Fumetti ritrovati: Nick Carter

Attualmente in tv spopolano cartoon giapponesi, e seppur mi capita assai di rado di seguirli,tanto che non ne conosco i nomi,mi vien la nostalgia di altri tipi di fumetti come ad esempio la serie di Nick Carter,quel simpatico personaggio  ideato da Bonvi e Carlo Romano che a metà degli anni 70 incollava alla tv bimbi e adulti con le sue indagini rapide e sempre con  lieto finale. Accompagnato nelle sue avventure da due aiutanti,il grosso Patsy e il saggio Ten era protagonista di divertenti gags spesso parodie di storie vere o quantomeno di personaggi reali. Andò in onda in un programma che si intitolava Supergulp e fu anche striscia nel giornale di quegli anni “Il corriere dei ragazzi”. Spulciando in rete si trovano alcune puntate che mi riportano indietro nel tempo e rinnovano lo stesso divertimento di allora. Buona visione 🙂

la spinta del tempo

Scricchiolavano le catene
con le mani avvinte
al suon di cantilene
e di energiche spinte,
al cielo s’innalzavano
gioiose grida e risate.
Tra gli ultimi giochi
di una lunga vacanza
capocchie di violacei crochi
annunciavano autunno.
Ho scordato alcuni nomi
di amiche stagionali,
sfumati nell’aria
con la spinta del tempo.

Daniela,maggio 2016

altalena

La sala dei ricordi. Miniracconto

La sala della nonna la rivedo così come quando bambina ne respiravo spesso il profumo e ne assorbivo il calore. Sul tavolo grande ed antico un vaso in mosaico a tessere colorate con fiori secchi di profumata lavanda,una finestra aperta con le tende spinte dal vento che accarezzava le sanseverie appoggiate a terra ognuna col suo nastro di raso verde.
Da un quadro appeso una natura morta dai colori autunnali con melograni cedri e noci su un vassoio di rame martellato mi ha sempre fatto sgranare gli occhi per quanto sembrasse tutto così vero.
Sulla madìa intarsiata ricoperta da un telo di lino ricamato civettava nel suo abito rosa e pizzi bianchi una bambola dai capelli lunghi e morbidi e dal viso malinconico poco infantile pareva custodire quella scatola di latta accanto piena di biscotti , disegnata e recante scritte ormai dimenticate .
Il divano ordinato con cuscini variopinti in piastrelle di lana e una coperta per salvarlo dalle unghie del gatto di turno era il posto preferito su cui distribuire figurine dalle raccolte mai del tutto terminate.Di fronte un televisore,quella scatola che pareva allora assai magica e da cui noi bambini potevamo guardare solo ciò che decidevano per noi,per cui dopo qualche minuto l’attenzione si spostava su giochi più tangibili.
Un mobile con radio enorme dalle grandi manopole chiare che si accendeva poco per non disturbare il chiacchiericcio fra le donne di famiglia era il riempitivo di una parete assieme a una credenza in stile liberty dalle cui vetrinette facevano capolino i vasi di caramelle sempre riassortite. E sul pavimento,in un’angolo, neppure troppo nascoste, le ciabatte di panno infeltrito per gli ospiti,da indossare obbligatoriamente per non rovinare lo strato di cera tirata e lucidata a mano, orgoglio e mania di nonna.
Sicuramente sto omettendo altri particolari che forse colpivano poco la mia curiosità e attenzione di bimba,o forse nel frattempo li ho sempliemente scordati… Quanta infanzia passata lì,quante gioie e qualche pianto, quante merende di casalinga preparazione e quanti pranzi festivi che facevano quasi un tutt’uno con la cena…Ricordi piacevoli,alcuni nitidi altri un po’ meno ma sempre pieni d’amore.
Daniela,aprile 2016

