rosea euforia

Inciampare sui sentimenti
cadere, accusare dolore
non avvertire altro.
L’animo cieco e sordo
urla con voce sfottente
la previsione latente,
irritante acufene
che sfiora intolleranza.
Reggere ostinazione
fino al giro di carte
di un giorno irrispettoso
che volta dorso e sorte.
Riprendere udito e vista
stanare l’errore
in quella rosea euforia
che vede realtà nell’ utopia

Daniela Cerrato


fotografia surreale di Prue Stent

Poesia di Mauro Contini “Un’ora di bellezza”

La profondità dei versi di Mauro Contini non costituisce semplice poesia ma percorso per inseguire ritrovare e ricongiungere le tracce del proprio Io disgregato in frammenti effimeri di vissuto ad altri istanti subentrati nel frattempo, nella fugacità di ogni emozione che ci abbandona già negli attimi in cui la viviamo. Non solo una buona lettura ma una visione filosofica sugli umani accadimenti

Canova, Eterna Bellezza

Prima di sera
inseguire un’ora di bellezza,
scoprire l’effimero nel vento
che scivola tra gli alberi
e le case abbacinate
dall’incombenza degli ultimi raggi,
un appuntamento antico
riemerso tra batticuore
e parvenza d’altra vita,
nell’imminenza di una svolta
perdersi tra le ere frammentate
in calendari dimenticati,
confondere la gioia
col sentimento disperso
in un gorgo sospeso di memoria,
cercare nella tua assenza
un’oasi che ospiti le pause,
un luogo d’innocenza ritrovata,
uno scuotersi di tende
a rivelare il segreto del sipario,
” eccomi, sono qui,
a incontrare la tua sembianza,
alla fine dell’attesa “,
giunge da un senno senza tempo,
dentro il groviglio degli eventi,
una saggezza né remota né postuma,
un gesto che sfiora la tua essenza,
la luce intuita di una nuova consonanza,
prima di sera
si dispongono ad armonia
i silenzi, i dialoghi, le inquietudini,
i barlumi di riconciliazione,
i sentimenti inesprimibili
nel cuore delle stagioni,

– indistinti una voce, un volto,
un indizio d’altra storia –
” lo sai, lo so,
ci riconosciamo nell’unità,
nel molteplice condotto
all’uniforme compiutezza,
nell’ora scampata
allo sconcerto di un destino “,
nell’isola folgorata
dall’ultima luce del giorno,
nell’apparire del tramonto
il placarsi di ogni vicissitudine terrestre,
nell’istante in cui si appaiano cielo e mare,
e si dispongono le stelle
a indicare la magia di un tragitto,
” perché tutta la maturità
tende alla riconoscenza,
perché la consapevolezza
inchioda a un’identità “,
questo vorrei dire
all’interlocutore muto
che mi accompagna,
ombra assorta
nella dimora dell’anima,
” tu che racconti di un tempo
sfuggito alla misura di clessidra “,
fai la tua parte, non negarti all’enigma,
nel dibattersi tra l’essere e l’esistere,
tra desiderio e mutamento.

Mauro Contini

https://www.facebook.com/mauro.contini1

mancare

Non si può mancare
a un occhio che ha perduto
desiderio di guardarsi intorno
di vedere oltre il suo disagio.
Stesso tono austero irascibile
che non risparmia nessuno
nemmeno chi ha cercato
di alleviarne il fiato.
La fierezza della spiga 
cresce dritta sullo stelo,
per propria malasorte
non decreta l'altrui fine
resiste o si piega a intemperie
proprio come capita alle rose
cui la grandine lascia solo spine.

Daniela Cerrato


Spiga di grano, 1947 , Salvador Dali

saṃsāra

In futura rinascita
essere verzura spontanea
e quando fuori piove
estendere foglie assetate
per cogliere più acqua,
fare boccacce a lumache ingorde
che indugiano a muoversi.
Fragolina o mora al riparo
di una fronda amica,
abbracciare il sole
sprigionando più profumo,
resistere a vento e grandine
assatanati per troppo caldo.
Ronzeranno sul capo le api
se scamperanno estinzione
e qualche cicala canterà
giorni torridi tra cespi e rami.
Ai cambi stagione nuovi abiti
e nuovi colori, saremo rovi
arbusti, alberi o fiori
anche semplici steli d’erba
a proteggere il quadrifoglio
che ama il massimo riserbo
e non vuole essere trovato.
Sano processo in metempsicosi
che d’umano abbandona le nevrosi.

