E la giostra va…

Cavalli scossi
la giostra comunque va
di cinetico zelo,
compie i suoi giri
compasso di gioie
i cerchi disegna
sovrapposti, di prassi
infrangendo sospiri
e qualche stizzosa lagna
scatena entusiasmi
in alto vociare,
di sciarpe e di guanti
è un lento girare
le spalle all’inverno,
poche risate eclatanti
sono opportuno calore
nel parco spogliato
di foglie e di sole.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Robert Hausser, 1953, Paris
Robert Häusser Tuilerien, 1953

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Breve comparsa

L’inverno ha spintonato il mite autunno
e nel gioco d’anticipo han previsto
l’arrivo di sua gelida sposa
pallida vanitosa compagna
di divina veste griffata.
Tutti a dire quanto sia magica,
allegra soffice e vaporosa,
purchè per poco rimanga per le strade del centro,
come pesce fresco che a tempo breve
rilascia sgradevole sentore,
e pure si gustano già per le vie
ipotetici piatti invitanti e fumanti,
di quelli stufati con pazienza per ore…
Ma lei, altezzosa in notturno apparire
non s’è fatta trovare al quotidiano risveglio
lasciando spolverata modesta,
scarso zucchero a velo
venuto presto a mancare di dose,
giusto si possa dire non si sia sottratta
al richiamo dell’ultimo mese in calendario,
che ammantato di vari capricci
e protezione di galoche ed ombrello
ora s’accontenta di piovoso carosello.
Chi di bianca signora vorrebbe più tracce
non si sconforti, ci sarà suo ritorno,
sia ora pioggia a colmare cisterne e borracce
per contrastare aridità che regna qui attorno
.

Daniela Cerrato, 2017

Gelo

L’aria
della buon’ora
pare riccio spinoso
i cui minuscoli gelidi aghi
sforacchiano il viso
punge sulle palpebre
protese verso il basso
deboli difese
per occhi stupiti
e arrossati dall’insolenza
dell’inverno birichino
che dissolve
l’ultimo velo di torpore
e muta in corsa lenta
la normale andatura.

Daniela Cerrato,2017

gelo

immagine da web

Nebbia

Nebbia bassa fitta
pare interminabile
si distinguono
solo sagome
da indovinare
come in un quiz
senza premio
sensazione del nulla
e al contempo smisurato
invito alla pigrizia
che si stralcia
alla prima idea
di meglio da fare,
un fischio di treno
giunge sordo
nel silenzio innaturale.
Coltre spessa
stamane come iersera
occorre spezzare indugio
immaginare la giornata
nei colori che non mostra
e veder come gira
anche oggi la giostra.
Daniela,2016

immagine da web

nebbia

Sotto un cielo turchino

Sotto un cielo turchino
sibila il gelo
in un vento pungente,
il ghiaccio addensato
si fa greve
sui rami secchi e gracili
che come dita avvizzite
paiono ritrarsi
per il freddo
e diventa per loro carezza
anche un tiepido raggio
che scioglie la solitudine
nel lungo inverno.
Eppur straordinaria
è la natura
anche nella stagione
più silente
quando il ritmo rallenta,
i colori si diradano,
quando in volo si alzano
pochi pennuti temerari
e  fumi di sparsi comignoli
che segnalano densa presenza
di vita raccolta
in calde ovattate dimore,
che come madri
avvolgono i figli
in  confortevole abbraccio.
Daniela,gennaio 2016

Foto di Paul Militaru,”White and blue”

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L’inverno in cammino

Pare infinito il cammino
quando in inverno
l’andatura è lenta
e insicura
in un terreno
che sembra trattenere
passi attenti,
ed il tempo
dimentica quasi
la sua frenesia
sonnecchiando
in un giorno
avaro di luce.
Il silenzio
figlio dello sfollamento
di strade poco invitanti
a una banale uscita,
è compagno di una bruma
scesa a uniformare
uno scenario scarno
nel suo essere
impoverito di vita.
Tronchi disadorni
dinoccolati e fradici
soccombono alla stagione
che li rende anime solitarie
insofferenti per la mancanza
di allegri ospiti
che cinguettano e amoreggiano
tra le flessibili fronde,
trampolini di lancio
per corteggiamenti piumati
e voli novelli;
ma come la notte
lascia spazio al giorno
così l’inverno gran gentiluomo
cederà il passo
all’avvenente primavera
dopo averle offerto aiuto
nei suoi primi timidi passi.
Daniela,gennaio 2016

immagine da web

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L’ultima prova

Tenaci superstiti
nella loro ormai cupa
autunnale veste,
maliconiche nel ricordo
di un’estate lontana,
le fragili foglie
di gelo avvolte
soccombono al rigore
del severo inverno,
gravandosi del peso
di un bianco manto
come ultima prova
di natural resistenza.

Daniela,gennaio 2016

Fotografia di Paul Militaru,”Winter has finally come”

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Irruzione felina

Fra pioggia sottile,nebbia
e quella tediosa
oscurità ininterrotta
che fonde mattino e pomeriggio,
le ore festive scorrono lente
tra musica blandamente soporifera
e pagine sfogliate
rievocanti remote gesta.
Con uno scatto improvviso
giungono destate vibrisse
e brillanti occhi di giada
che mi scrutano curiosi,
la coda al passaggio
diviene segnalibro,
zampe leste e inopportune
si insinuano tra i fogli
scombinando la lettura.
E’ felina abitudine
calamitar l’attenzione
e reclamar le fusa
in un giorno freddoloso,
ma carezzo con piacere
quel pelo caldo adulatore
la cui morbidezza s’interpone
tra le mani deliziate,
s’acciambella poi sbadiglia
e dopo un sorriso materno
mi ritrovo a sbadigliar anch’io.
Daniela,dicembre 2015