Haiga picassiano


Dita insicure su un giro di perle,
infilata di pomi verdi in miniatura
sfacciata nota rimasta in risalto
sulla dolcezza di una nudità pudìca
e per quanto si osserva la zona in luce,
giacchè luna per metà rischiara,
a minor malizia induce
di quella in ombra rimasta,
e tiepida tenerezza richiama
sull’adagiato corpo ignudo.
Non v’è cornice, parla la tela
solitaria come la giovane musa
il cui sguardo tristezza non cela,
forse nostalgia per sua terra andalusa.

– Daniela Cerrato, 2017

“Donna nuda su una poltrona rossa” è un dipinto di Pablo Picasso realizzato nel 1932 e conservato nella galleria Tate Modern di Londra.

Pablo Picasso_s Nude Woman in a Red Armchair.

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In cosmico silenzio

Eppure ancora esiste
quel pezzo di cielo nostro
proiettato nello spazio siderale
tra miliardi di corpi fluttuanti,

brillerà perennemente la nostra luce
accorpata nell’immortale poliedro,
testimone di splendido infinito
precisa immagine d’un peccato assolto;

noi resteremo là, a danzare in eterno
il walzer del  cosmico silenzio,
come statue di ghiaccio cristallino
in un tempo senza estate o inverno.

Daniela Cerrato, 2017

Frederick Hart, “Prologue”, acrylic sculpture, 2000

Frederick_Hart_Prologue_Acrylic_Sculpture_2000

Ekfrasis, su fotografia di Tiferett

La luce vive
gli estremi ritagli del giorno
segnati da imperturbabile quiete
e  descrive,

abbandonandosi languida,
l’abbraccio della sera.
Placidamente attende
l’ accresciuta oscurità
nel grembo della terra
che raccoglie il lacustre specchio;
da lì le note più romantiche

saliranno verso la luna
che intenerita,
favorirà l’opportuna situazione
per intimità sospirate e tremanti,
audaci complicità di cuori amanti

attratti da sì velata seduzione.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di Tiferett “La luce vive”  da https://tiferett.wordpress.com/2017/07/21/la-luce-vive/

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Amenità

Nel ritaglio del giorno
abbracciato da luce
ed ombra, la solitudine
trova il suo nido eletto
accogliente e serafico,
la carezza della penombra
attenua il caldo stagionale,
invita i pensieri a trovare
armonia, l’occhio è statico,
in odore di leggera ipnosi,
imperturbabile su un’oggetto;
si fa strada la chiarezza
ferma e precisa di un’idea
abbozzata ore addietro,
dalla finestra accostata
non s’ode voce, sì che pare
tutto dorma, una quiete
quasi notturna e surreale
mi risana, l’occhio divaga
sullo spicchio d’azzurrità
che trapela tra gli scuri
e vola alta la fantasia
oltre il limite dei muri.

Daniela Cerrato, 2017

Fotografia di Robert Mapplethorpe, “Fiori”

Robert Mapplethorpe fiori

Magma d’amore

Nel magma rovente d’amore
gli alti flutti impetuosi
travolgono , brucia di passione
il corpo e il suo essudato,

vampe ardenti si diffondono
travolgendo e divorando
la carne che preme
su altra carne, fondendosi

congiuntamente; s’avvinghiano
mordendo,  annientando
tempo e spazio che perdono
dimensione, sino alla somma

potente esplosione, bagliore
di supernova, la cui luce
acceca, ingloba ogni colore
per alcuni attimi, poi è Vita

che scorre placida a fecondare
nuovo amore, intermedia
quiete dello stesso dolce
focoso ed immutato istinto.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Chris Friel

Chris Friel