La sala dei ricordi. Miniracconto

La sala della nonna la rivedo così come quando bambina ne respiravo spesso il profumo e ne assorbivo il calore. Sul tavolo grande ed antico un vaso in mosaico a tessere colorate con fiori secchi di profumata lavanda,una finestra aperta con le tende spinte dal vento che accarezzava le sanseverie appoggiate a terra ognuna col suo nastro di raso verde.
Da un quadro appeso una natura morta dai colori autunnali con melograni cedri e noci su un vassoio di rame martellato mi ha sempre fatto sgranare gli occhi per quanto sembrasse tutto così vero.
Sulla madìa intarsiata ricoperta da un telo di lino ricamato civettava nel suo abito rosa e pizzi bianchi una bambola dai capelli lunghi e morbidi e dal viso malinconico poco infantile pareva custodire quella scatola di latta accanto piena di biscotti , disegnata e recante scritte ormai dimenticate .
Il divano ordinato con cuscini variopinti in piastrelle di lana e una coperta per salvarlo dalle unghie del gatto di turno era il posto preferito su cui distribuire figurine dalle raccolte mai del tutto terminate.Di fronte un televisore,quella scatola che pareva allora assai magica e da cui noi bambini potevamo guardare solo ciò che decidevano per noi,per cui dopo qualche minuto l’attenzione si spostava su giochi più tangibili.
Un mobile con radio enorme dalle grandi manopole chiare che si accendeva poco per non disturbare il chiacchiericcio fra le donne di famiglia era il riempitivo di una parete assieme a una credenza in stile liberty dalle cui vetrinette facevano capolino i vasi di caramelle sempre riassortite. E sul pavimento,in un’angolo, neppure troppo nascoste, le ciabatte di panno infeltrito per gli ospiti,da indossare obbligatoriamente per non rovinare lo strato di cera tirata e lucidata a mano, orgoglio e mania di nonna.
Sicuramente sto omettendo altri particolari che forse colpivano poco la mia curiosità e attenzione di bimba,o forse nel frattempo li ho sempliemente scordati… Quanta infanzia passata lì,quante gioie e qualche pianto, quante merende di casalinga preparazione e quanti pranzi festivi che facevano quasi un tutt’uno con la cena…Ricordi piacevoli,alcuni nitidi altri un po’ meno ma sempre pieni d’amore.
Daniela,aprile 2016

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Ragazza del novecento

Di un novecento
appena iniziato
adottasti lo stile
così ti ritrovo
in una foto ingiallita
che pare profumare
d’impalpabile cipria
un fronzolo vezzoso
un capriccioso ricciolo
il parasole di pizzo,
a protezione della nivea pelle
e di quel leggero rossore
per chi di beltà ti elogiava.
Eroina del tuo tempo
fiera e cocciuta donna
la tua figura di nonna
la ricordo in vesti diverse
quando le rughe degli anni
già segnavano indelebilmente
il tuo non più giovane viso.

Daniela,2015

Foto rappresentativa dal web

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