vetrina fotografica: Olivier Mühlhoff

“Viaggi in treno e per passare il tempo guardi gli alberi fuori dal finestrino. Stanno marciando. Un albero magnifico cattura la tua attenzione, ma cosa ti rimane nella memoria di questo fugace passaggio? Cosa hai memorizzato? Il tempo era troppo breve… Ma il nostro cervello ha questa straordinaria – e istantanea – facoltà di ricostruire un’immagine di questo albero in questa breve parentesi di tempo e spazio. Questa immagine immateriale è completamente diversa da quella di una classica foto scattata in un dato momento. È questo ricordo che cerco di materializzare sotto forma di foto, molto reale.” (Olivier Mühlhoff)

Inizialmente Mühlhoff si è formato come ingegnere, è stato Design manager del gruppo Michelin per poi diventare inventore.Dopo 100 brevetti registrati professionalmente in diversi campi è tornato alla sua primaria passione, la fotografia, utilizzando il suo talento creativo per creare immgini insolite. Le sue opere sono delle vere prodezze tecnologiche dove combina sfocatura e dettaglio, molte delle quali sono immagini in movimento. Mühlhoff ottiene questa trascrizione del cervello grazie a più scatti che poi sovrappone al computer, traducendo così l’autenticità del suo soggetto. Rivela anche tutta la fugacità che è ancorata nei ricordi di ciascuno. L’immagine, divenuta immateriale è intimamente diversa da una classica realtà fotografica congelata in un dato momento.

Un insieme interessante di immagini che sembrano uscire dal mondo onirico, fatto di luci colori e ombre confuse ma che in realtà sono residui di impressioni sovrapposte della memoria.Personalmente le trovo accattivanti come certe opere di Escher. Maggiori informazioni si possono trovare aul suo sito https://muhlhoff.portfoliobox.net/home