Intimo sfizio

Galleggia il pensier mio
nell’aria della sera,
come foglia d’arido autunno
che s’abbevera cadendo
e alla fonte si specchia
per un intimo sfizio;
di lieve canto è l’inizio
d’amor che non invecchia,
anzi s’espande trasalendo
ed ogni vibrazione è cenno
che il desìo non è chimera
e il cuor tuo incanta il mio.

-Daniela Cerrato, 2017

(immagine: “Urban fall” by Bomb Creator-Deviantart)

fontana e foglia

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Inutile sproloquio

Sulle mie lenti specchiate ti sei riflesso per un’ora buona, gesticolando parlavi, parlavi a ruota libera, senza interruzioni, come un disco rotto, ripetendo frasi fatte; e quante parole inutili sono uscite dalla tua bocca, senza neppure accorgerti che le mie palpebre erano chiuse da un pezzo e la tua voce risuonava come eco lontana di un tedio oltremisura. E pur ti avevo fatto presente che non avremmo avuto più nulla da dirci.
Così è stato…

Daniela Cerrato, 2017

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Di rosa antico

La stanza aveva pareti tappezzate di rosa antico, a fiori di grandezza naturale
intercalati con fasce monocrome che adornavano le piacevolezze di un’estate senza fine; tanto che, anche se fuori era inverno, le giornate profumavano di letizia fanciullesca.
Particolare irrilevante che è dell’infanzia solo virgola, apparente frivolezza, come un nastro di raso fra i capelli. Forse a quel particolare è legato un canto allegro che non fa più eco; o un gioco puerile, mai completato, come quello di contare i fiori compresi nel perimetro totale.
Chissà perchè, ma certe tracce mentali assurdamente compaiono a tradimento, quando già pensavi di averle perse per sempre, e invece eccole ritornare, come se qualcuno, da un lontano altrove, ti avesse suggerito quel pensiero, ora vispo come un grillo salterino.
Dunque son qui, a sorprendermi pensando, senza un preciso motivo, a quelle rose che non colsi ma che seccarono ugualmente tra le pagine della memoria.

Daniela Cerrato, 2017

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Mi domando

Ma di tutti quei ricami
che si vedon nelle tazze
cuore, sole, fiore, faccina
sopra schiuma cappuccina,
c’è davvero chi ha il tempo
d’osservare la finezza
o prosaicamente la mattina
si trangugia in tutta fretta
per il ritardo che tampina
con l’unica attenzione
di salvarsi dall’ustione?

Daniela Cerrato, 2017

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Occhi di luna

Dedico a te questo sussurro serale
ai tuoi occhi che ci scrutano
inespressivi da un tempo ancestrale
osservano quest’ombra di mondo
sempre più acciaccato e dolente
perso nella sua stessa deriva
angosciante e triste seppur animato
dal parziale pulsare ancora sincero
di amori e propositi giusti e sani,
tu ci guardi ed impassibile rimani
a rischiarar lingue di Terra
influenzate dalla tua presenza
chissà che pensi di questa umanità
che dal tuo mistero trae da sempre influenza,
tu che sei bontà paziente,sorella di questa gente
un po’ strana che a te rivolge
canti ed inni pensieri e sospiri
chissà se sorniona sorridi, se ti adiri
o con pietosa dolcezza accarezzi
i cuori timidi, quelli meno avvezzi
all’amor spavaldo e deciso,
chissà forse un tuo benevolo sorriso
darebbe loro maggior determinazione.
Ma non far caso a questa folle canzone
è solo frutto di evanescente pensiero.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine da web)

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Correva l’anno

Correva l’anno
del pudore
che inibiva eccesso
l’ardore contenuto
in parole in gesti
in severe vesti
mortificava amore
e tu con audacia
mostravi bellezza
chissà da quanta
ipocrisia malata
fosti additata…
ma a rivedere adesso
la tua aria sognante
e il dolce sorriso
susciti al guardante
infinita tenerezza
e se io fossi amore
ti carezzerei il viso

Daniela,2016

Immagine da web

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