ciò che non vedi

L’amore piove addosso
a chi sedotto da ansie e tristezze
non ne avverte presenza,
sale su vette di circospezione,
persa la fiducia
in caruggi
violentata da cuori randagi.
Ci sono aiuole di abbracci
in cui gettarsi, due braccia
che ti hanno cinto di universo,
non dare perso ciò che non vedi.

Daniela Cerrato

scultura di Paola Epifani

niente mostarda

[…] Si paga conto di stagione per eccesso d’estate,
granuli versati in acqua, solubilità nel bicchiere,
effervescente incombenza insieme al raggio di sole
che si scusa per la nebbia. Maniche tre quarti,
polsi liberi per qualche sgargiante ninnolo,
manca stimolo nonostante la mostarda piccante.
Ci sarà un abbraccio cresciuto in serre calde
a condurmi verso latitudini più amichevoli.
[…]

Daniela Cerrato

parabole

Di vita oltre il muro
si odono parabole d’ipotesi
facili al condizionale,
i “se” son grani di rosari
appesi ad un’effige.
Animare corpi immaginari
per dare materia al presente,
intonaco che si sgretola,
contornare la sagoma del futuro
intorno alla bocca della verità
in attesa del vaticinio.

Daniela Cerrato

volano le rondini

Eravamo tra oro e rame
di passati autunni,
dense nebbie,
ansia da occhi a cuore
d’attraversare a tentoni.
Ricordi quando tutto
si copriva di caligine
senza colori e dettagli,
le anime in vesti grigie,
animali bradi nella macchia
d’un mancato plenilunio?

Di nuovo è tempo di vinacce
panchine fredde e vuote…
L’autunno non mi piace
hai detto al suo arrivo.
Non guardare fuori,
in noi volano le rondini.

Daniela Cerrato

Foto personale

a prender sottobraccio la luna

A prender sottobraccio la luna
la vita avrebbe preso altra piega,
un mare più calmo, nessun naufragio,
non dico calma piatta in monotonia,
ma tutti quegli scogli taglienti
a ferire arti e cuore
avrebbero sfiancato anche i santi.
Anche il presente vestirebbe leggero
col sorriso che precede il passo

e il pensiero immune alla malinconia,
nessuna foschia a comparsa frequente
divieto di sosta per l’allegria.

– Daniela Cerrato

In seduta zen

Note di pochi accordi d’arpa e un sottofondo
di dolce effetto, eufonia che richiama natura
potrebbe essere il vento o un fruscìo di foglie,
s’unisce un gocciolìo d’acqua a intermittenza,
la sua cadenza ormai l’avverto sulla pelle,
a palpebre chiuse una luce chiara, intensa,
color latte, immensa si disperde ovunque
e null’altro vedo…
al pizzicar dolce di corde il corpo si distende,
dal centro alla periferia il malessere si disperde, lento
sta uscendo dai pori il veleno dell’anima incupita, indurita,
anche l’olfatto si fa tatto, apre le nari a effluvi aromatici,
si espande armonia, nascono visioni arabescate
di esotiche contrade, artemisia, ambra, vaniglia…
viaggio restando immobile, le sfumature musicali
mi trasportano, fluttuo con loro nell’aria
ondeggia la mia mente, si svuota, è libera.
L’armonia infusa è l’incanto, è qui l’ethos,
supplico il mio corpo – “non riportarmi nel caos”.
Ma non m’ascolta.

Daniela Cerrato, 2018

C’è silenzio e Silenzio

Certi pensieri sono grevi sulla bilancia del momento
ansioso ogni capello che li sovrasta, quanto basta
per sedersi e invocare voci di conforto, un portento
che spazzi via le rogne e la nenia triste di zampogne.
Il mento è sulla mano, si ascolta il vasto nulla
che s’espande a dismisura, non s’ode bisbiglio alcuno,
è raduno di care assenze, nessuna stella da guardare
già che ancora è giorno s’attende la notte costellata,
rivolgendosi alla sua volta si chiederà al Grande Carro
un passaggio per l’altrove e il buio con le sue braccia
ai ronzanti pensieri nasconderà ogni corporea traccia,
tant’è sparsa per la galassia antica tra cosmica energia.
Un diverso silenzio avrà voce amica e indicherà una via.

– Daniela Cerrato, 2018

Dipinto di Mihai Olteanu

Mihai Olteanu 2

Troviamoci là…

Troviamoci là oltre la stretta salita
tra due corrimani di ortensie
ove il giardino si fa più ampio
e il sogno confuso meno dïàfano,
materializziamoci nel trionfo celeste
starato dal peso più nero, lievi,
quasi quanto l’aere che investe
le acquerellate paffute hydrangee.

Quali saranno le parole dette, le udite,
le taciute allo sguardo incollate,
meglio non sapere, la sorpresa ci attende
intatta nel suo mistero invitante,
troviamoci là nella penombra del giorno
ove i rossi i gialli e gli aranci dei fiori
uniranno i loro colori al tramonto, e vedremo
se da quel tratto di sogno faremo ritorno.

Daniela Cerrato, 2018