Anahata

Cornice tardo barocca il bordo
dello smeraldo sull'anulare,
vezzo di passato che insegue
il tempo adattandosi.
Golfo in miniatura, poco verde
non fa prato ma accarezza mondi,
ninnolo affettuoso cui contare
in momenti di scarso emozionare.
L'attesa è più leggera se ritmata
da diversivi di cui l'animo si bea,
si crea meno attrito all'aspettazione
nel dito rigirando il chakra del cuore.

Daniela Cerrato

l’amico dei colombi

Giacinto,indecifrabile semplicità,
astronauta nel sogno infantile,
tornava sui suoi passi ogni giorno
e la luna gli sorrideva.
Parlava ai colombi veri amici
di vita e di strada. Sguardo vivo
e una buona parola all'offerta,
per coerenza non domandava
era figlio della Libertà
autentico cittadino del mondo,
col silenzio di tutte le lingue
a testa bassa osservava il cielo.
Resta in una foto e nei ricordi
una dignità che non si estingue.

Daniela Cerrato
foto personale

Vasilij Kandinskij, la poesia del colore

“Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta.
Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima. […] Presta le tue orecchie alla musica, apri i tuoi occhi alla pittura, e… smetti di pensare! Chiediti solamente se il tuo lavoro ti ha permesso di passeggiare all’interno di un mondo fin qui sconosciuto. Se la risposta è sì, che cosa vuoi di più? […] Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, è spesso è madre dei nostri sentimenti. Analogamente, ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più. Lo sforzo di ridar vita a principi estetici del passato può creare al massimo delle opere che sembrano bambini nati morti [—] Le tonalità cromatiche, come quelle musicali, hanno un’essenza sottile, danno emozioni più sottili, inesprimibili a parole. Forse ogni tono troverà col tempo un’espressione materiale, verbale. Eppure ci sarà sempre qualcosa che la parola non può rendere compiutamente, e che non è superfluo, ma l’essenziale. Per questo le parole sono e restano accenni, segni abbastanza esteriori dei colori. In questa impossibilità di sostituire l’essenza del colore con la parola o con altri mezzi sta la possibilità dell’arte monumentale. “
( Vasily Kandinsky, 1866-1944)

il cavaliere blu

Vasily Kandinsky è stato un importante innovatore della pittura, rapprensentante dell’astrattismo russo ha saputo far cantare i colori nella loro massima espressione. Si è formato da significative intersezioni con artisti, musicisti, poeti e altri produttori culturali, in particolare quelli che condividevano la sua visione transnazionale e la sua tendenza a sperimentare. Trasferitosi più volte, si è adattato ad ogni suo spostamento in Germania, in Russia e infine in Francia, il tutto sullo sfondo degli sconvolgimenti sociopolitici che si verificano in quell’epoca.
Il suo non è stato un percorso fisso dalla rappresentazione all’astrazione, ma un passaggio circolare che attraversava temi persistenti incentrati sulla ricerca di un ideale dominante: l’impulso all’espressione spirituale. Quella che Kandinsky chiamava la “necessità interiore” dell’artista, rimase il principio guida attraverso le periodiche ridefinizioni della sua vita e della sua opera.
Le scienze naturali e il movimento surrealista, così come un costante interesse per le pratiche culturali e il folklore russo e siberiano lo hanno stimolato nei temi ricorrenti di rinnovamento e metamorfosi. I dipinti del suo decennio di insegnamento al Bauhaus, una scuola tedesca progressista, manifestano la sua convinzione che l’arte possa trasformare se stessa e la società ed esemplificano la rivitalizzazione del suo stile astratto a seguito del contatto diretto con l’avanguardia in Russia. Quando viveva nei dintorni di Monaco ha partecipato a un’intensa attività d’avanguardia in più discipline, muovendosi fluidamente tra pittura, poesia e composizione scenica. Nel tempo l’artista ha interrogato le possibilità espressive del colore, della linea e della forma.

In parallelo con la pittura si è cimentato nella composizione di sceneggiature e ha coltivato la passione per una produzione letteraria poetica. Per Kandinsky dipingere e scrivere sono attività simili. Nell’aspetto più spirituale nell’arte Kandinsky dedica al colore pagine densamente poetiche: “il silenzio gravido del bianco: un silenzio che improvvisamente riusciamo a comprendere “.
Parole che evidenziano una dote poetica nel suo modo di associare colore e parola che va oltre la mera rielaborazione ed è affine alle intersezioni tra vocali e colori di Rimbaud o a quel suono del colore che Mallarmé sapeva riconoscere. Qui di seguito due sue poesie.

