Un tè senz’ arte

C’era un tempo in cui i piaceri
da luce di grazia erano illuminati,
una colazione, un tè, erano veri
riti in cui pupille e trabecolati
dell’occhio gustavano bellezza,
era tangibile gusto in cui l’arte
si mescolava con lo zucchero in tazza,
tra un cesellato argento da una parte
e gaudio floreale porcellanato dall’altra.
Quel Limoges che ora è pezzo museale
era tono vivo su ricamata fiandra
o riservato a un dorato capezzale.
Ma senza andar su deschi blasonati
ricordo che da nonna era un piacere
far merenda tra servizi decorati
che davano quel tocco di calore…
or ci si adegua ai tempi, ma è mio dire
ch’è grigio spento ogni vissuto in corsa,
se allo spuntino monodose manca il gioire
non c’è arte nella bottiglia del tè in borsa.

Daniela Cerrato

nell’immagine: tazza in porcellana Limoges da http://www.designmag.it

tazza-in-porcellana-limoges.jpg

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