Passaggi di tempo

Va da sè che col tempo il nostro animo si deforma, assume asperità inaspettate o si smussa dietro precise dittature del cuore. Una trasformazione obbligata ma rincresce
comunque perdere la copia autentica del nostro io…Penso e mi chiedo chissà come sarebbe ora, fosse rimasto intatto, completamente inalterato dalle altalenanti forzature della vita… Ci si osserva con occhio critico ed è come vedere il nostro volto deformato attraverso un bicchiere pieno d’acqua; ci si riconosce per istinto ma pare strana la nostra primaria indole, così cambiata attraverso le sommate stagioni e anche se sentiamo che dall’interno bussa con rabbia non possiamo più cambiarle i connotati ormai…

Daniela Cerrato, 2018

© John Midgley Photo

© John Midgley

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Prima di ogni acquisto…

Acquisti su internet:  nessuno regala la merce dunque prima di ogni acquisto credo sia giusto pensare al rapporto prezzo/qualità e non lasciarsi abbindolare solo dai prezzi ultra-stracciati… la lettura di questo articolo è l’ennesima prova di quanti specchi per le allodole ci siano in giro per la rete; personalmente preferisco toccare con mano e comprare presso i negozi a me vicini, per lo meno posso ritornarci per eventuali problemi post acquisto…

https://www.internazionale.it/notizie/alexis-c-madrigal/2018/01/21/aziende-instagram-pubblicita

Foglie cadenti

Dondoliamo come altalene, anche in assenza di vento, volteggiamo sospese
coi nostri abiti dorati, striati di residua clorofilla, minuscoli alianti sganciati, aereoplani di qualche formica laboriosa o altro insetto che si ritrova a sua insaputa al punto di partenza; se vestiamo il giallo più intenso, come lucciole silenziose del suolo ravviviamo il prato rimasto sfiorito, e nei lunghi viali alberati,  in giornate grigiastre, offriamo alla vista un enorme raggio di sole che i passi sollevano e schiacciano con noncuranza, mentre le poche rimaste sui rami s’aggrappano con forza temendo la pioggia. Dopotutto è si lieve, ma così breve la nostra danza…

Daniela Cerrato, 2017

immagine da web libera da copyright

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Schiene o arazzi?


Dopo la quantità di enciclopedici tatuaggi in bella vista ostentati da molti e sfilati davanti agli occhi per forza di cose, devo dire che mi sento controcorrente, forse fuori moda, ma tant’è che quei virtuosismi inchiostrati continuano a non intrigarmi e credo non accrescano la sensualità o il potere di attrattiva di una persona, anzi, a volte la rendono meno autentica se non addirittura ridicola rispetto al suo portamento, carattere e modo d’essere.
Così preferisco esser rapita da un sorriso che da un affresco tatuato su una intera schiena, mi perdo volentieri nel verde screziato di grigio di luminose iridi, non nella lettura di una parte di testo che campeggia sul totale di un arto palestrato. Alla pelle preferisco dare la mia spontanea lettura, sulla sua levigata intierezza e profumo, ed è assai più sensuale poterci scrivere senza inchiostri che doverla leggere distraendosi da altri obiettivi…
So che probabilmente sarò tra pochi a pensarla così, volevo esprimere giusto il mio pensiero, poi i gusti sono tanti, per fortuna tra vari colori e pure tra il bianco e il nero e della propria pelle ognuno fa ciò che vuole, son la prima a dirlo, dunque nessuno si senta per questo offeso.

Daniela Cerrato, 2017 (Immagine da web)

tatuaggi

Alle umane follie


Credo che rimarrò fermamente decisa a restar aggrappata alle speranze, pur se a tratti appaiono stinte, sbiancate come eburnea materia da venti di umane follie, mi rifiuto di immaginare il tutto perduto, l’ecatombe spaventosa che seguirebbe alla violenta
risposta che inneggia a stragi evocanti un nefasto passato; il mio braccio non sventolerà
altro se non il drappo di pace, trattengo la rabbia sottopelle, reiniettata da poco, per  gesti assurdi frutto di insanità mentali,  proverei ribrezzo ad assomigliare anche da lontano a chi ha sete di rinnovata guerra e gioca pesante ad annientar la Terra.

Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Alfred Boucher (1850 – 1934)

Alfred Boucher

La strada

L’inanimata strada s’intenerisce osservando lo scambio di dolcezze ormai desuete di una coppia d’altri tempi. Nel silenzio della sera il contatto delle loro guance è tepore che riscalda anche il selciato, stanco di freddi andirivieni indaffarati e indifferenti ai battiti del cuore, talvolta offensivi nei confronti di alcuni passanti che la percorrono. E sì, si rattrista un poco nel vederli sparire oltre l’angolo, nel perdere il contatto coi loro sospiri, le loro voci sussurrate e il loro sincrono andamento lento; e a dimostrare la dolente nota un lampione d’improvviso si smorza, come un occhio che si chiude per non guardare il vuoto da essi lasciato. Ma spera di vederli passare ancora.

Daniela Cerrato, 2017

“A Man and a Woman Seen from the Back”, 1886, Vincent van Gogh

A Man and a Woman Seen from the Back, 1886, Vincent van Gogh

Pensando fra me e me…

Dimmi del vento, di quando si fa violento e ti scuote anticipando l’ira del cielo che si oscura fino a scagliarti addosso l’improvviso temporale, di quando odi la pioggia sopraggiungere da lontano e sai che non potrai sfuggire alla sua furia passeggera, aggravata talvolta da raffiche di ghiacciati proiettili che distruggono ogni tenerezza.
Dimmi se la rugiada ti molesta, scivolando lenta come piuma dispettosa sulla tua pelle sottile e fresca nel primo mattino, mentre stai ancora sonnecchiando; o di quando il sole insiste a pungolarti con le sue brucianti lance del mezzodì infuocato.
Son qui che ti ammiro nella tua vigorosa veste color speranza e mentre l’ippocastano da te poco distante mi offrirà a breve il provvidenziale riparo dalla temperatura intollerabile, divago e penso che anche per il mondo vegetale non sia poi così semplice esistere.
Daniela Cerrato, 2017

Foto personale ©
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Sarà bene fermarci a riflettere

Il nostro malcontento nasce principamente dalla mancanza di presa di coscienza e di vera volontà di cambiamento che ci rende sempre più schiavi di politici arroganti e incapaci. Per migliorare la nostra condizione sociale dovremmo abbandonare quello stato di apparente comodità che ci relega a semplici numeri di un gregge infinito, assumerci le responsabilità divenendo veri artefici, partecipanti attivi della nostra storia, anzichè subire ciò che gli altri impongono grazie alla nostra apatia.
Lascio di seguito un filmato, estremamente interessante di una conferenza del professore di teoria politica Maurizio Viroli, ruberà un po’ di tempo ma è senza dubbio ben speso poichè apre a illuminanti riflessioni sul potere politico , sulle illusioni che addolciscono i nostri malesseri e non solo…. Per oggi mi fermo su queste riflessioni, aggiungendo la citazione del Machiavelli, di cui il prof.Viroli condivide il pensiero.

“Tu bada ben che l’aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruovoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L’errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecate.”
– Nicolò Machiavelli, Scritti di governo

Grazie per l’attenzione.

 

Zampillo

Dal beccuccio di ottone ossidato
acqua scende lenta, zampilla
dalla fonte e qualche stilla
schizza sul bordo della vasca

rinfresca i colombi accaldati
che grugano e vanno zigzagando
pare si muovano rallegrati
dalla frescura e quasi danzando

salutano la fontana della piazza
antico sollievo fra odorosi tigli
impettiti e schierati a contornare
le bancarelle del mercato rionale

che la domenica lascia spazio vuoto
silente e religioso, benefico riposo
in cui il traffico  meno sostenuto
offre miglior respiro e se occhi poso

sulla prospettiva del largo alberato
pare quasi si accenda la memoria
di quando la città aveva più fiato
e la pedalata era d’uso, obbligatoria.

Daniela Cerrato, 2017

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Pensiero volante

Certi luoghi o persone lontane nel tempo risalgono dalle profondità della mente e proprio ora,a distanza di anni,mi chiedo perchè non le abbia fotografate  per documentare quella parte di vita vissuta . Forse la risposta sta nel fatto che allora mi accontentavo di vivere le situazioni senza pensare che avrebbero avuto una fine…
Daniela,2017

“Landscape with a Church” Vincent van Gogh 1883

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