Il passe-partout dell’eliso

Non donarmi di fiori mazzo reciso
raccontami invece di quanta ebbrezza
il loro profumo ti ha intriso,
delle loro danze colorate mosse
dal vento, di loro petali a venature,
aperti o timorosi a catturare
o proteggersi da piogge e da calure.
Non donarmi ori nè pietre preziose,
chè le variegate trasparenze dei loro volti
sarebbero brutte copie vanitose
del trabecolato vanto di tue iridi radiose.
Non donarmi essenze barocche,
la penetrante intensità vaporizzata
cancellerebbe la fragranza delicata
della mia pelle, così come vorrei tu la percepissi
in suo pallore, sì che par figlia di solari eclissi.
Ti suggerisco, in caso tu voglia farmi un presente
di donarmi il tuo primo mattiniero sorriso,
e pur se non lo vedrò, tienilo a mente,
sarebbe per me il passe-partout dell’eliso.

Daniela Cerrato, 2017

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Che strazio

Suonan crudeli i trilli di sveglia
sgradito richiamo ai doveri
non par vero sia già fuggita
la notte verso altro emisfero
ogni lunedì è sicuro lamento
inascoltato abituale complemento
al ferreo peso sulle palpebre
che le mantiene ferme e chiuse
già deluse dalla luce che filtra
e spezza anch’essa impietosa
echi di sogno latenti e pensieri
ancora legati ai fatti di ieri,
ma i trilli riprendono fiato
li zittisco tra uno sbadiglio
e un sottile maldicente afflato
certo riuscissi, si fa per dire,
ad agguantar della tenebrosa dama
l’ultimo lembo prima che s’involi
la pregherei di allungare il suo manto
così da dilatare il notturno spazio
chè troppo breve è il suo incanto
ed il risveglio un ingiusto strazio.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine dal web)

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