Di antica sostanza

Pochi particolari immutati
da quando altri occhi s’affacciavano
alla finestra che oggi, aperta, offre
medesimo fronte, ma il cielo…
sembra, ma non è più lo stesso e in medesimo divenire
alberi cresciuti,  taluni mancanti, abbattuti,
fragili corpi trapassati con sogni, ideali, pulsioni
innamoramenti,  passioni intense,  sensualità,
amorevoli sussurri,  gioie e sospiri anch’essi estinti.
Tutto sepolto sotto strati d’un tempo remoto,
in buona parte sconosciuto che provo ad inventare
da qualche ritratto appeso che pare suggerire

e mentre anche l’oggi rapido si defila,
catturo ogni intensità e inspiro aria
da questo luogo intriso d’antica sostanza.
Nella stanza il profumo di storia non stantìa,

di mobilia che racconta quanto preziosi libri centenari,
trapelano umori ancor vivi da spesse pareti
attraversate da leggende, da presunti fantasmi,
da uno scricchiare che pare lamento
si amplifica l’emozione, si rinnova il cimento
di fantasticare con pieno favore dei sensi
sui dettagli carichi di un passato lontano,
che desidero a volte fosse anche il mio.

– Daniela Cerrato, 2017

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Di vita e di profumi

Luogo di profumo e candore
di muschio bianco e sole
che si mescola agli effluvi
delle zagare inebrianti.

In una via pietrosa e stretta
agghindata da file di gerani,
d’un rosso che pare ancor più vivo
accanto al bianco del bisso steso

che cala, appeso e ritto
a qualche metro dai passanti,
agitandosi di tanto in tanto
in chiacchiericcio col vento

tiepido e discreto, come l’occhio
di chi di sbieco da un’infisso,
scruta il viavai curioso e lento
che allieta il borgo, c’ è il brusìo

di un turismo dall’aspetto variegato,
che con dialetti e idiomi provenienti
dai quattro punti cardinali, riesce
ad animare di vita e di mestiere.

Mentre un gatto accovacciato
su un gradone a catturare il sole
si stufa del vociare che lo disturba
e rientra da una porta a coda bassa,

un’anziana seduta in strada non trascura
il suo ricamo, curva sulla schiena
e attenta alla bottega ed ai merletti
appesi al fianco dell’uscio stretto

che accede ad un buio sconcertante
raffrontato al bagliore dell’esterno;
ma non oserebbe neanche il Padreterno
contraddire le usanze dell’astante,

tradizioni ed abitudini vanno mantenute
quale fascino semplice d’ogni luogo.
Cielo e mare son le cose che ho taciute
ma ne godrete, se farete un sopralluogo.

Daniela Cerrato, 2017

___   Foto di © Anna Montuori

© Anna Montuori

Dettagli che ammaliano

Quando pittura
venera natura
in punta di emozione
mi adagio sul dettaglio
è così che giunge ammalio
da tal siffatto accento
l’occhio si sazia contento
nel vedere  tanta grazia
tra le tenui trasparenze
e le armoniche sapienze
dando quasi per scontato
che una lacrima velata
sia gioia tramutata
per l’artistica passione
di chi abilmente volle
stimolare il sognatore
al desìderio quasi folle
d’oltrepassar sublime tela
che altro spazio non rivela
e ritrovarsi in ameno luogo
tra i molteplici sentori
assaporando a tutto sfogo
l’armonia di quei colori.

Daniela,2016

Jan Brueghel il giovane: dettaglio di “Adamo ed Eva in Paradiso”, 1630

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Laddòve

In un tempo sospeso
accantono tutto,
mi porto lontano
in un’angolo pacato
della terra
senza contatti
nessuna voce
oltre quella
della coscienza,
là dove si sente
tanto rumoroso
il proprio respiro
che si apre
nella quiete
di un mare di silenzio,
là dove i passi
sono lenti
scanditi da un ritmo
che assaggia la natura
la odora
e la contempla.
Là dove
questa dolce madre
generosa sorella
unica amica
di neuroni stanchi
del clangore quotidiano
di voci e suoni roboanti,
nutre l’anima
rendendole
il benessere perduto.
Là dove
facendo chiarezza
tra il disordine mentale
ritrovo la pura essenza
dell’io profondo
e discerno
tra essenziale e futile
tra realtà e illusione.

Daniela,febbraio 2016

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