Orme

Lenti passi
diventano orme solitarie
nel soffice manto
gli occhi  sbucano
tra sciarpa e berretto
e spaziano osservando
ameno paesaggio
catturo il silenzio
del parco deserto
l’ uniformità di toni
tra cielo e terra,
mani guantate
al riparo nelle tasche
un respiro vaporoso
tra la quiete
di pensieri assopiti
alternati agli sfumati
sogni della notte
e un pettirosso
che pare smarrito
spezza il soliloquio mentale
…raddoppia il silenzio…
proseguo osservando
la sua indecisione
ed affondo in passi
che reputo molesti
poichè spezzano la magia
di un nitore compatto.

Daniela Cerrato,2017

Photo by Paul Militaru,”Steps and shadows”

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L’inverno in cammino

Pare infinito il cammino
quando in inverno
l’andatura è lenta
e insicura
in un terreno
che sembra trattenere
passi attenti,
ed il tempo
dimentica quasi
la sua frenesia
sonnecchiando
in un giorno
avaro di luce.
Il silenzio
figlio dello sfollamento
di strade poco invitanti
a una banale uscita,
è compagno di una bruma
scesa a uniformare
uno scenario scarno
nel suo essere
impoverito di vita.
Tronchi disadorni
dinoccolati e fradici
soccombono alla stagione
che li rende anime solitarie
insofferenti per la mancanza
di allegri ospiti
che cinguettano e amoreggiano
tra le flessibili fronde,
trampolini di lancio
per corteggiamenti piumati
e voli novelli;
ma come la notte
lascia spazio al giorno
così l’inverno gran gentiluomo
cederà il passo
all’avvenente primavera
dopo averle offerto aiuto
nei suoi primi timidi passi.
Daniela,gennaio 2016

immagine da web

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Due passi in cielo

Ci sono giorni in cui l’insofferenza giunge già dalla prima notizia percepita e  sentendoti dissociata completamente dagli ingranaggi di un mondo troppo guasto, ti trovi a pensare a quanto possa esser bello poter fare due passi in cielo.Si,effettivamente sarebbe un comodo lusso estraniarsi a tempo indeterminato, ma avresti poi gli stessi  rimorsi di un disertore a battaglia in atto, perciò trangugi lo schifoso boccone e imprecando ti ritrovi alla seconda notizia immonda della giornata.Certo che sale una gran rabbia nel  realizzare che l’unica arma disponibile è quella di non seguire più i media; ma l’ignoranza favorisce solo l’altrui interesse e allora ti sorge spontanea la domanda,stiamo combattendo una  battaglia o siamo solo dei bersagli quasi immobili senza via di scampo? La risposta già si conosce, non si può considerare battaglia se tra i contendenti non c’è parità di armi; siamo al solito cane che si morde la coda…

Daniela,ottobre 2015

immagine dal web

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Appartenenza

Quanta strada percorsa
e altra mi attende
tra passi grevi e lenti
in questo esodo costretto
sofferto quanto ingiusto.
Il bagaglio è poca cosa
rispetto al fardello del tempo,
che inesorabile passa
marcando le rughe del cuore
senza riscattar giustizia.
La meta è sconosciuta,
mi guida il cielo
in questa parte di mondo
spesso dimenticata,inappetibile
a chi è affamato di denaro.
Ma ho in me la ricchezza
che nessun tesoro pareggia
l’amore per la terra
in cui ho pianto bambina.
Lacrime che si protraggono.
Daniela C. ,2015

Foto di F.Milanese,”Tibet”

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Ilford HP5 400

La strada è palcoscenico

Note lontane
diventano più riconoscibili
procedendo in direzione
passo dopo passo.
Artisti di strada
all’angolo del viale
propongono classiche melodie
che l’orecchio tenta di riconoscere.
Per la loro sopravvivenza
il selciato è il loro palco,
il passante la loro speranza
la musica la loro storia.
– Daniela Cerrato , luglio 2015

Fotografia di Arturo Tabernero

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Segnali di nuvole

Con la sua semplicità la natura può in ogni istante meravigliarci con i suoi messaggi, e se sappiamo catturarli le emozioni verranno trasmesse.Il bravo Franco Fontana tali emozioni ha saputo trasmetterle magistralmente con la sua fotografia. Io ci provo molto più modestamente con dei versi.
Foto presa dal blog molto interessante di Memoriedalpo che ringrazio :  https://memoriedalpo.wordpress.com/

Segnali di nuvole
giungono
d’appresso l’argine
bianchi cumuli
richiamano passi,
viene spontaneo
salire in cresta
e magnificarsi
dell’oltre.
Daniela,2015

project full color Franco Fontana

Riposando sotto l’abero

Nella vastità del notturno cielo
costellazioni che spalleggiano la luna
rischiarano il crinale della collina.
Deboli suoni giungono da lontano
a interrompere il silenzio,
impagabile regalo che culla l’anima
dopo i frastuoni del giorno andato.
Vedo laggiù un uomo solitario
che procede mestamente a capo chino
immerso nei pensieri, il suo profilo
si staglia nel sereno angolo agreste,
lo seguo fino a quando si dilegua
e le mie palpebre calano nuovamente.

Daniela ,novembre 2014

uomo solitario