Daniela Cerrato

desiderio primitivo

Occhi spaesati
risalgono primordi
di vastità sconosciute,
terra aria acqua
le voci madri
in cui s'accende il corpo
e si riaffida in quiete.
Liberare sabbia dal pugno
credendo d'aver catturato
un pesce, catalogare al tatto
foglie sassi conchiglie insetti,
scansati pericoli in anfratti
affrescati di proprie orme,
restare scossi dai lampi
dai tuoni, misteriose furie 
di entità sconosciute.
Vestirsi come alberi
di verdi e marroni,
curarsi col fango a strati
scoprire dai primati
che noci e banane son buone,
vedersi cambiati, crescere
provare euforia per un simile,
accoppiarsi come animali.
Non sapere di altre terre
e di futuri lontani.

Daniela Cerrato
Lana Adams on pinterest

19 luglio (auguri mamma)

Ieri la luna era in anticipo
pallida sull’azzurro stordito dal caldo
la notte un cielo disadorno
contava l’unica stella a ore dodici.
Puntuale a ricordarmi
di farti gli auguri da quaggiù
nel silenzio che tutto vince
tranne il dolore.
Quante cose successe in sedici anni
di tua assenza già le sai,
gli spiriti comunicano a impulsi
stesso linguaggio delle stelle.
Quel brillìo solitario
era la tua buonanotte,
la luce fioca della candelina
senza torta e senza festa
è timbro vocale che ho in testa,
la tua voce che riconoscerei
tra il miliardo di stelle
che ti sono compagne.
Poi ho dormito un sonno calmo
come non capitava da tempo.

Daniela, 19 luglio 2021

stanchezza

Falena o farfalla tu sia
le colline mai saranno montagne,
medesimo corso avranno i fiumi.
I finti ciechi seguiteranno a ridere
di chi li crede autentici,
le anime perse a cercare
il luogo in cui ritrovarsi.
Non voglio sognare stanotte
nè pensare a farfalle o falene
voglio solo dormire.
Di stanchezza potrei morire
e nessuno potrebbe poi smentire
se sia stata causa vera o falsa.

Daniela Cerrato

poesie di Maram al-Masri

Che dispiacere

Che dispiacere
per ogni parola d’amore
che voleva dichiararsi
e che fu seppellita viva.
Che dolore
in gola.

***

Questa sera
un uomo uscirà
in cerca
di una preda
per soddisfare il segreto dei suoi desideri.

Questa sera
una donna uscirà
in cerca
di un uomo che la renderà
la padrona del suo giaciglio.

Questa sera
la preda e il predatore si incontreranno
e si compenetreranno
e forse…
forse
si scambieranno i ruoli.

***

Venne
tramutato in corpo d’uomo
e non gli prestai attenzione.
Mi disse:
apri,
sono lo Spirito Santo.
E temendo di disobbedire,
mi lasciai baciare.
Spogliò
con lo sguardo
i miei piccoli seni timidi,
facendo di me una bella donna.
Soffiò la sua anima nel mio corpo,
facendo risuonare
il fulmine e il tuono.
Amen!

***

L’atto di scrivere
non è già un atto scandaloso?
Scrivere
è imparare a conoscere se stessi
nei pensieri più intimi
Sì sono scandalosa
perché svelo la mia verità e la mia nudità di donna
sì sono scandalosa
perché grido il mio dolore e la mia speranza
il mio desiderio, la mia fame e la mia sete
Scrivere
è mostrare i mille volti dell’uomo
il bello e il brutto
il tenero e il crudele
Scrivere è morire davanti a una persona
che ti guarda senza muoversi
È annegare davanti ad una nave che passa vicino
senza vederti
scrivere
è essere la nave che salverà gli annegati
Scrivere
è vivere sull’orlo della scogliera
e aggrapparsi a un filo d’erba.

