M’inabisso nel nulla

Non è stata giornata,
non sarà serata, ora vorrei
un niente ricolmo di niente,
per inalare un benefico vuoto
sarò assente, insofferente,
indifferente ad ogni richiamo,
ho la mente battente bandiera bianca
mi autosospendo, sono stanca
di chiedermi tanti perchè,
tanto risposta non c’è
che mi soddisfi appieno,
la paglia non è fieno
il fieno non è paglia…
…e se poi manca l’acqua
la papera non galleggia…
è fiumana, bolgia ritrita

petulanza, soffocante uggia
di parole in libera uscita,
assurdità sparate a mitraglia
da gente che raglia, raglia, raglia…
Camomilla doppia e pastiglia
… e notte sia!

Daniela Cerrato, 2018

Charlotte Perriand su Chaise Longue, design di Le Corbusier,  1928

Charlotte Perriand on the Chaise Longue Basculante designed by Le Corbusier-Jeanneret-Perriand, 1928.jpg

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Cambio d’abito

Stanotte hai cangiato abito,
infranto la prolungata arsura
inumidito terra e labbra,
s’è attenuata l’energia pura
ora hai fiato fresco da soffiare
dopo risonanti turbolenze del cielo.
Gioisco della tua benevolenza
bella signora dal verde vestito,
non così tanto se già fuggi via,
dunque resta ancora qui, nei pressi
dammi tempo per adeguarmi all’idea
della tua inevitabile partenza,
chè nonostante sudati solleoni
è sì gradevole ogni tua sembianza.
D’insofferenza, ch’è umano difetto,
perdona ogni sgarbata ingratitudine,
è abitudine  se col cielo borbottiamo,
innalziamo verso sua immensità
ogni momentanea intolleranza,
ma cara estate, tu ci conosci ormai,
pure con l’inverno ci spazientiremo
e il freddo ci condurrà a rinnovati lai.

Daniela Cerrato, 2017

Art by Nils Gleyen

Nils Gleyen

 

Recupero respiro

Recupero respiro
nell’ansioso dialogo
col tempo, costanza in difetto
per tutto ciò che mi è caro
e sacro, sebbene possa ad altri
apparire inutile, opzionale;
ma come può essere eludibile
osservare, riflettere, ammirare,
ampliare i sensi per fagocitare
come cornucopia tutto il bello
che trattiene all’inverosimile,
meravigliarsi ancora e di nuovo,
ascoltare in estasi la stessa musica
e alla centunesima volta rinnovare
ancora le emozioni acquisite,
scoprire una nuvola più barocca
nel cielo verso il quale
molti non sollevano più gli occhi,
schiavi di se stessi e di fredde
tintinnanti illusorie prigionìe.
Vorrei sbottare a un’orologio
al suo pungolo insistente
e dirgli chiaro e tondo:
no, tu non mi fotti più!
non sei tu a dover scandire
il mio fare più prezioso…
Ma non ha orecchi per sentire
ciò che resta è ignorare
il suo meccanismo brontolone
e se proprio mi vorrò  sfogare
lo riporrò ovattato, in fondo al cassettone.
Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Tony KIng ,”Cercando di fermare il tempo”

Trying to Stop Time by Tony King.jpg

Fata Morgana

Alcune volte
vorrei sparire
in quel giardino
di cui io sola
conosco accesso
disintegrarmi
agli occhi altrui
per mia quiete
o rapida difesa
là potrei godere
di sana solitudine
o far entrare
solo chi
in silenzio
saprebbe leggere
il momentaneo urlo
e mutarlo in riso.
Quel luogo ameno
simile a paradiso
è fata morgana
oasi perfetta
sommo nirvana
che sonno sereno
mi propizia
peccato che sia
immaginaria letizia.

Daniela,2016

Illustrazione di Inga Moore per “Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett

the-secret-garden-by-frances-hodgson-burnett

Sogni senza bussola

Arcipelaghi di sogni
appaiono sperduti
nel mare della notte
confusi e disordinati
come navigatori senza rotte
sono fotogrammi ripetuti
di un film sconclusionato
un’avvicendarsi senza trama
un totale marasma  insensato
forse un senso l’avrà ma sfugge
tal visione annoia ed inquieta
vorrei poter uscire ma non posso
da questo caotico sconquasso
non si trova un bandolo
per avvolgere la matassa,
qual molesto arrovello
che appiccicosa melassa
ma nel vorticoso mulinello
un rumore secco, un botto
risveglia e libera d’impatto.
Questa bolgia psichedelica
già pareva sconfinata
ingrano il giorno mollemente
pure il caffè è senza mordente
che debilitante spossatezza
che gran fiacca!
mi sovvien piena certezza
per quanto sono stracca
che le tue braccia divin Morfeo
m’hanno fatto marameo.

Daniela,agosto 2016                            dipinto di Salvador Dalì,”Enigma senza fine”

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Due passi in cielo

Ci sono giorni in cui l’insofferenza giunge già dalla prima notizia percepita e  sentendoti dissociata completamente dagli ingranaggi di un mondo troppo guasto, ti trovi a pensare a quanto possa esser bello poter fare due passi in cielo.Si,effettivamente sarebbe un comodo lusso estraniarsi a tempo indeterminato, ma avresti poi gli stessi  rimorsi di un disertore a battaglia in atto, perciò trangugi lo schifoso boccone e imprecando ti ritrovi alla seconda notizia immonda della giornata.Certo che sale una gran rabbia nel  realizzare che l’unica arma disponibile è quella di non seguire più i media; ma l’ignoranza favorisce solo l’altrui interesse e allora ti sorge spontanea la domanda,stiamo combattendo una  battaglia o siamo solo dei bersagli quasi immobili senza via di scampo? La risposta già si conosce, non si può considerare battaglia se tra i contendenti non c’è parità di armi; siamo al solito cane che si morde la coda…

Daniela,ottobre 2015

immagine dal web

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