Dentro la notte

Dentro la notte, oltre i suoi occhi neri e il manto blu
ho ritrovato un sogno dai capelli legati e calzini corti
aveva i colori delle fragole e delle angurie mature
del sole caldo di luglio che regala tinte più forti
profumi fragranti di verdi tipici di estive alture
e un’ombra non lasciava mai la mia mano, so ch’eri tu

col tuo sorriso spoglio di qualsiasi soffio di malinconia
la maglia a righe in cui cielo a terra si frammezzava
e i calzoncini corti che dichiaravano come una spia
le ginocchia sbucciate per qualche caduta o lotta brava
c’era luce, molta luce intorno e dentro il nostro cuore,
sganciati da ogni ombra, ogni inquietudine disastrosa,

da spazi angusti e doveri rispettosi alle scandite ore,
avevamo dalla nostra l’allegria, quella nei pori intrisa
e la vastità del tempo universale, senza inizio nè fine.
Tutta per noi, solo per noi è stata la notte madrina
di scaramucce mantenute dentro il cuore e il suo confine
tra i sorrisi e qualche broncio che s’è spento stamattina.

Daniela Cerrato, 2018

Donald Sultan, “Blue poppy”

Donald Sultan blue poppy

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Che sia giorno mi rode

Non fa differenze
festive o feriali
lo spazio di perfida luce
che tra le cinque e le sei
si insinua nel sonno,
infrange la sacralità
dell’ ultimo abbraccio
alla notte sfuggente,
mezza palpebra aperta
lo intercetta poi rapida
si richiude e finge
di non aver ceduto
a quel tocco apparente,
cerca ancora quel buio
che dei sogni è custode.
Ma di riflesso la mente
ha già le pantofole ai piedi
e rumoreggia in pensieri
sbozzolati a rinfusa.
Così breve è la notte,
che sia giorno mi rode.

Daniela Cerrato, 2017

A Morfeo

Persisti con tua preziosa veglia
ad addolcire il mio sonno,
chè se distrazione ti coglie
svaniscono come spire di fumo
castelli di eclettici sogni,
crociere su navi volanti,
emozioni in viaggio continuo
di cui è catastrofe spezzare
anche una singola tappa
donata dal generoso Fantaso.
Resta dolce figlio di Ipno
fa che Fobetore mi stia lontano
sinchè Emera non giunge
a salutare la Notte,
che fuggendo disperde in scia
microscopiche brillanti particelle,
paiono polveri di lontane stelle
ma è solo la mia sgretolata fantasia.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Chiara Stevanella, “Albero del Sogno”

Chiara Stevanella, Albero del sogno

 

Desidero

Desidero che a cullarmi
stanotte sia la luna,
sorella muta, dea lucente,
seminascosta tra coni d’ombra
di nuvole che s’intersecano
nella volta spenta.
Desidero osservare con lei
dall’alto del suo alloggio
sospeso, quello che da quaggiù
si defila, quell’oltre sconosciuto
che per alcuni è un niente
per altri è immensità in cui
si anela fuggire. Esausti.

– Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Rogerio Timoteo

Rogério Timóteo

I sogni non dormono

I pensieri dormono
nelle culle la notte.

Rimangono desti i sogni,
allegri spiritelli
che si divertono a spiare
l’inconscio, ed è così
che si materializzano
propaggini di desideri,
alcuni così datati
da esser rinunce di ieri.

Si mostrano in vivi colori
o velati da pizzi neri,
e nei loro attraenti misteri,
che la penombra del vago
avvolge di luce seducente,
conturbano la mente
e incidendo sul risveglio
ai pensieri imprimono traccia.

I sogni non dormono
nelle culle di giorno.

Daniela Cerrato, 2017

foto di Dora Ileana (da instagram)

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Semplici pensieri

Gli sfavillanti colori del tramonto
sul mare che fluttuando ne espande
il tono sanguigno sono fonte generosa
di trascinante vigore emotivo

dalla terrazza ancora calda di sole
lo stupore inizia a mescolarsi
al bisogno di un oscurità
più intima e mollemente taciturna

con o senza luna piena la sera scorrerà
tra i profumi delle prime fioriture
che olezzeranno anche la notte,

lillacea e aranciata sarà l’aurora
che con le sue dita affusolate
ti accarezzerà nel nostro domani.

Daniela Cerrato,2017

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Che strazio

Suonan crudeli i trilli di sveglia
sgradito richiamo ai doveri
non par vero sia già fuggita
la notte verso altro emisfero
ogni lunedì è sicuro lamento
inascoltato abituale complemento
al ferreo peso sulle palpebre
che le mantiene ferme e chiuse
già deluse dalla luce che filtra
e spezza anch’essa impietosa
echi di sogno latenti e pensieri
ancora legati ai fatti di ieri,
ma i trilli riprendono fiato
li zittisco tra uno sbadiglio
e un sottile maldicente afflato
certo riuscissi, si fa per dire,
ad agguantar della tenebrosa dama
l’ultimo lembo prima che s’involi
la pregherei di allungare il suo manto
così da dilatare il notturno spazio
chè troppo breve è il suo incanto
ed il risveglio un ingiusto strazio.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine dal web)

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Caldo ritrovo

Gialla polenta
tavola contadina
fumanti piatti
e fiati stanchi,
nella modesta cucina
profumo di spezzatino
ribollito a dovere
su ghisa rovente
fra antico piacere
di narrar la giornata
e curiosi aneddoti
di vecchia data
tra scacchi vermigli
di un’allegra tovaglia
su cui sorride la cena,
la sera ha due braccia
che accolgono calde
le forze in pausa
sin che il domani
le richiamerà in causa,
un bicchiere di rosso
ritempra lo spirito
la fatica che è addosso
lentamente si placa
e la notte è anelito.

Daniela Cerrato,2017

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Notturno

Idee  in marea piatta
tamburellano le dita
su carta che non canta
seppur silenzio invita
ma la mente non s’accende
il brusìo non si fa voce
intanto notte scende
e stanchezza cangia in croce
pesante, su occhi arresi
già rapiti a mia insaputa
da Morfeo che ridendo scruta
scarsa mia difesa a lumi accesi,
mano a  visiera  invero è poca cosa
e l’encefalo in parte già riposa
la penna cade mi lascio sì rapire
dal buio e dai sogni,beato divenire.

Daniela Cerrato,2017

dipinto di Boleslas Biegas, Chopin, 1919

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