“Se intatti silenzi” – di Italo Bonassi

In te ancora m’acquieto,
mio amore, se intatti silenzi
serba il ricordo dei giorni,
degli anni. Ritorna,
riaffiora dal ciglio dall’onda,
la schiuma, la voce del tempo.
E se corro a riprenderti,
e stanchi echi il grido
chiama in cieli non più miei,
chissà se mi ode il mare,
se onde di poesia mi mena
questo strazio di albatri.

SE INTATTI SILENZI (da https://italobonassi.wordpress.com/2017/08/12/le-poesie-del-12-agosto/)

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Il canto del fiume – di Italo Bonassi

IL CANTO DEL FIUME

Il silenzio cantato dalle roste
alte del fiume era il mio silenzio,
suono prodigio dell’Adige in piena.
E mia era la sua voce, mio il vento
dai bagliori vocali, come sillabe
di un murmure verdissimo di foglie.

Anima mia, tremante batticuore
delle mie labbra, gioia e struggimento
pregnante di parole non parlate,
sei la mia sepolta meraviglia,
sei la blandizie al mio cuore arso.

Italo Bonassi
da https://italobonassi.wordpress.com/

Un mattino in ghingheri – di Italo Bonassi

Dal blog Assonanze poetiche ( https://italobonassi.wordpress.com/2017/07/15/la-bella-vita/ )

Guardavamo dall’alto del balcone
un sole solitario quietamente andare
tra nuvole d’un bianco monacale
nella luce profonda di un mattino
in ghingheri.
Un salottino verde,
l’orto con le prime rose in fiore
e i piccoli lumini gialli delle primule
selvatiche nell’ombra di un ciliegio
bianco di fresco.
Come un’invitante
lasciapassare per l’estate
le rondini a filo di grondaia.
Ho guardato fuori
ch’erano sì e no le sette del mattino,
e per la prima volta in vita mia
ho visto una tamerice
farsi rosa
così come fa questa, un rosa lilla
che più non è possibile, un ardore
vergine di un rosa di bucato
nell’ora chiara e fresca, così intima
che pare salottiera.
Ed un profumo
dolce di viola tricolore.
In questi tempi miseri ci basta,
per dare gioia agli occhi, un po’ di sole
( che importa se fuggevole? ), e se piove,
ben venga anche la pioggia, ma le primule
lasciatele alle sette del mattino
di tutto l’anno
e non soltanto oggi,
lasciatele se nevica e fa gelo,
e la luce s’abbuia e vien l’inverno.
Ma il tempo non ha tempo, va di fretta
anche per noi, che non siamo primule.
Vorrei poter fermarlo,
ma non riesco.

“Tutto sarà boccio e canto” di Italo Bonassi

TUTTO SARÀ BOCCIO E CANTO

Siano cinti i vostri fianchi e accese
le lampade, e tenetele sù alte
per meglio camminare senza inciampi
perché la strada è lunga e si fa sera,
e il vostro cuore indugia silenzioso
e gli occhi sono stanchi di guardare.

Non hai più domande né risposte,
non una voce sola a confortare,
ma una voce che molce il vostro esilio,
ma una voce ch’è quasi un paradiso.
È autunno, gente, ed hai da camminare
fino all’ultimo giorno, e poi fa sera.
Dopo, spegni la lampada e riposa
Fino a quando non ritorna il sole.

E tutto intorno sarà boccio e canto.

– Italo Bonassi ( https://italobonassi.wordpress.com/2017/07/08/lelica-gira/ )

“L’anguria”, di Italo Bonassi

Ho selezionato e rebloggato questa poesia tra quelle pubblicate  oggi da Italo Bonassi per il tema reso assai originale dalla  simpatica ironia poetica dell’autore; ma vi invito a leggere le altre, altrettanto meritevoli di plauso all’indirizzo:
https://italobonassi.wordpress.com/2017/06/19/non-era-mica-male/
Grazie Italo!

L’ANGURIA

Ci scegliemmo l’anguria con la cura
che avremmo messo a sceglierci una donna:
era là, bellissima, invitante,
pareva dirci:Sono qui, mangiatemi!
La sollevai tremando, un poco come
sollevassi una sposa tra le braccia:
tonda, fresca, polposa,
magnifica, imperiale. Il fruttivendolo,
la pose con amore sopra il piatto
della bilancia, e poi ci disse il prezzo.
Quattro Euro. Un po’ tanti, ma che importa?
Ce la portammo a casa e la spolpammo.
Come ci avessimo fatto l’amore,
ora era là, disfatta, sopra il tavolo,
e tanto era il fastidio di vederla,
che la gettammo nella spazzatura,
pulendoci la bocca. E senza un grazie.
Come un piccolo amore mercenario.

(Italo Bonassi, dalle poesie pubblicate il 19 giugno 2017 )

anguria