Saggia prudenza

Nostra esperienza suggerisce
mai svelare troppe confidenze
a chi veri segreti aborrisce
trasformerà in mere pestilenze
anche sogni assai innocenti
meglio riservarli al proprio cuore
non alimentar bisce e serpenti
che di verbo spergiurano onore.

Daniela,2016

Dipinto di Lucien Levy, “Confidence”

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Questo nostro abito

A tutti viene consegnato dalla nascita l’abito della vita,unico e personale, tanto leggero che all’inizio neppur ci si accorge d’averlo indosso.
Col tempo s’impara a conoscerlo, ad apprezzarne l’originalità e  valorizzarla adornandolo con qualcosa di più o meno vezzoso per sentirlo ancor più a singolar misura, oppure si preferisce conservarlo senza intaccarne assolutamente il confezionamento naturale.
La spensieratezza lo rende via via più sgargiante,ma non sempre mostra il meglio di sè poichè lo scorrere degli anni inizia a sfrangiarlo,i dolori a sfittirne la trama e qualche noia a renderlo grigiastro.
Per forza di cose,trascorsi i periodi tristi col tempo s’inizia a proteggerlo ad averne cura, a rammendarlo,  smacchiarlo,si tenta di riportarlo all’iniziale aspetto: talvolta sembra quasi un’operazione riuscita. Ma strada facendo ci si accorge che fa difetto,inizia a non esser più così leggero e cucito a misura,se ne percepisce in alcuni giorni quasi una semi estraneità; a volte pare stretto, scivoloso, urticante, scomodo, addirittura ci sono giorni che proprio si disconoscerebbe.
Ma è nuovamente questione di tempo e queste intolleranze tendono a svanire; la sua preziosità e unicità non la si deve e non la si può dimenticare, anzi la si rivaluta ogni volta che si compara il proprio ad abiti più lisi e malconci, impossibili da rinnovare o addirittura definitivamente perduti.
Dunque saggiamente e pazientemente teniamocelo stretto sempre, anche quando ci pare urticare i nervi, poichè non c’è ricambio, impariamo ad amarne anche i difetti che spesso son davvero minimi, e se osserviamo bene c’è sempre nella sua trama un filo dorato che ce ne rammenta la provenienza.

Daniela,giugno 2016

Art by Galya Bukova (Bulgaria)

by Galya Bukova in Bulgaria

Speranza

A ragion veduta
l’uomo tende
a rinnovar speranza
di salvar corpo ed anima
dagli inferociti abissi,
anelare all’infinito
viaggiando con la mente
oltre ogni bruttura,
tra cieli sconfinati
d’incontaminato azzurro
per scrutare possibili avamposti,
e infuso di amorevole spirto
lasciarsi trasportare
dal benevolo vento
della fratellanza,
passare per corridoi
di luce promettente pace
e approdare in luoghi
ove ricominciare
a respirare pura serenità,
dove abbracciare
valori primordiali
di uguaglianza e libertà
persi nel tempo
per sua stessa colpa,
dimostrando saggezza
criterio di vita,
rivalutando molti beni
intangibili ed assai più preziosi
di ogni materiale sostanza.
Volare così in alto si può
e non solo con la mente…

Daniela,dicembre 2015

 

 

Citazione #Cervo Zoppo

Un uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose. Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio degli insetti. Se ne sta seduto, con il viso rivolto a ovest, e chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro. Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui. Anche lui emana qualcosa: come e che cosa io non lo so, ma è così. Io l’ho vissuto. Uno sciamano deve appartenere alla terra: deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro. Cervo Zoppo – Sioux

Lame Deer (Cervo Zoppo), traduzione inglese del suo nome in lakota che è Tahca Ushte