Silente s.o.s.

Premessa:
E’ frequente vedere nelle immagini in rete e anche nella realtà delle nostre città architetture fatiscenti che mostrano ancora la loro originale importanza strutturale sebbene fortemente intaccata.Spesso sono ubicate anche in centro città o comunque in luoghi ove è un vero peccato vederle sfiorire accanto a costruzioni nuove ma sicuramente meno ricercate e ricche da un punto di vista architettonico. E allora nasce spontanea una domanda,perchè lasciarle abbandonate al loro triste destino quando le si potrebbe ancora salvare?
L’ immagine che allego sotto è solo un’esempio di quanto ceduto alla corrosione del tempo.

Segni del tempo
e dell’incuria
ormai devastano
il nobile volto
vetri infranti
parti sgretolate
dissestate
fan di bellezza
un’eco lontana
di decadenza
palese sintomo
ma occhi esperti
riescono ancora
a comprendere
la gloria perduta
del mio apetto…
chissà se saranno
sì generosi
da restituirmela.

Daniela,2016

Palazzo abbandonato a Guzow, Polonia.

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Mestizia

La mestizia è signora di questi giorni
mentre si percorrono i lunghi viali
di tombe ordinate tra scuri cipressi
smilzi compagni gli unici rimasti
di alcune lapidi rovinate e dismesse
lasciate all’incuria ossia a se stesse
tra fiori di tessuto stinti e sporchi
ed iscrizioni cadute d’ormai ignoti morti.
Tra marmoree pareti fitte di nomi e date
lo sguardo si disperde tra mezzi busti
ma d’istinto incrocia la foto d’una bimba
volata in cielo da oltre dieci lustri
il viso di profilo non concede sembianze
s’intravede sulla ceramica sfumata
una testa piccina coi capelli ordinati
da grande nastro e fiocco appariscente
niveo quanto la sua veste innocente,
visse tre anni e fulminee son state
le sue giornate di pianto e risate
da allora spensierata vaga e corre
nei giocosi parchi dell’eternità.
Più avanti seminascosto un gatto
bianco con macchia grigia sul muso
mi scruta impettito e curioso
da fermo insegue il mio cammino
lo fisso e mi fastidia il vederlo
senza calore di carezze e vitali certezze
poi imbocco altro viale e ripenso invero
su quanto visto e spontaneo il pensiero
collega il felino alla sfortunata bimba.
Non chiedete il senso nè il come nè il  perchè
forse non lo so neppur io, così è…

Daniela, 2016

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Nella foto: particolare di una tomba del Cimitero Monumentale di Milano