toccata senza fuga…

Tanto bello che pare irreale…
Quante volte capita di pensarlo
dinanzi a un fiore, un frutto,
a ciò su cui gli occhi si posano
e non vorrebbero più scollarsi.
Non convinti osiamo il tocco
chè le dita non possono mentire
e dopo quel sentire è catarsi,
apologia e poesia per rigirarsi
in quell’oasi da magnificare.
Passa il tempo ma bellezza resta
pur se sfiorisce, poi che qualcuno
ne ha fissato istante, a memoria
di un’emozione che fece aprire bocca
e perdurando altri sensi tocca.

– Daniela Cerrato

 

Photo by Paul Militaru :”Simply a beauty” da  https://photopaulm.com/2018/09/17/simply-a-beauty-3/

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Sorpresa con pelliccia

Purtroppo nella casa di campagna si va poco, anche perchè non è vicinissima, però d’estate qualche fine settimana lo si trascorre lì volentieri. Così, seduta nella camera più fresca, la scorsa domenica stavo cercando di assecondare una botta di sonno quando sento dei fruscii provenire da una direzione ben precisa, dietro una vecchia stufa. Un rumore discontinuo ma percepibile chiaramente. Ho pensato fosse entrato un gatto che si vede solitamente gironzolare ma no, non era lui…sarà un topo? Per farla breve, spostando vari oggetti dall’angolo in questione saltano fuori due ghiri che chissà da quanto tempo si erano insediati all’interno, visto che da  un mese non ci si tornava; scatta l’operazione sfratto (son simpaticissimi ma dannosi per mobili e non solo) e in men che non si dica si ritrovano fuori, s’arrampicano all’albero come scoiattoli e il cellulare li immortala… Carini, spero che abbiano trovato una casa tutta per loro.

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Un caleidoscopio naturale

Non occorre costruire caleidoscopi artificiali quando sono presenti in natura.
Certo sono molti (ed io per prima) che non possono permettersi l’acquisto di un simile pezzo unico di opale nero originario dall’Etiopia dal valore tra i 12.000 e i 16.000 euro come reca la scheda della casa d’aste Bonhams.
Però è comunque già emozionante soffermarsi solo sulla sua immagine e pensare quanta bellezza offre la natura; una forma che pare una lacrima, una goccia con uno strato esterno di opale di cristallo trasparente color miele e una linea di demarcazione color crema che lo separa dall’opale nero. E le iridescenze sono infinite, se non è questa pura bellezza… Io ne son rimasta affascinata 🙂

Black opal, Etiopia, from Bonhams auctions
Black Opal - Ethiopia.png

Perfezione

Osservo la geometria protesa
che anima una porzione di cielo,
creatura leggiadra in volo…
Natura maestra di scienza
anticipasti il progetto
d’un Leonardo o un Buonarroti
o di qualsiasi altro creativo genio
in cimento con corpo e dinamica,
per ideale coefficiente, perfezione
che penetra l’aria e la fende
come freccia scagliata da un’arco,
e gli occhi rapiti sempre sorprende.

Daniela Cerrato, 2018

(immagine da pinterest , autore sconosciuto)

volo

Sequenze vitali

Di biomolecole
e dettati divini
è plasmata natura,
cicli fecondi
in moto perpetuo
creano vita da vita
che ha come fine
una morte sorella.
Tra correnti di terra
di cielo e mare
è tutto un andare
d’esistenze incrociate
di corpi in flusso,
di nuvole pellegrine,
pioggie e venti
alle cui sfuriate
son legati marosi
gonfi, cupi e rabbiosi,
una forza possente
che arriva a placarsi.
Ma è dolce catarsi
dopo violenta passione,
una morte apparente
che attende nuovo vigore.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Octavio Ocampo

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Note sensoriali

Il bosco in autunno
è scenario brillante
forza cromatica, effervescenza
di profumi penetranti,
effluvio intrigante
che sprigiona note di vita
di licheni e marcescenze
di humus ravvivato
dalla recente pioggia,
testoline di funghi
a siluro o ad ombrello,
castagne sprigionate da ricci
caduti ad aguzzare terreno,
fiori minuti ma resistenti
al clima per favorita ubicazione;
e come scritto nelle migliori fiabe
c’è sensazione di presenze,
di spiritelli invisibili
che si dileguano scocciati,
disturbati dagli umani passi grevi
e da voci di cani sguinzagliati
a sfogare i loro entusiasmi
nell’inseguire qualche animaletto
sfuggito all’umana attenzione.
E tra i sentieri un intreccio di incanti
di fruscii che solo l’udito fino,
che vuol seguirli sino a loro scomparsa, ascolta.
Entra nel cuore la naturale magìa, ancora una volta…

Daniela Cerrato, 2017

 

 

 

Foglie cadenti

Dondoliamo come altalene, anche in assenza di vento, volteggiamo sospese
coi nostri abiti dorati, striati di residua clorofilla, minuscoli alianti sganciati, aereoplani di qualche formica laboriosa o altro insetto che si ritrova a sua insaputa al punto di partenza; se vestiamo il giallo più intenso, come lucciole silenziose del suolo ravviviamo il prato rimasto sfiorito, e nei lunghi viali alberati,  in giornate grigiastre, offriamo alla vista un enorme raggio di sole che i passi sollevano e schiacciano con noncuranza, mentre le poche rimaste sui rami s’aggrappano con forza temendo la pioggia. Dopotutto è si lieve, ma così breve la nostra danza…

Daniela Cerrato, 2017

immagine da web libera da copyright

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