In seduta zen

Note di pochi accordi d’arpa e un sottofondo
di dolce effetto, eufonia che richiama natura
potrebbe essere il vento o un fruscìo di foglie,
s’unisce un gocciolìo d’acqua a intermittenza,
la sua cadenza ormai l’avverto sulla pelle,
a palpebre chiuse una luce chiara, intensa,
color latte, immensa si disperde ovunque
e null’altro vedo…
al pizzicar dolce di corde il corpo si distende,
dal centro alla periferia il malessere si disperde, lento
sta uscendo dai pori il veleno dell’anima incupita, indurita,
anche l’olfatto si fa tatto, apre le nari a effluvi aromatici,
si espande armonia, nascono visioni arabescate
di esotiche contrade, artemisia, ambra, vaniglia…
viaggio restando immobile, le sfumature musicali
mi trasportano, fluttuo con loro nell’aria
ondeggia la mia mente, si svuota, è libera.
L’armonia infusa è l’incanto, è qui l’ethos,
supplico il mio corpo – “non riportarmi nel caos”.
Ma non m’ascolta.

Daniela Cerrato, 2018

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C’è silenzio e Silenzio

Certi pensieri sono grevi sulla bilancia del momento
ansioso ogni capello che li sovrasta, quanto basta
per sedersi e invocare voci di conforto, un portento
che spazzi via le rogne e la nenia triste di zampogne.
Il mento è sulla mano, si ascolta il vasto nulla
che s’espande a dismisura, non s’ode bisbiglio alcuno,
è raduno di care assenze, nessuna stella da guardare
già che ancora è giorno s’attende la notte costellata,
rivolgendosi alla sua volta si chiederà al Grande Carro
un passaggio per l’altrove e il buio con le sue braccia
ai ronzanti pensieri nasconderà ogni corporea traccia,
tant’è sparsa per la galassia antica tra cosmica energia.
Un diverso silenzio avrà voce amica e indicherà una via.

– Daniela Cerrato, 2018

Dipinto di Mihai Olteanu

Mihai Olteanu 2

Troviamoci là…

Troviamoci là oltre la stretta salita
tra due corrimani di ortensie
ove il giardino si fa più ampio
e il sogno confuso meno dïàfano,
materializziamoci nel trionfo celeste
starato dal peso più nero, lievi,
quasi quanto l’aere che investe
le acquerellate paffute hydrangee.

Quali saranno le parole dette, le udite,
le taciute allo sguardo incollate,
meglio non sapere, la sorpresa ci attende
intatta nel suo mistero invitante,
troviamoci là nella penombra del giorno
ove i rossi i gialli e gli aranci dei fiori
uniranno i loro colori al tramonto, e vedremo
se da quel tratto di sogno faremo ritorno.

Daniela Cerrato, 2018

In odor di pioggia

Oggi col pensiero ti stringo
e a memoria ti dipingo
nel mio intimo azzurro sfondo,
m’assale il bisogno di sole
chè questo cielo biancastro
ha sottratto d’improvviso
il suo timido sorriso gioviale,
l’aria gradevole e gentile
s’è inasprita e arretra la speranza
che vi sarà presenza domenicale
di lepidi  vezzosi ciuffi d’acaulis
in tenue color crema, a contrasto
con la bruna terra d’erba imberbe,
appena qualche zolla di verde
intervalla gli ultimi freddi lassi
di letargo del monotono suolo…
e intanto che s’alzano in volo
questi pensieri, il bianco cielo
s’è posto sul volto un grigio velo.

Daniela Cerrato, 2018

M’inabisso nel nulla

Non è stata giornata,
non sarà serata, ora vorrei
un niente ricolmo di niente,
per inalare un benefico vuoto
sarò assente, insofferente,
indifferente ad ogni richiamo,
ho la mente battente bandiera bianca
mi autosospendo, sono stanca
di chiedermi tanti perchè,
tanto risposta non c’è
che mi soddisfi appieno,
la paglia non è fieno
il fieno non è paglia…
…e se poi manca l’acqua
la papera non galleggia…
è fiumana, bolgia ritrita

petulanza, soffocante uggia
di parole in libera uscita,
assurdità sparate a mitraglia
da gente che raglia, raglia, raglia…
Camomilla doppia e pastiglia
… e notte sia!

Daniela Cerrato, 2018

Charlotte Perriand su Chaise Longue, design di Le Corbusier,  1928

Charlotte Perriand on the Chaise Longue Basculante designed by Le Corbusier-Jeanneret-Perriand, 1928.jpg

Non c’è corazza

Hai  carattere coriaceo ti senti dire,
ci ridi su al momento ma poi ti secca
che diventi abitudine sciocca, non vale
a rinsaldare ancor di più la tua tempra.
E camminano sulla tua anima tranquilli
convinti di essere leggeri come piume…
Quando finalmente si fanno muti
d’ogni parola detta per costume

incuranti di ogni tuo taciuto patire,
ti osservi nel profondo e vedi riaprire
quell’ultima ferita in via di guarigione.
Ciò ti sconcerta, e provi giusta rabbia
per cecità e sufficienza di coloro
cui non passa nemmeno per un baleno
che debolezza possa giacerti in seno,
tu non la mostri, ma di certo hanno torto
a pensar che sei immune allo sconforto,
anzi, quando sei sola lasci soddisfare
in pieno sfogo i tuoi copiosi pianti.

Daniela Cerrato, 2018

Al vento

Passa a prendermi, tra le tue spire
m’involerò col piacere d’una foglia
che di volare ha infinita voglia,
tediata da una permanenza stagionale
sull’affollato tronco di fine estate,
portami con te per valli e contrade
nel tuo peregrinare continuo e selvaggio
ora mite ora furente, all’arrembaggio
come una nave corsara nel mare aperto,
nel deserto, in ogni sua duna suadente,
avvolgimi nel tuo manto trasparente,
seducente sibilo quale canto di sirena
chè questa pena di statica giacenza
di attendere il fine ha esaurito pazienza.

Portami con te nel tuo lungo viaggio
scompigliami l’animo col tuo soffio caldo
innalza la mia sostanza così in alto
da sentirmi più leggera d’una piuma,
soffiami sulle onde mosse e imperlate
di biancastra schiuma in movimento,
dentro grotte dove l’eco pare lamento
di strane creature invisibili all’occhio,
fa’ di me scarabocchio tra le nuvole
pallide o bigie di pioggia impaziente
di abbeverare zolle e naturali arsure,
sii pure impertinente, lacera le mie vesti
ma smorza tua vivezza, chè su nudità resti
solo una carezzevole adorabile brezza.

Daniela Cerrato, 2018

Gaetano Previati, “Il vento”

Gaetano Previati - Il Vento

Labbra rosse

Nel silenzio è impresso un messaggio,
quelle labbra scarlatte pur serrate
alludono al sospiro d’un bacio,
sigillano un desiderio segreto, un nome,
lo custodiscono nell’animo in subbuglio
raccontano il vivo colore del cuore,
ardente come fiamma di rosso giglio,
invitanti, osano dire ciò che non dice
la parola che tace e s’addormenta.

Daniela Cerrato, 2018

Nell’immagine: Nikolay Voskresenskiy  “Lips”

Nikolay Voskresenskiy • Lips