Haiga picassiano


Dita insicure su un giro di perle,
infilata di pomi verdi in miniatura
sfacciata nota rimasta in risalto
sulla dolcezza di una nudità pudìca
e per quanto si osserva la zona in luce,
giacchè luna per metà rischiara,
a minor malizia induce
di quella in ombra rimasta,
e tiepida tenerezza richiama
sull’adagiato corpo ignudo.
Non v’è cornice, parla la tela
solitaria come la giovane musa
il cui sguardo tristezza non cela,
forse nostalgia per sua terra andalusa.

– Daniela Cerrato, 2017

“Donna nuda su una poltrona rossa” è un dipinto di Pablo Picasso realizzato nel 1932 e conservato nella galleria Tate Modern di Londra.

Pablo Picasso_s Nude Woman in a Red Armchair.

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Ombra amica

Ombra amica, gemella silenziosa
in cui tua sagoma osservi,
con cui sino a sua noia conversi,
ti segue in virtù di fedele confidente
anche quando non ti soffre
e meriteresti  rinsaventi sberle,
piccole grandi soddisfazioni
nei tuoi riguardi si prenderebbe
se di lingua facesse uso,

quanti sassolini dalle scarpe
leverebbe se non fosse a piè nudo,
certo non approverebbe
ogni tuo gesto, mentre in abuso
tu fai di sua bontà tacito assenso
e la adori per quel suo non dire,
unico essere che non ti potrà tradire
dotata com’è di sano buonsenso.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di © Peter Martin, 1951

Peter Martin, 1951

Amenità

Nel ritaglio del giorno
abbracciato da luce
ed ombra, la solitudine
trova il suo nido eletto
accogliente e serafico,
la carezza della penombra
attenua il caldo stagionale,
invita i pensieri a trovare
armonia, l’occhio è statico,
in odore di leggera ipnosi,
imperturbabile su un’oggetto;
si fa strada la chiarezza
ferma e precisa di un’idea
abbozzata ore addietro,
dalla finestra accostata
non s’ode voce, sì che pare
tutto dorma, una quiete
quasi notturna e surreale
mi risana, l’occhio divaga
sullo spicchio d’azzurrità
che trapela tra gli scuri
e vola alta la fantasia
oltre il limite dei muri.

Daniela Cerrato, 2017

Fotografia di Robert Mapplethorpe, “Fiori”

Robert Mapplethorpe fiori

Ricordi afachici

Reticoli di memoria
ormai labile
mi ricollegano
a istanti sfumati
colori suoni
profumi e luoghi
si intersecano.
Nella nebbia del tempo
solo la tua voce
il tuo sorriso
oh madre mia
il tuo viso
mi par di toccare
se allungo le dita
verso la tua ombra
che mi par di vedere.

Daniela,settembre 2016

Immagine di Ernst Haas, “Drops in Coral

ernst-haas-drops-in-coral-1963

Istanti

Attraversa la luce
una presenza,
e in pochi istanti
reca movimento
in un dinamismo che
col suo eclissarsi
cancellerà il senso
al tutto,
lasciando scoperto
quel fascio luminoso
che squarcia l’oscurità
come lama tagliente,
rompendo la monotonia
di una solitudine
tangibile
proiettata sull’asfalto
e sui malinconici muri,
fredde schiene
dai volti assenti.
Un passaggio occasionale
oltremodo rilevante
pertanto impresso
fuori da ogni tempo,
quel sale della vita
che fa la differenza
anche in un’immagine.
Dopo il rapido scatto
suggerito dal momento
lo scenario rimasto
sarà desolazione,
o quasi.

Daniela,gennaio 2016

 

Foto di Gilbert de Chambertrand, Parigi, 1930“Paris Street” by Gilbert de Chambertrand, France, 1930s.

La luce dipinge,l’ombra osserva.

La luce dipinge
senza ausilio
di tinte e pennello
ricami su pelle,
forme stellate
a decoro di un sogno
appena iniziato.
In regolare armonia
si muovono appena,
alla cadenza
del calmo respiro,
vestendo il corpo
di proiettati tatuaggi
in perfezione simmetrica.
Per contro
l’ombra osserva,
e sorpresa da tal meraviglia
si accosta alla luce
per contemplare
siffatto miraggio,
cui a sua insaputa
ha per metà contribuito.

Daniela,dicembre 2015

immagine da web

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L’effetto di un’ombra

Non sempre ombra
è sinonimo di paura
nè trattasi di materia oscura
o di passati ricordi.
Divertenti ombre cinesi
di privata festa o teatrino
sorprendevano bambini
calamitando l’attenzione.
Ma non c’è sagoma migliore
della tua che si avvicina
o acquattata che m’attende
per sorprendere il mio sorriso.
Daniela,2015

ombra