Natura crea e talvolta disfa

Piove sulla rosa
disidratata, appassita
dai raggi spietati
d’un sole che ha bruciato
e avvizzito ogni cosa.
Piove, e la raffica devasta
la provata aspirin rose
dai petali rinsecchiti
e gli orli accartocciati.
Caduti sotto il peso
dello scrosciante pianto,
paiono bianchi coriandoli
sul terriccio bruno
che li assorbirà lentamente.
Piove e della rosa
non rimane niente,
tranne il fogliame e lo stelo,
ma nuovamente fiorirà, magnifica,
per suo naturale zelo.

Daniela Cerrato, 2017

Art by Cy Twombly (1928-2011)
Cy Twombly

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Giunta sera

Spenta più volte in acqua la calura del giorno, infierisce ancora il torrido clima,
e benchè sera, l’aria, se non artificiale, evoca lontane terre africane.
Nel cielo biancastro qualche uccello in uscita vespertina si libra in volo e allieta col suo canto il giardino che pareva inanimato.
Le finestre spalancate paiono bocche assetate di freschezza, ma la pioggia non dà alcun cenno di passaggio, nemmeno per domani.

Daniela Cerrato, 2017

Fresco sorriso del cuore

Risplendono di nitore
le pendule foglie
rallegrate da pioggia
battente leggera,
paiono superfici
di laghi smeraldini,
la luce in superficie
riflette venature mai
vedute prima e l’occhio
pare scivolare su di essa
come minuscolo insetto
che vien deviato dalla corsa
di una goccia, che scorre
e cade assorbita dall’humus
odoroso di bosco e di vita.
Un fresco sorriso del cuore.

Daniela Cerrato, 2017

Photo by Paul Militaru  ( https://photopaulm.com/2017/06/10/rainy-day-3/ )

rainy-day

Di rosea grazia

Sbavature d’azzurro tra il plumbeo
aprono a una possibile tregua
tra le bizze primaverili,
gocciolano ancora i rami fradici
dopo le profuse gocce argentee,
il fotogramma si movimenta
col volo intimidito di un merlo
che atterra su una pozza d’acqua.
Sotto i pruni ornamentali
un manto di petali al suolo
racconta di un vento dispettoso
il cui soffio ha scompigliato
la chioma fitta, che ora a terra
è tappeto di rosea grazia
che neppure l’idea calpesta.

Daniela Cerrato, 2017

Nella foto: Jung Ho Yeon by Shin Seon Hye

Jung Ho Yeon by Shin Seon Hye.jpg

Strada viva

La chiamavano da sempre strada viva
quel sentiero di mezza collina
che iniziava a scendere all’angolo
di una casa da poco abbandonata,
fiori perenni nel giardino cintato
mostravano ancora il gusto
di chi l’aveva abitata.
La percorsi, tutta, d’improvviso,
un dì che pioveva a secchiate
ebbra di rabbia trattenuta,
sfogai la foga con passi decisi
a tratti scivolosi, in un sottile
giacchino a cappuccio che dopo poco
iniziò a stingere il vivo colore.
Rivoli fucsia gocciolavano rigando
le mani fradice, incapaci di asciugare
il viso, grondante lacrime e pioggia,
la vista annebbiata non fermava
il cammino che proseguiva
con un’ energia cinetica potente,
non so quanto fango calpestai
ma dopo un restringimento della strada
mi trovai di fronte a un campo limitato
dall’asfalto di una provinciale.
Ripercorsi a ritroso, stavolta in salita,
il sentiero divenuto rigagnolo notando
qualche sprazzo di luce che apriva
il fronte di nubi cupe, la pioggia
s’era fatta quieta, i passi più lenti
non più a testa bassa, osservavo
che la terra, i prati erano zuppi
quanto me, vidi le casette delle api
dipinte coi colori dei fiori di campo,
ormai schiacciati e uniformati al verde
e più avanti scorsi  nel fossato  a lato
le raganelle che guizzavano  allegre.
Forse era quello il vero senso
del nome curioso della stradina,
non viva perchè nuda e a vista
ma simbolo di energia, di natura pregna.
Con animo buio ma alleggerito
raggiunsi i vestiti asciutti
e un sole che faceva capolino.

Daniela Cerrato, 2017
Heftiger Regen hat eingesetzt

Pioggia

Incessante e canora la pioggia
sfoga il canto sull’erba imberbe
forma paziente goccia dopo goccia
su superficie terrena dal niente
piccola pozza in cui a doccia
acqua inizia a pigolar con voce
più tintinnante e vivace
e dir non so quanto mi piace
ascoltar musica di siffatte note
non mi indispone anzi è capace
di rinfrescar il mio spirito
oltre che l’aria, scende incessante
e la pozza s’allarga, si espande
ad anelli che traboccando
scivolano giù per la discesa;
fresco liquido chiacchiericcio
che ascolto a orecchia tesa
sin che terreno pregno e umidiccio
libera quell’inconfondibile petricore
che dalle nari immediato infonde
al permeabile animo il selvatico umore
chiudo gli occhi e provo ad immaginare
una radura un bosco una foresta
qualcosa che mi faccia rammentare
che pioggia è energia pura e manifesta.

Daniela Cerrato, 2017                                                           immagine da web

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Fiera del bianco

Fiera del bianco nel frutteto
per ogni ramo di petali ornato
in  un albore di aprile  lieto
chè in gai proverbi è accennato

e sotto candida luce riappare
con letizia sotto tepore atteso
il ciliegio col suo volto solare
ceruleo il cielo ove rimane in sospeso

una lontana nuvola indiavolata
pare scontenta del mattino sereno
chissà che ci porti a fine giornata
scrosci di pioggia che mostrano meno

indulgenza al divampar di stagione
così che tra i detti su aprile
abbia un senso dire in sicura ragione
che ogni goccia corrisponde a un barile.

Daniela Cerrato, 2017    ——-    Foto personale

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Fronde di salice

Fronde di salice
mosse dal vento,
sotto di esse
qualche insetto gode
la dolce frescura
e quel grande sombrero
calato sugli occhi
della terra accaldata
offre riparo alla pioggia
improvvisa e violenta
del temporale estivo,
che battente acciacca
aster e lavanda che
della grande aiuola
son vivace pittura,
ma il sole torna
e di lì a poco
si rianima anche l’erba
tra l’accresciuto profumo
e in questa concentrazione
di sentori misti
si respira l’estate.

Daniela Cerrato,2017

Dipinto di Claude Monet,1918

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