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Luce tra le ombre

Luce tra le ombre
nobile e fiera
di un glorioso passato
velata di mistero
che la notte dona
rifletti il tuo viso
sull’umido specchio
che involontario
deforma
la tua bellezza.
Sospiri nostalgica
ricordando
fruscii di sete
d’ampie vesti
struscianti
su selciati
sonoramente picchiettati
da sfiziose scarpette
risate e sussurri
di cipriati volti
incorniciati
da boccolose parrucche
e romantiche note
canticchiate
all’amata
dalle vicine calli.
Mutati i tempi
i costumi e le genti
inossidabile resisti
in un presente
che sfuggente ed avido
offusca ma non cancella
la magia
che solo tu
custodisci nel cuore.
Daniela,marzo 2016

Foto di Kalosf “Ombre”

ombre kalosf

Memoria azzerata

Una riflessione sulla memoria,una ricchezza alla quale attingiamo gioie o tristezze passate,nomi,volti,luoghi e tutto ciò che ha arricchito la nostra vita;dunque estremamente importante per creare collegamenti col presente. Ebbene da quando mia madre dopo una seria ipossia perse gran parte della memoria mi son sempre chiesta cosa in realtà ricordasse della sua vita, perchè nei due mesi che ha trascorso in tale condizione prima di andarsene, noi famigliari abbiamo avuto  la sensazione che si ricordasse soltanto cose legate alla sua infanzia-giovinezza. Parlava con noi ma non abbiamo mai avuto la certezza che le sue risposte peraltro vaghe fossero date con la consapevolezza di chi avesse davanti a sè. So che non c’è risposta a queste domande,ma nel calvario che le abbiamo visto trascorrere c’era sicuramente un mio malessere profondo nel non poter sapere come veramente si sentisse,cosa stesse provando ,se avesse ogni tanto qualche barlume in più,qualche spiraglio di memoria riacceso dalle nostre voci che le ricordavano particolari della nostra vita insieme.E’ incredibile come a distanza di anni mi ritorni sempre in mente questa cosa,questa impossibilità di comunicare come avevo sempre fatto con lei in uno splendida confidenza che andava oltre quello di semplice madre/figlia.
La funzionalità del “corpo macchina perfetta” è assai labile,bastano pochi istanti in più senza l’assoluta rapidità di soccorso perchè si inceppi un meccanismo così complicato e delicato. Ed è una tragedia nella tragedia,perchè pur sapendo che non si sarebbe ristabilita,avrei voluto avere almeno la possibilità di parlarle come sempre,di sentirle pronunciare ancora una volta il mio nome e non solo quello dei suoi genitori e  nonni,di poter fare qualcosa in più per lei,di rendermi conto di cosa percepisse e anche della sofferenza che provava.
Anche se è noto che il decorso di un brutto infarto può causare totali o parziali vuoti di memoria, mi capita spesso di avere ancora questi pensieri,quasi come se fossi stata io a smarrire la chiave per la combinazione che avrebbe potuto aprire la porta dei suoi ricordi.
Daniela,marzo 2016

Artwork by Agostino Arrivabene

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Quando il cuore tornò

Rammento il periodo
non di preciso il giorno
in cui persi contatto
col mio cuore,
fu introvabile
per qualche tempo
fuggito per paura
o per legittima difesa.
Non mi preoccupai
poichè di certo
sarebbe tornato
prima o poi
per cogliere emozioni,
gioire e soffrire in me.
E come in silenzio
s’era dileguato
così lo ritrovai
in un giorno di primavera
quando il gelo
dell’inverno
era ormai sciolto.
Ascoltai
la sua voce
timida e lieve
che narrava
di lontane pene,
lo confortai
rassicurandolo
che erano ormai
diventate ricordi.
Daniela,marzo 2016

Artork by Catrin Welz Stein

Catrin Welz-Stein 2

Totale abbandono

Tutto è fatiscente
ombra tragica di un passato
ogni graffio è una lacrima
per l’impietoso abbandono,
cocci sparsi di storie
di cui tappezzerie lacerate
erano intrise.
Quasi indenne resiste
la solitaria tastiera
del pianoforte ferito,
nostalgica rimpiange
le flessuose agili dita
che l’accarezzavano ispirate
da melodie lasciate all’oblìo.
Daniela,16 settembre 2015