Negativi

Nello scuotere i ricordi
ritrovo i negativi
d’immagini assai care
lontane ormai nel tempo
opache e scontornate
e par dubbia la certezza
di averle io vissute
perfino in altra vita…
Voi spiriti celesti
che pare siate desti
sui vivi qui presenti
abbiate un po’ di cura
per questa mia paura
di avervi immaginati
sappiate che vi adoro
oggi più d’un remoto ieri
se solo mi faceste
un cenno da lontano
per dirmi “è tutto vero
non è stato solo un sogno”
ne gioirebbe il cuore
del vostro eterno amore.

Daniela Cerrato,2017

immagine dal web

baw90

Il fascino del cinema muto

Quando il cinema era muto,pioniere di se stesso,la fotografia era l’impalcatura di una trama raccontata da primi piani a tempi lunghi, da sguardi languidi,infuocati, maliziosi,impauriti,da gestualità volutamente enfatizzate a marcare ora il dramma ora la comicità.
Una teatralità in cui anche il corpo aveva il suo preciso ruolo nel linguaggio. Oltre all’assenza di sonoro,non c’erano effetti speciali e tutto era ancora a dimensione e a bravura umana,senza l’apporto di eleaborazioni computerizzate,anzi molto spesso con ben pochi mezzi sia per mancanza di strutture che di grandi somme di denaro destinate alle riprese.
Con mimica sorprendente attori e attrici, ancora poco divi ma con un carisma magnetico e una bellezza genuina, narravano storie senza voce destinate a quel tempo solo a una elite di persone.
Erano gli albori di quello che sarebbe poi diventato nei decenni a venire il cinema dei nostri giorni.
La qualità dei corto-lungometraggi dell’epoca che talvolta mi capita di vedere mi affascina enormemente,e le immagini di alcuni artisti la cui gloria è aumentata in alcuni casi solo dopo la loro scomparsa, esercitano una particolare attrattiva per quell’alone di sensualità eleganza e fascino che portano con sè.Ne è un’esempio quella scattata a  Pola Negri dal fotografo Edward Steichen.
Babajaga,2015

Edward Steichen. Pola Negri 1925

Edward Steichen. Pola Negri 1925