***

Lettera di una madre araba al figlio

Poiché la libertà
è un’esplosione delle corde
di un cuore
che non ne può più.
È il canto delle sirene
rivolto ai marinai coraggiosi.

Poiché la libertà
è la più belle tra le belle
dea della saggezza
amante dei forti.
Con passione amala.

Poiché è il paradiso del fuoco
che inizia con una scintilla
come la poesia con una parola
come l’amore con un bacio
è la più cara tra le care.
Trasformati in lei.

Che tu sia, figlio mio, la goccia d’acqua
che legandosi ad altre gocce
formerà l’onda
che laverà la costa del mondo
e smusserà la roccia tagliente.

Che tu sia, figlio mio, il soffio che si unirà all’aria
affinché la tempesta strappi via
le radici dell’ingiustizia.
Che tu sia scintilla
di luce.
Che il sole della libertà illumini il tuo Paese.

La tua vita mi è cara,
come quella dei figli di tutte le madri.
Io ti consacro, figlio mio,
alla libertà.

Maram al-Masri è nata nel 1962 a Lattakia (Siria) ed è stata sempre guidata dall’ideale della libertà assoluta. Al liceo vestiva all’occidentale, usava il rossetto, indossava la minigonna e questo la rese straniera in patria fino al punto che dovette fuggire dalla propria terra per rifugiarsi a Parigi. Ha divorziato dal marito che le ha rapito il figlio impedendole di vederlo per circa tredici anni. Questa amara storia le ha ispirato il libro “Le rapt” tradotto in italiano e pubblicato da Medinova con il titolo “Lontananza” che è uno dei più struggenti di tutta la sua produzione poetica.
Vive a Parigi dal 1982. Dopo un primo libro pubblicato nel 1984 a Damasco dal titolo “Ti minaccio con una colomba bianca”, presso la casa editrice del Ministero dell’ Educazione, ritorna alla poesia con “Ciliegia rossa su piastrelle bianche”, pubblicato a Tunisi dalle Edizioni L’Oro del Tempo, nel 1997, e salutato con entusiasmo dalla critica dei paesi arabi.
La sua poesia è inserita nel volume “Non ho peccato abbastanza. Antologie di poetesse arabe contemporanee” (Mondadori, 2007). Maram al-Masri ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia in tutto il mondo e per Casa della poesia nel 2004 a “Il cammino delle comete” e a “Sidaja”, nel 2005 a “Napolipoesia nel Parco” e agli “Incontri di Sarajevo”. Nel 2007 e nel 2009 ha preso parte a “VersoSud”, Reggio Calabria.
La sua poetica è libera nei versi e nella metrica e alterna brevità di versi, ove canta l’amore in stregua di frammenti incisivi per passare a poesie più descrittive ove il linguaggio assume forme diverse rispetto l’argomento trattato; affronta momenti e fasi dell’esperienza della donna, legati alla violenza e all’emotività, analizza le emozioni positive e negative in particolari circostanze della vita e le mette in poesia.

Le edizioni in lingua italiana sono:

  • Ciliegia rossa su piastrelle bianche (traduzione in italiano di François-Michel Durazzo, bilingue arabo-italiano), Genova, ed. Liberodiscrivere, 2005
  • Ti minaccio con una colomba bianca (traduzione in italiano di Bianca Carlino), Liberodiscrivere edizioni, collana “Libero di stile”, ottobre 2008
  • Ti guardo (traduzione dall’arabo di Marianna Salvioli), Multimedia Edizioni / Casa della poesia, 2009
  • Anime scalze (traduzione italiana dal francese di Raffaella Marzano), Multimedia Edizioni / Casa della poesia, Baronissi, 2011
  • Sedici Nodi, poesia, prefazione di Vincenzo Mascolo, con una nota di Dona Amati, Fusibilia Libri, Anzio, 2013.
  • Arriva nuda la libertà (traduzione dall’arabo di Bianca Carlino), Multimedia Edizioni, Salerno, 2014
  • Il tempo dell’amore (traduzione italiana di Luana Fabiano), Edizioni Culturaglobale, collana “100”, Cormons, 2015
  • Lontananza (traduzione italiana dal francese di Marie-Claude Paoli), Medinova, Favara, maggio 2016.