Ora risplendi… (Saffo)

“Ora risplendi tra le donne di Lidia
come quando il sole scompare
e la luna dalle dita di rosa vince tutte le stelle.
La sua luce sfiora il mare salato
e i campi screziati di fiori.
Goccia la rugiada gentile,
germogliano rose e teneri cerfogli
e fiorisce il meliloto.
Ti aggiri inquieta, ricordi,
e il desiderio della dolce Attis
ti consuma l’anima lieve…”

— Saffo, Frammenti (trad. S.Quasimodo)

 

Dipinto di Edmond Francois Aman Jean ( 1860-1935)

CSym--JWcAAuioz

L’ultima prova

Tenaci superstiti
nella loro ormai cupa
autunnale veste,
maliconiche nel ricordo
di un’estate lontana,
le fragili foglie
di gelo avvolte
soccombono al rigore
del severo inverno,
gravandosi del peso
di un bianco manto
come ultima prova
di natural resistenza.

Daniela,gennaio 2016

Fotografia di Paul Militaru,”Winter has finally come”

winter-has-finally-come

Poesia di Alessandro Monticelli: Tocco il tuo corpo

Tocco il tuo corpo come fosse un braille
La pelle e i muscoli si stendono
Come fili d’erba nei campi quando il peso
Della neve si scioglie e va via.
Uniti in questa di-stanza
Le parole sono fulmini deboli
Gli sguardi quelli di figli bastardi
Nati dal seme di genitori
In viaggio su treni merci.
Con gentile indifferenza
Aspiriamo ad un certo tatto
Incassando i colpi da professionisti
E vivendo anche oggi un tipo
Di morte leggera che poi passa.
Mi siedo all’estremità del letto
Tra il mio corpo nudo e l’eleganza dei tuoi piedi.
Sicuro che l’amore è il segreto che mentre dormi
Una delle tue mani chiuse nasconde.
– Alessandro Monticelli

Angelo in rosa #acrostico

Apparve d’improvviso
nel cuore della notte un’angelo
grazia dolcezza serenità
emanava dal volto ignoto, e svanendo
lasciò scie di gigli dietro sè;
onde di profumo al risveglio nella stanza
immantinente mi fecero pensare
non può essere,è solo un sogno!
Riavvolsi l’onirica pellicola,ma
olfattivamente era ancora nell’aria
sentore floreale delicato…
Anche sul cuscino.

Daniela,novembre 2015

 

 

Il dilemma (Giorgio Gaber)

un video da ascoltare in cui scorre soltanto il testo,e anche se un testo lungo e senza immagini di contorno,è di una tale profondità che non ci si stupisce di volerlo riascoltare subito più volte.Un grande Gaber con parole che toccano il cuore e lasciano gli occhi velati da qualche lacrima…

In una spiaggia poco serena
Camminavano un uomo e una donna
E su di loro la vasta ombra del dilemma;
L’uomo era forse più audace,
Più stupido e conquistatore,
La donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre,
Un dilemma elementare:
Se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare
Vivevano un uomo e una donna,
E su di loro l’ombra del dilemma;
L’uomo è un animale quieto
Se vive nella sua tana,
La donna non si sa se è ingannevole, o divina;
Il dilemma rappresenta
L’equilibrio delle forze in campo
Perché l’amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.

E il loro amore moriva,
Come quello di tutti,
Come una cosa normale e ricorrente;
Perché morire e far morire
È un’antica usanza che suole aver la gente.

Lui parlava quasi sempre
Di speranza e di paura
Come l’essenza della sua immagine futura;
E coltivava la sua smania,
E cercava la verità,
Lei lo ascoltava in silenzio, o forse ce l’aveva già;
Anche lui, curiosamente,
Come tutti, era nato da un ventre
Ma purtroppo non se lo ricorda, o forse non lo sa.

E in un giorno di primavera
Mentre lei non lo guardava
Lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova;
E ancora oggi non si sa
Se era innocente come un animale
O se era come istupidito dalla vanità;
Ma stranamente lei si chiese
Se non fosse un’altra volta il caso
Di amarlo, di restare fedele al proprio sposo.

E il loro amore moriva
Come quello di tutti,
Con le parole che ognuno sa a memoria;
Sapevan piangere e soffrire
Ma senza dar la colpa
All’epoca, o alla storia…

Questa voglia di non lasciarsi
Era difficile da giudicare,
Non si sa se è una cosa vecchia, o se fa piacere;
Ai momenti di abbandono
Alternavano le fatiche
Con la gran tenacia che è propria delle cose antiche;
E questo è il succo di questa storia,
Peraltro senza importanza
Che si potrebbe chiamare appunto: Resistenza.

