poesie di Luigi Paraboschi

Propongo un breve estratto di lettura dell'ultimo libro di poesie di Luigi Paraboschi "Tra due parentesi e un punto di domanda". Cuore ed occhi raccontano tracce di un vissuto ancora vivo in nitidi ricordi dai contorni marcatamente nostalgici e gioiosi ma anche a tratti dolorosi. Le incertezze, la consapevolezza della fugacità di tempo ed affetti costituiscono la colonna portante nelle poesie di questo suo ultimo lavoro. Poesie in cui vengono apprezzati dettagli e sfumature di un privato che si racconta con discrezione e che si intreccia al senso di complicità e appartenenza del lettore a un medesimo destino; siamo vincitori e perdenti al tempo stesso in questa esistenza passeggera e incredibilmente fuggevole e " questo involucro scarno di ossa, cenere grigia/ un segno di penna sopra la carta, pensiero/ creato negli anni mai lasciato cadere,/ e così/ rimaniamo carte assorbenti e assorbite/ sulle quali abbiamo inciso e scavato/ le tracce di ogni carezza non data,/ di un riposo accogliente, sperato ma vano. " Una scrittura la sua, piacevolmente scorrevole e convincente, ne consiglio vivamente un approfondimento che sicuramente arricchirà dal punto di vista umano oltre che poetico. Il suo libro è reperibile in rete o contattando direttamente l'autore. ( paraboschi3@gmail.com )



Casa in demolizione

Resta il rosa antico steso
sopra la parete d'una camera da letto
e il verde salvia forse del tinello
pallido indizio - sabbia dentro la clessidra -
per chi ha negli occhi il rosa spento
di quei coppi, presto disperso
tra il vivo di quelli nuovi.

Tracce sbiadite di progetti.

Un cane si rizza in piedi alla catena
il vomere accantonato arrugginisce
a fianco dei gerani della passata estate
che ingialliscono dentro vasi sbeccati,
un buco nero oscura il forno per il pane
il pozzo è un contorno di mattoni
privo di carrucola e di secchio.

Mani dell'Est accendono nazionali senza filtro
nascoste nell'ala del cappello, scrostano
i mattoni dalla calce e li incastellano
a mucchio come dentro gli ossari

***

Senza indicare la scadenza

Quando il sole non sa dissolvere
i legacci della notte e le albe non arrivano
a fare luce, allora ricade addosso il sogno
ininterrotto dentro le stanze
ove la polvere si adagia compiaciuta,
anche sulle fotografie dei visi amati.

Resta la certezza che nessun fuoco
potrà più divampare e che il tempo
che vvolge tutti porta via
i desideri, li immerge e poi li soffoca
senza disperazione.

Ma basterà sapere che vi fu una stagione
in cui, quando il freddo mi sommergeva,
qualcuno ha lasciato in giro frammenti
di sè senza indicare la scadenza.

***

L'estiva arsura

                    (Omaggio al pittore Franco Corradini)

In basso a destra una macchia d'azzurro
è cielo inchiodato al suolo
oppure acqua nella valle.
Se osservi sotto il giallo dell'estate
scopri la trama del terreno e i suoi canali secchi,
le ferite aperte dagli aratri,
e poi al centro verso il basso
i pali rugginosi delle viti
velati da quell'aria che ti sfiora
quando siedi e godi il bello del riposo
nell'estate che ti esplode attorno.

Il bianco delle nuvole che scavallano
tu le corteggi e godi quel silenzio
che non sai se è conquista o dono,
ti accoglie ora dopo ora
e ti distende quando scopri
quanto amore c'è dentro quel colore
che pare sparso senza adesione
a ciò che osservi, eppure sai
che sta dentro il non detto
il senso più profondo del vissuto.

Poesie tratte da ” Tra due parentesi e un punto di domanda” di Luigi Paraboschi, Collana Perle-Poesia, Giuliano Ladolfi Editore, 2021