Chelsea Hotel 2 – Adam Cohen, Lana Del Rey

una canzone composta da Leonard Cohen che narra la fugace relazione avuta con la cantante Janis Joplin all’Hotel Chelsea, un noto albergo di Manhattan costruito tra il 1883 e il 1885; l’albergo ha ospitato nel tempo numerosi poeti, scrittori e vari artisti. All’epoca era una delle costruzioni più alte della città,e per citare alcuni personaggi che vi soggiornarono si ricordano Mark Twain, Sid Vicious,bassita dei Sex Pistols che lì accoltellò la sua ragazza. E poi Jimi Hendrix, Jane Fonda, Jackson Pollock, Jeff Beck, Andy Warhol, Janis Joplin e Uma Thurman. Anche Cohen rimase affascinato da questo luogo di cui disse:
“Il Chelsea è uno di quegli hotel che possiede tutte le caratteristiche che amo in un albergo. Adoro gli hotel dove, alle quattro del mattino, puoi portarti in stanza un nano, un orso e quattro donne senza che gliene freghi niente a nessuno.”
La canzone però non fu scritta al Chelsea Hotel ma altrove e a più riprese; pare che in seguito Cohen si pentì di aver rivelato la storia della sua relazione con Janis Joplin, morta a soli 27 anni. Dichiarò infatti in un’intervista alla BBC:
“Sono molto dispiaciuto di aver parlato di questa storia che racconta alcuni momenti molto intimi. Se ci fosse modo di chiedere scusa a un fantasma mi scuserei all’istante  per aver fatto trapelare questa indiscrezione.”

I remember you well at the Chelsea Hotel,
you were talking so brave and so sweet,
giving me head on the unmade bed,
while the limousines wait in the street.
Those were the reasons and that was New York,
we were living for the money and the flesh.
And that was called love for the workers in song
probably still is for those of them left.

Ah but you got away, didn’t you babe,
you just turned your back on the crowd,
you got away, I never once heard you say,
I need you, I don’t need you,
I need you, I don’t need you
and all of that jiving around.

I remember you well at the Chelsea Hotel
you were famous, your heart was a legend.
You told me again you preferred handsome men
but for me you would make an exception.
And clenching your fist for the ones like us
who are oppressed by the figures of beauty,
you fixed yourself, you said, “Well never mind,
we are ugly but we have the music.”

Ah but you got away, didn’t you babe,
you just turned your back on the crowd,
you got away, I never once heard you say,
I need you, I don’t need you,
I need you, I don’t need you
and all of that jiving around.

I don’t mean to confess that I loved you the best,
I can’t keep track of each fallen robin.
I remember you well in the Chelsea Hotel,
that’s all, I don’t even think of you that often.

Mi ricordo bene di te all’Hotel Chelsea,
parlavi con tanto coraggio e dolcezza,
lavoravi di bocca sul letto ancora sfatto
mentre le limousine aspettavano in strada.
Queste erano le nostre ragioni e così era New York,
ci guadagnavamo i soldi e la carne
E tutto questo veniva chiamato amore per noi operai della canzone
e’ probabile che sia ancora così per quelli che sono rimasti.

Ma tu te ne sei andata, non è vero, ragazza mia,
hai voltato le spalle alla folla,
te ne sei andata, non ti ho mai sentito dire,
ho bisogno di te, non ho bisogno di te,
ho bisogno di te, non ho bisogno di te
e tutto quel parlare strano.

Mi ricordo bene di te all’Hotel Chelsea,
eri famosa, il tuo cuore era una leggenda.
Mi hai detto più volte che preferivi uomini prestanti
ma che per me avresti fatto un’eccezione.
E stringendo il pugno per quelli come noi
che sono oppressi dalle immagini della bellezza,
facendoti una dose dicesti, “Be, non importa,
siamo orrendi ma abbiamo ancora la musica.”

