questa è MUSICA .2 / dalla Tosca di Puccini

Chi mi conosce un po’ sa che non amo solo un genere musicale, i miei gusti spaziano molto perchè secondo me non si può considerare la musica del recente passato o quella moderna senza conoscere almeno le basi di quella classica. I generi non si possono paragonare, ma fanno parte tutti di una elaborazione strettamente legata al tipo di cultura e ai bisogni della società del momento, un po’ quello che succede anche con la pittura.
Per questo sul blog spazio dal pop al folk al blues,al jazz, al rock alla classica e alla lirica ( o bel canto che dir si voglia) perchè tutta la musica ha qualcosa da raccontare e suggerire e in base all’umore del momento scelgo di ascoltare questo o quel pezzo specifico e perchè no anche più volte consecutivamente.

Giacomo Puccini manifestò l’intenzione di scrivere un’opera lirica basata sul dramma in cinque atti di Victorien Sardou “La Tosca” dopo aver assistito ad una sua rappresentazione nel 1889 a Milano.
La stesura dell’opera fu particolarmente travagliata, tra ripensamenti e modifiche dell’ultimo minuto ma debuttò il 14 Gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
La Tosca di Puccini ottenne da subito un considerevole successo e il compositore riuscì così a scrollarsi definitivamente di dosso il cliché di “cantore delle piccole cose”.
La trama in breve: Si svolge a Roma nel 1800. Angelotti console dell’ex Repubblica Romana è fuggito da Castel Sant’Angelo e si rifugia nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, dove sua sorella la Marchesa Attavanti ha nascosto degli abiti femminili che gli permetteranno di passare inosservato. La donna è stata ritratta senza saperlo dal pittore Marcio Cavaradossi. Questi si accorge di Angelotti che conosce da tempo il quale gli rivela la propria situazione. Improvvisamente vengono interrotti dall’arrivo di Tosca, che, riconoscendo nel dipinto della Maddalena le fattezze della marchesa, fa una scenata di gelosia a Mario, che a fatica riesce a calmarla e congedarla. Angelotti esce dal suo nascondiglio e riprende il discorso con Mario che lo indirizza nella sua villa. Improvvisamente sopraggiunge Scarpia capo della polizia che sospetta fortemente di Mario. Per trovare Angelotti cerca di coinvolgere Tosca suscitando la sua morbosa gelosia. La donna credendo alle parole di Scarpia giura di trovarli. Scarpia la fa seguire. Mentre a Palazzo Farnese Scarpia sta cenando, Spoletta,uno scagnozzo, gli conduce Mario che è stato arrestato. Questi si rifiuta di rivelare dov’è Angelotti e viene condotto in una stanza e torturato. Giunge Tosca che stremata dalle grida di Mario confessa il nascondiglio dell’evaso. Mario indignato che Tosca abbia parlato, cerca di scacciarla. Scarpia lo condanna a morte. Disperata Tosca vuole donarsi a Scarpia se egli acconsentirà di liberare Mario. Scarpia convoca Spoletta e con un cenno di intesa fà credere a Tosca che la fucilazione sarà simulata e i fucili caricati a salve. Mentre stà scrivendo il salvacondotto che li porterà fuori dallo Stato Pontificio, Tosca aggredisce Scarpia e lo pugnala.
All’alba sui bastioni di Castel Sant’Angelo, Mario è pronto a morire. Scrive un’ultima lettera d’amore a Tosca che nel frattempo arriva e spiega di aver ucciso Scarpia. Lo informa della fucilazione simulata e scherzando gli raccomanda di fingere bene la morte. Ma Mario viene fucilato per davvero e Tosca inseguita dai poliziotti, che hanno scoperto la morte di Scarpia,si getta dagli spalti del castello.
L’aria che segue “Recondita armonia” fa parte del primo atto, scena seconda; qui nella superba interpretazione del tenore Franco Corelli.

Recondita armonia! Di bellezze diverse!
É bruna Floria, l’ardente amante mia!
E te beltade ignota cinta di chiome bionde
Tuo azzuro è l’occhio, Tosca ha l’occhio nero
L’arte nel suo mistero
le diverse bellezze insiem confonde
Ma nel ritrar costei il mio solo pensiero
Ah,il mio sol pensier sei tu,
Tosca, sei tu!

Per chi avesse piacere di leggere l’intero libretto d’opera lo può scaricare qui: http://www.cantarelopera.com/opere/libretti/G.Puccini_-_Tosca.pdf

Recondita armonia (Franco Corelli)

E’ una delle romanze tratte dalla Tosca di Giacomo Puccini,l’opera lirica il cui libretto è stato composto da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.Il pittore Mario Cavaradossi canta il suo amore per la bellezza bruna di Tosca e quella algida di una ragazza notata mentre pregava in Chiesa a cui si ispira per il suo dipinto di Maria Maddalena che sta eseguendo nella chiesa di Sant’Andrea della Valle in Roma dove si svolge l’azione del primo atto. Musica di livello celestiale,almeno per me che adoro Puccini e stasera me ne ascolto una buona parte alla faccia di Sanremo…

Recondita armonia di bellezze diverse
È bruna Floria l’ardente amante mia
E te beltade ignota cinta di chiome bionde
Tu azzurro hai l’occhio
Tosca ha l’occhio nero

L’arte nel suo mistero
le diverse bellezze insiem confonde…
Ma nel ritrar costei
Il mio solo pensiero
Il mio sol pensier sei tu
Tosca, sei tu!