto sotto strati d’un tempo remoto,
in buona parte sconosciuto che provo ad inventare
da qualche ritratto appeso che pare suggerire

e mentre anche l’oggi rapido si defila,
catturo ogni intensità e inspiro aria
da questo luogo intriso d’antica sostanza.
Nella stanza il profumo di storia non stantìa,

di mobilia che racconta quanto preziosi libri centenari,
trapelano umori ancor vivi da spesse pareti
attraversate da leggende, da presunti fantasmi,
da uno scricchiare che pare lamento
si amplifica l’emozione, si rinnova il cimento
di fantasticare con pieno favore dei sensi
sui dettagli carichi di un passato lontano,
che desidero a volte fosse anche il mio.

– Daniela Cerrato, 2017

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Sogno di terre lontane

Impossibile non perdersi
nei viaggi improvvisati
dei sogni notturni,
ogni volta è un gioco,
un’avventura, è libro illustrato
di favole che prende vita.
Ho come unica guida il fioco suono
di un flauto, appena percepito,
che accompagna i miei sandali
meravigliati, sospinti su suoli
mai percorsi prima, molte volte
immaginati, forse desiderati.
Nessuna meta, è un vagabondare lento,
attento, ogni incontro si fa sorpresa,
tra mercanti, faccendieri, artisti
pelli diverse, sangui misti,
mosaici di emozioni che si compongono
strada facendo, andando, osservando.
Terre lontane che si rivelano
nei loro profumi indigeni,
di spezie, incensi e intensa vita
e ogni volta un nome, un dettaglio,
un volto, una stoffa, entrano a far parte
della memoria, sì che li riconoscerei
uno per uno quando desta li configuro,
ed ogni angolo laddove scorto
potrebbe divenire rifugio vero
da questa realtà misera che perde corpo.

– Daniela Cerrato, 2017

Art by Andrey Remnev

Andrey Remnev

Immagino

Morbidamente tra luci ed ombre
delineate da deboli raggi
armoniche conche di più colori
destano molteplici aneddoti
legati a legame inscindibile
tra uomo e natura, ma non solo,
ad esame come dir…più virtuoso
s’immagina tavolozza già pronta
a pittar su tela similare impronta.

Daniela Cerrato, 2017

Photography by ©Randall K. Roberts dal blog di katniss2016.wordpress.com

Photography by ©Randall K. Roberts katniss2016.wordpress.com

Astrazione

Come capitan Nemo
immersa nel blu
dell’abissale fluido
osservo il mondo
così distante
che appare meno brutto,
dal blindato nautilus
che mi fa da guscio
alla stregua di un  pesce
mi perdo ogni percezione
spazio temporale
e navigo solitaria
con la sola mente
in un mondo capovolto
che offre il senso
di raggiunta libertà
la capacità
di non toccare terra
la possibilità
di non udire voci
ma vibrazioni
quasi impercetibili.
Ma s’intravede troppo
la luce ancora filtra
troppa realtà
che mi disturba
scelgo di scendere
ancor più in profondità
dove il buio regna.

Daniela,2016

Art by Hasu Ju

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Sirena

Emergi dalla spuma frizzante
tra spire di vigorose onde
che s’aggrovigliano
mutevoli e senza sosta
in liquido divenire
fluttui con esse
con delicate movenze
e con rapido gesto
magicamente ti addossi
al più alto frangente
sostegno della tua figura
di canora seduttrice
figlia del mare e della leggenda
che ti narra ladra tentatrice
dell’umano desiderio mai sazio
e come sei comparsa dal nulla
a corpo ignudo mostrare
quale piacevole abbaglio
t’inabissi inghiottita
dalle umane immaginazioni.

Daniela ,settembre 2016

“Sirena su onde “opera di Napoleone Martinuzzi,1930

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