Ci rinuncio…

Inizio lentamente
in sequenza a contarle,
ma l’ordine sparso confonde.
Mi secca ma ricomincio da capo
con la serie numerica che snerva,
ha effetto contrario, sarà forse
l’intenso belato che non odo…
meglio rinunciare,lasciarle libere,
sparpagliate nel verde pascolo.
Con un numero minimo di gocce
sarà più rapido prender sonno,
del gregge non basterebbe la conta
le dovrei forse anche tosare…
ma ecco Morfeo che le viene a salvare.

-Daniela Cerrato, 2017

Photo by © Herman Van Bon https://elementaryposters.com/2017/10/17/sheep-in-high-contrast/
sheep-in-high-contrast

A Morfeo

Persisti con tua preziosa veglia
ad addolcire il mio sonno,
chè se distrazione ti coglie
svaniscono come spire di fumo
castelli di eclettici sogni,
crociere su navi volanti,
emozioni in viaggio continuo
di cui è catastrofe spezzare
anche una singola tappa
donata dal generoso Fantaso.
Resta dolce figlio di Ipno
fa che Fobetore mi stia lontano
sinchè Emera non giunge
a salutare la Notte,
che fuggendo disperde in scia
microscopiche brillanti particelle,
paiono polveri di lontane stelle
ma è solo la mia sgretolata fantasia.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Chiara Stevanella, “Albero del Sogno”

Chiara Stevanella, Albero del sogno

 

Notturno

Idee  in marea piatta
tamburellano le dita
su carta che non canta
seppur silenzio invita
ma la mente non s’accende
il brusìo non si fa voce
intanto notte scende
e stanchezza cangia in croce
pesante, su occhi arresi
già rapiti a mia insaputa
da Morfeo che ridendo scruta
scarsa mia difesa a lumi accesi,
mano a  visiera  invero è poca cosa
e l’encefalo in parte già riposa
la penna cade mi lascio sì rapire
dal buio e dai sogni,beato divenire.

Daniela Cerrato,2017

dipinto di Boleslas Biegas, Chopin, 1919

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Sogni senza bussola

Arcipelaghi di sogni
appaiono sperduti
nel mare della notte
confusi e disordinati
come navigatori senza rotte
sono fotogrammi ripetuti
di un film sconclusionato
un’avvicendarsi senza trama
un totale marasma  insensato
forse un senso l’avrà ma sfugge
tal visione annoia ed inquieta
vorrei poter uscire ma non posso
da questo caotico sconquasso
non si trova un bandolo
per avvolgere la matassa,
qual molesto arrovello
che appiccicosa melassa
ma nel vorticoso mulinello
un rumore secco, un botto
risveglia e libera d’impatto.
Questa bolgia psichedelica
già pareva sconfinata
ingrano il giorno mollemente
pure il caffè è senza mordente
che debilitante spossatezza
che gran fiacca!
mi sovvien piena certezza
per quanto sono stracca
che le tue braccia divin Morfeo
m’hanno fatto marameo.

Daniela,agosto 2016                            dipinto di Salvador Dalì,”Enigma senza fine”

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