Visione
Blu, blu si alzò e cadde.
Appuntito, sottile fischiò
s’introdusse, ma non passò da parte a parte.
In tutti gli angoli è rimbombato.
Grassobruno rimase impigliato
apparentemente per tutte le eternità.
Apparentemente. Apparentemente.
Devi solo stendere di più le tue braccia.
Di più. Di più.
E devi coprirti il viso con panno rosso.
E forse non c’è ancora stato uno spostamento
soltanto tu ti sei spostato
salto bianco dopo salto bianco.
E dopo questo salto bianco di nuovo un salto bianco.
E in questo salto bianco un salto bianco.
In ogni salto bianco un salto bianco.
Non è certo un bene che tu non veda il torbido
poiché nel torbido c’è davvero.
Perciò anche tutto comincia…..È scoppiato-

***

Canto
Seduto è un uomo
nel cerchio angusto,
nel cerchio angusto
un uomo ossuto.
È soddisfatto.
È senza orecchi.
È privo d’occhi.
Del rosso suono
del solar globo
non sente traccia.
Ciò ch’è crollato
pure sta in piedi.
Ciò ch’era muto,
intona un canto.
Sentirà l’uomo
che non ha orecchi
e privo è d’occhi
del rosso suono
del solar globo
fievoli tracce.

Kandinsky pittura su vetro, Madonna con Cristo, 1917

esempi di amore, poesia di Erri De Luca + fly di Ludovico Einaudi

Amo quello che unisce, l’ago, il filo,

ricuciono le labbra di una camicia, di una ferita.

Amo il sentiero di montagna inciso dai passi,

che collega villaggi, baite, rifugi, malghe.

Amo il piccolo schermo illuminato

dove posso vedere il tuo sbadiglio lontano

e la mappa del mondo alle tue spalle.

Amo la congiunzione e, perché congiunge,

la penna sul quaderno che riunisce

la mano che ti scrive agli occhi tuoi che sfiorano le righe.


poesia tratta da: Raccolto diurno di Erri De Luca , Crocetti Editore, 2021

generazione insicura

Dove sono i denti per mordere la vita?
resistono quelli da latte che chiedono
senza addentare, succhiano da linfe
in esaurimento di nervi e anni.

Giovani smarriti allo sbadiglio
di giorni maledettamente uguali
come le loro jordan conquistate,
vette d’ultimo sogno messo in coda.

Inquietante riflesso di una società
in stadio terminale, madre snaturata
incosciente che corrode dal basso
le promesse per il suo stesso futuro.

Daniela Cerrato

anacoreti

Ritagli di orizzonti sogni interrotti
sforbiciate su pelle cuore e capelli
su carezze e calore, uno sfoltire di vita
incalzante, cedevole al canto di sirena
di un’indifferenza plenaria.
Mancati anacoreti prestati alle piazze
considerati pigri, utopici sognatori
sofferenti nell’oceano di parole urlate,
sorde e assurde presunzioni dialettiche.
Il sonno, unica finestra muta sul cielo.

Daniela Cerrato

valzer senza musica

Ciò che vorresti non tornerà,
conti sballati alla prova del nove
il minuendo muta prospettive
e mostra progetti in letargìa.
La delusione iniettata in vena
nel circolo vizioso delle attese,
il battito del cuore scandisce
altro giro di valzer senza musica,
nuda a braccia aperte, occhi chiusi
per non rigare lo specchio di lacrime.

Daniela Cerrato

Sentiero nel legno, 1958 , Graham Sutherland

buona serata coi White Lies e due poesie di Meitar Hillel Kurman


Mano tesa

Ecco, la mano è tesa
E la barca gira intorno
La piscina è vuota, le acque si sono abbassate
E non ci sono pesci.
Anche la canna è usurata
Per mancanza di utilizzo.

Incombente, il sempre assente
Un bambino nato sempre in prigione
E tra le manette
Si veste da camaleonte
La tenda trasparente, non vede e non si vede
E non esiste
Fino a quando non se ne sarà andato.


Una tempesta

I nostri umori sono fluidi
Solitudine abissale nel cuore del mare
Una tempesta di emozioni si placa rapidamente
La linea della coperta dell’ossimetro
L’uomo sta sull’attenti e tace

E i nostri umori si stanno muovendo
Dall’innocenza dell’infanzia all’abisso dell’oblio
Al nuoto delle farfalle e alla repulsione dell’acqua:
Il ferito è aiutato anche dal vento a vela.

E nel tuo bel viso si dispiegano le bellezze del mondo
Quando piangi cade la rugiada
E quando sorridi, il vento torna benedicente

( poesie di Meitar Hillel Kurman )

i colori dell’alba

Sorprese ad albeggiare
le dita tinte nel carminio
strisciano poco colore
sullo sfondo azzurro polvere.
Soavità rosee amanti
lungo fianchi addormentati,
eccitazione del tocco 
ignorata per complicità,
finchè prosegue lo scherzo del vento
che sfiora pensieri e capelli
trasformando docile resistenza
in intensa felinità di cuore e artigli.
Vermiglie le labbra alla ricerca del sole.

Daniela Cerrato

Photo by Emilio Jiménez

appetito di strada

Giorni di foglie arricciate
intorno a panchine sguarnite, 
qualcuno vede nel cono gelato
un proseguo d'estate. Il circo
del sabato annovera volti noti
ai portici e alla piadineria
presa d'assalto. La strategia
di mangiare fuori domicilio
seduti accanto alla crisi
fa dei residenti turisti di città.
Adulti e piccini appetiti di strada
a casa il frigo da sbrinare attende
e se la matematica non è opinione
quel disco farcito costa il doppio
di una pasta al ragù casalinga.
Ma non ci sarebbe asfalto per contorno
e resterebbero le stoviglie da lavare.

Daniela Cerrato
Casa abbandonata – Alan Swartz