Di rose e di felci

Era gìà di carezza calore
la certezza di vederti
per incontrar le tue parole
e i tuoi silenzi tesi all’ascolto,
con tono discreto indagavi
sugli affari miei, anche di cuore,
coglievi reticenze ed ombre
di delusioni sul mio viso,
sempre pronta a consolarmi
o a condividere la gioia
che non riuscivo a contenere;
ed io tentavo di sminuire
i tuoi dubbi e i tanti affanni
che disturbavano la pacatezza
al tuo sguardo ed al tuo dire.
Nello scorrere degli anni
assenza non muta, anzi cresce,
dei tuoi grandi occhi verdi,
splendidi toni di viva felce
sgranati per stupore
o contratti per dolore;
ci raccontammo molte cose
tra poche spine e tante rose
ma non riuscirò mai a dirti
madre mia, chè manca metro
di misura, l’ampiezza del vuoto
che lasciasti da quell’aprile,
e seppur è noto della vita il fine,
il distacco s’empie di nostalgia
e talvolta muove il mio pianto,
non solo in questa poesia
che d’infelicità è canto.

Daniela Cerrato, 2017

tumblr_oq8ibxZUIt1ripa0eo1_540

Annunci

Quel niente

Ho visitato i luoghi del passato
come si fa con i vecchi amici
a cui sorridendo dici “eccomi qui,
dopo anni son tornata a salutarvi”,
uno sguardo in valle, l’ampio respiro,
ed è subito prevalsa la memoria
col ricordo di voci volti e suoni;
dietro il velo incontenibile e nostalgico
gli occhi han cercato le  presenze
e i colori dell’infanzia, divenuti ormai
opacità di piacevoli  ricordanze.

Poi ho colto gli enormi mutamenti
forgiati dal tempo e dall’assenza,
anche negli alberi cresciuti pur ridenti
è mancata l’attesa corrispondenza,
fronde più ampie mi hanno accolta
e altre sacrificate han lasciato spazio
al nero asfalto di una rotonda;
del tutto naturale, a conti fatti anch’io
sono cambiata in corpo e mente,
e se la torre centenaria avesse voce
me lo avrebbe sbottato seccamente.

Eppure sono rimasta interdetta
di fronte al totale cambiamento,
il tempo è scorso così in fretta
come alta cascata scende a getto,
che tante son le mani  che io strinsi
divenute ormai gelide ossa, nulla è
come allora, solo il rintocco cupo
del vecchio campanile sulla cima
non ha mutato l’eco antico, il più
è tutto stravolto, in parte disintegrate
le principali tracce di quel che fu.

M’ ero illusa di trovare qualche ruga
sul volto del paese, rispetto alla visione
fotografata nella mente, ma di fattezza
riflessa è rimasto poco, quasi niente,
il mio desiderio s’è rivelato chimera
assurdo sogno, risposta deludente.
Però la sera quel borgo l’ho abbracciato
col pensiero e col cuore, un qualcosa
mi suggeriva che quel niente era lì,
invisibile e silenzioso, a cercare una bimba
mora, taciturna e un po’ scontrosa.

Daniela Cerrato, 2017

___________Dipinto di Salvador Dalì_____________________________

Mysterious Mouth Appearing in the Back of My Nurse via Salvador Dali.jpg

Solo un’ impressione

In altri tempi la luna
aveva fascino diverso
influenzava più opportuna
l’individuale universo
ora pare sia dissolta
parte della sua magia
in verità pure stavolta
è suggestione mia
poichè proseguendo
il nostalgico pensiero
c’era il tuo sorriso
a suscitare meraviglia
e a intercalare il suo mistero
quella luce sul tuo viso
che degli amanti è figlia.
Trascorsi anni guardo il cielo
che ha rubato i nostri sogni
tu da lassù scruti la terra
che m’ha riservato altri disegni.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Darío de Regoyos ( 1857-1913)

la-spiaggia-di-almeria-di-notte1882-dario-de-regoyos-spanish-1857-1913

Negativi

Nello scuotere i ricordi
ritrovo i negativi
d’immagini assai care
lontane ormai nel tempo
opache e scontornate
e par dubbia la certezza
di averle io vissute
perfino in altra vita…
Voi spiriti celesti
che pare siate desti
sui vivi qui presenti
abbiate un po’ di cura
per questa mia paura
di avervi immaginati
sappiate che vi adoro
oggi più d’un remoto ieri
se solo mi faceste
un cenno da lontano
per dirmi “è tutto vero
non è stato solo un sogno”
ne gioirebbe il cuore
del vostro eterno amore.

Daniela Cerrato,2017

immagine dal web

baw90

In attesa del portalettere

Inchiostro scorreva
dal pennino alla carta
con calligrafia migliore
per dettati del cuore
e per dolce ambasciata
impregnate le fibre
di delicato profumo
si affidava alla busta
l’accorata speranza
di batticuor ricambiato.
La missiva
giunta a sorpresa
intrisa di sospiri
d’amore era pregna
in tangibil materia
pertanto si secretava
in luogo sicuro
come oro prezioso
posto ad altri il veto.
Ora freddi caratteri
appaiono impersonali
su dispay similari
con parole sincopate
scopiazzate sciupate
da faccine banali
niente corsivo
di bella mano
ma stampatello
un po’ villano
manca lo stile
buon gusto e poesia
che i tempi
si son portati via.
Daniela,2016

Foto per gentile concessione di Sak2010  (www.flickr.comphotoszak3000 )

7549754508_911e8e0774_b

Spiriti

Anime a raccolta
entità celesti
volteggiano eteree
compenetrando  materia
aggregandosi tra loro
in un raduno silente
nel giardino
ove un tempo passeggiavano
in vesti maliziose.
Ritrovano percezioni remote
profumi sonorità
ragione di sospiri
dal sapore nostalgico
per quando in vita
fruivano di gioie
e concretezze tangibili
mentre ora  essenziale nudità
non concede  lacrima
per assenza di corpo
e di suo tangibile impiego.
Tra un fruscìo di fronde
e una brezza leggera
nell’oscurità
rinnovano impressioni
di una realtà perduta
ora che  avvolte di pura energia
godono d’immortale astrazione.

Daniela,2016

Yana Moskaluk, “Poison Garden”

yana-moskaluk-poison-garden