Versi liberi

Sei nelle capocchie dei teneri germogli
che bucano e smuovono la terra scura,
nel volo sparso di mongolfiere e aquiloni,
sei nel vagito di un cucciolo cui la vita
ha dato il suo primo schiaffo per natura,
diventi melodia muta in un’opera d’arte
e tenerezza d’abbraccio tra un clochard e
il suo cane, cetra del cuore che canta
il supplizio di sofferenza e amore;
sei nei ricordi che non ci lasceranno
perchè al sicuro nel nostro cassetto.
Colmi le insonnie e i lassi di tempo
altrimenti insipidi, vuoti le tasche
dei nostri sogni e li sperperi al vento,
tu sei il volo di un animo insofferente,
che vorrebbe fuggire ma di restare acconsente.
Tutto questo sei tu, inossidabile poesia
e con minima dose di vergognosa superbia
vorrei che tu fossi sempre un po’anche mia.

Daniela Cerrato, 2017

Risveglio domenicale

Non so da quanto il sole è desto
ma ha il volto più pallido di ieri
velati i miei primi pensieri
tra parole vaghe altisonanti,
peggio di asino che raglia
son quelle voci inviperite
che schiamazzano sgradite
dalla casa dirimpetto
a dire il vero già le campane
suonan come segno di dispetto
al mio sonno sì diletto
che pregusto da ieri sera
cerco in radio giusta melodia
tra stiracchio e gemel sbadiglio
sorridere al giorno è ciò che voglio
al diavolo ogni triste altrui contorno.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Pierre Bonnard,  1903

Pierre Bonnard 1903