Forse il ricordo di quel maggio
Insegnò anche nel fallire
ll senso del rigore, il culto del coraggio;
E rifiutarono decisamente
Le nostre idee di libertà in amore,
A quella scelta non si seppero adattare;
Non so se dire a questa nostra scelta
O a questa nostra nuova sorte,
So soltanto che loro si diedero la morte.

E il loro amore moriva
Come quello di tutti,
Non per una cosa astratta, come la famiglia,
Loro scelsero la morte
Per una cosa vera,
Come la famiglia…

Io ci vorrei vedere più chiaro,
Rivisitare il loro percorso,
Le coraggiose battaglie che avevano vinto o perso;
Vorrei riuscire a penetrare
Nel mistero di un uomo e di una donna,
Nell’immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
Potrebbe anche rivelare
Il segno di qualcosa che stiamo per capire.

E il loro amore moriva
Come quello di tutti,
Come una cosa normale e ricorrente;
Perché morire e far morire
È un’antica usanza
Che suole aver la gente.

Sensation (Sensazione) Arthur Rimbaud

Sensation (Arthur Rimbaud)

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,

Picoté par les blés, fouler l’herbe menue:

Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.

Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:

Mais l’amour infini me montera dans l’âme,

Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,

Par la Nature, – heureux comme avec une femme.
—————————————–

Sensazione (Arthur Rimbaud)

Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,

Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:

Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.

Lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Non parlerò, non penserò a niente:

Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,

Nella Natura, – felice come con una donna.

Marzo 1870

– Fotografia di Luigi GhirriLuigi Ghirri

Eleonora Barmasc: un estratto dal libro “Poesie brevi”

Ho letto alcune poesie di Eleonora Barmasc alias Milena Audenino, versi densi di emozioni scaturite dalla propria terra,dalla natura,pensieri legati all’esistenza che racchiudono nella loro bellezza spunti di riflessione.Io le trovo deliziosamente belle.Per chi è interessato ad altri libri dell’autrice rimando alla sua pagina: http://www.eleonorabarmasc.it/wordpress/

Plenilunio:
dentro occhi lucenti,
scaldi l’anima.
Nella luce ardente
si placa la paura.

Pietra di vento,
pietra di pioggia greve,
pietra di fuoco.
Qui nelle mie mani
stringo la tua forza.

Incantatrice,
Signora dell’amore
senza limiti.
Ti scorgo nell’aria
di questa sacra notte.

Sarà la luna
congiunta al sole
dentro di noi.
Altri occhi vedranno,
altre voci diranno.

Foglie smeraldo
ricoprono i rami
colmi d’attesa.
In un bosco di faggi
colgo la primavera.

Terra e cielo
in me si uniscono
nel sacro sonno.
M’appartiene la notte,
il giorno splende in me.

Poco battuto,
s’inoltra il sentiero,
s’interrompe.
Spande il suo profumo
un cespo di melissa.

Disse il lupo:
Vaga nella foresta,
ti troverai.
Rispose la bambina:
Andrò sognando!

Malinconica
la sera, nella piazza
deserta, tace.
Raccolgo il silenzio,
per ucciderlo piano.

T’amo mia vela,
su mari infiniti
ho navigato.
Ora riposo stanca
e mi trasporta l’onda.

Come la luna,
sei bellezza antica,
sei mutevole.
Sei donna senza tempo:
tuo il magico cerchio.

Una cascata,
un ruscello che sgorga,
lucide pietre.
Rincorro la musica
nell’acqua che m’ascolta.

Con un sorriso
da pagliaccio rivendo
arcobaleni.
Compro cuori d’argento
e lievi ali d’oro.

Grande silenzio
dove parlano voci
inudibili.
Oltre l’umano ardi,
dentro l’umano posi.

Viole mammole
del sangue di Cibele
spargon la terra.
Risuscita Adone
per amore della Dea.

Noi viaggiatori
d’infinito, noi siamo
eterni pellegrini.
Ruscelli che corrono
tra scenari selvaggi.

Verrà tenero
il chiarore dell’alba,
supremo dono.
Spalancherà la porta
sulla nuda anima.

 

Gabriele D’Annunzio, Voglio un amore doloroso…

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sie della morte) e senza mutamento.

Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.

Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.

Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell’ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l’Infinito.

gabriele-dannunzio