Ma tu te ne sei andata, non è vero, ragazza mia,
hai voltato le spalle alla folla,
te ne sei andata, non ti ho mai sentito dire,
ho bisogno di te, non ho bisogno di te,
ho bisogno di te, non ho bisogno di te
e tutto quel parlare strano.

Non voglio dire che sia stato in grado di amarti nel migliore dei modi,
non riesco a tener conto di ogni pettirosso caduto in trappola.
Mi ricordo bene di te all’Hotel Chelsea,
è tutto qui, non ti penso nemmeno tanto spesso.

ninnananna, Leonard Cohen

Lullaby(Leonard Cohen)

Sleep baby sleep
The day’s on the run
The wind in the trees
Is talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby
Well the mouse ate the crumb
Then the cat ate the crust
Now they’ve fallen in love
They’re talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby
Sleep baby sleep
There’s a morning to come
The wind in the trees
They’re talking in tongues
If your heart is torn
I don’t wonder why
If the night is long
Here’s my lullaby
Here’s my lullaby

Anthem, Leonard Cohen

 

 

INNO

Cantavan gli uccelli
al levar del dì
Ricomincia daccapo
li sentii dire
Non indugiare
su quel che è stato
o che ancora non è.Saranno le guerre
combattute ancora
La sacra colomba
verrà catturata ancora
comprata e venduta
e comprata ancora
la colomba  non è mai libera .

Suonate le campane che possono ancora suonare
Dimenticate la vostra offerta perfetta
c’è una crepa in ogni cosa
È così che entra la luce.

Chiedemmo dei segni
i segni furono inviati:
il natale tradito
il matrimonio esaurito
la vedovanza
di ogni governo –
segni che ognuno può vedere.

Non posso più correre
Con quel branco senza legge
mentre gli assassini negli alti lochi
recitano le loro preghiere ad alta voce.
Ma hanno chiamato a sé
una nube tempestosa
E avranno mie notizie.

Suonate le campane che possono ancora suonare
Dimenticate la vostra offerta perfetta
c’è una crepa in ogni cosa
È così che entra la luce.

Potete sommare le parti
Ma non avrete il tutto
Potete attaccare la marcia
Non c’è il tamburo
Ogni cuore, ogni cuore
verrà all’amore
ma come un fuggiasco.

Suonate le campane che possono ancora suonare
Dimenticate la vostra offerta perfetta
c’è una crepa in ogni cosa
È così che entra la luce.

Suonate le campane che possono ancora suonare
Dimenticate la vostra offerta perfetta
c’è una crepa in ogni cosa
È così che entra la luce.
È così che entra la luce.
È così che entra la luce.

-Leonard Cohen

Leonard Cohen /Fabrizio De Andrè

Il brano di Leonard Cohen “Famous Blue Raincoat” è una sorta di lettera indirizzata all’uomo che era stato l’amante della moglie e a commento del testo riporto le dichiarazioni dello stesso Cohen tratte da un’intervista del 1994 alla BBC:

“Il problema di ‘Famous Blue Raincoat’ è che ho completamente dimenticato con chi fosse il triangolo amoroso. Che fosse il mio è certo. Ho sempre avvertito la presenza di un uomo invisibile che seduceva la donna con cui stavo; ora, se fosse un uomo vero o un’invenzione della mia mente, non ricordo. Ho sempre pensato di giocare quel ruolo nella relazione di un’altra coppia o che ci sarebbe stata una figura di quel tipo in relazione al mio matrimonio. Non mi ricordo bene (ma avevo questo sospetto che ci fosse sempre un terzo partito, a volte io, a volte un altro uomo, a volte un’altra donna)”.

Di questa splendida canzone esiste la traduzione italiana di Fabrizio De Andrè che ha ribaltato la vicenda al femminile,visto che è stata scritta per Ornella Vanoni e ha preso il titolo “La famosa volpe azzurra”
Vi lascio all’ascolto delle due versioni senza dirvi quale sia la mia preferita…buon ascolto, e per chi volesse leggere i testi di entrambe può trovarli a questo indirizzo:

http://quattrostracci.altervista.org/cantautori/testi/famous.htm