Un probabile accesso

Era una strada di paese
come tante, angusta e solitaria,
tagliava in due serpeggiando
il borgo alto, e già lo scarlatto
di alcuni gerani in vaso
rendeva più gradevole la vista
di quelle monotone case.
Ricordo che, poco rientrante
rispetto al filo del muro,
apparve tutt’a un tratto
un portoncino in legno,
neppure tanto nobile,
mi stupì quel suo colore
d’azzurro effetto sabbiato
sì che pareva cielo variegato
di cirri passeggeri.
Non ricordo il civico
e neppure il paese,
ma quell’uscio meritava
nella sua semplicità
d’esser varcato quale accesso
per un altrove, un Aldilà.

Daniela Cerrato, 2017

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Paese muto

Sui deboli colori del cielo
contrastano scure e sinistre
fotogeniche sagome scheletriche
nella fredda domenica
per metà uggiosa,
mentre la foschia
confonde in lontananza
paesi che all’orizzonte
paiono copie ripetute
di collina in collina.

Solitario cammina sul sagrato
un’anziano parroco
col brevario tra le mani
corvino nell’abito
come nello sguardo,
che in un’attimo scompare
infilando un’ingresso,
altra anima non s’intravede
neppure dai velati vetri
di finestre basse sulla via.

Sorprende l’inatteso coprifuoco
ma immagino per contro
una vita scoppiettante
dietro i vecchi muri
di case centenarie
dalle ringhiere merlettate
dove anche i gatti
si sono rintanati
alla ricerca di un calore
che fuori non appare.

Dopo percorsi indisturbati
intervallati da pochi scatti
tra dettagli e panorami
la curiosità viene meno
per questo borgo spento,
saluto il simpatico meticcio
che allertato dalla mia presenza
abbaia per dovere,
ricopro l’obbiettivo
e mi rintano anch’io.

Daniela,gennaio 2016

Foto personale

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