Rosso e nero

Tra il rosso e il nero  prende
il petalo sfumature d’una sorte;
di passione l’uno accende,
l’altro può rivelare morte.

Simbolismo tinto d’amor fatale,
voce che ci racconta
tra il bene e il male,
dell’uomo a cui monta

la follia che al delitto
conduce, sì che la ragione
è vinta da istinto, e inflitto
il lutto, del dramma v’è doppione.

Daniela Cerrato, 2017

“Crazy passion” Photo by Paul Militaru :  https://photopaulm.com/2017/06/17/crazy-passion/
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La tentazione delle nuvole di Georges Rodenbach (1855 – 1898) Traduzione di Marcello Comitini

I viaggi delle nuvole sono visioni riprese e dipinte da famosi artisti, che spesso anche noi fotografiamo, nel loro scorrere naturale in cielo o riflesse sui vetri delle finestre, gli occhi delle case che trasmettono, attraverso sagome dinamiche, la vita interna o esterna, secondo la luce diurna o notturna ; le stesse sono state raccontate dalla poesia che segue di Georges Rodenbach, poeta e scrittore belga di corrente simbolista, di cui pubblicai un’altra poesia due anni fa.
Questa Tentazione delle nuvole è stata  tratta da LES VIES ENCLOSES, testo pubblicato nel 1896, e tradotta dall’ormai impagabile Marcello Comitini, già noto traduttore ed estimatore del pensiero Baudleriano, che è riuscito ad arrivare a questa versione per me straordinaria, di non facile quadratura, poichè da quanto ho inteso è stato difficile per lui calarsi nel pensiero dell’autore  che ha una percezione diversa della vita e della realtà. Ma Comitini è giunto a dare un’equilibrio e una freschezza contemporanea ai versi ove, usando le sue stesse parole “…l’anima non appare più un soffio spirituale che aleggia sull’uomo: ho favorito quell’aspetto materiale dell’anima Baudelariana che, arroccata serenamente su una roccia cristallina, viene tentata dalla bellezza della sua amata. E ho tentato pure di dare un corpo sensoriale ai “vitres” del francese usando la doppia identificazione della stessa espressione con “vetri delle finestre” del primo verso e poi solo con “finestre” nei successivi versi. Ho così inteso restituire quell’armonia logica che il poeta ha costruito con le due espressioni “vitres” e “verre”… ”
Lascio in calce anche la versione originale e spero godiate anche voi di questa “tentazione”.
  Grazie Marcello!!

LA TENTAZIONE DELLE NUVOLE

I vetri delle finestre glauche di vecchie case
sono una parete umile, che si pone invano
tra la febbre della vita e la serenità in cui l’anima è chiusa.
Hanno solo offuscato il richiamo degli orizzonti.
Il cielo lontano vi scorre senza sosta e li ravviva
con la seduzione dei suoi bei viaggi affascinanti.
E le nuvole, che sono gli abiti del tempo si riposano
dentro questi armadi di vetro.
Gli ampi ori liquidi del mezzogiorno, i viola della sera, le albe,
tutto quello che passa e incessantemente si allontana,
stanno tentando l’anima sognante, che si credeva in salvo
dietro il cristallo della sua rinuncia.
Ah! Le finestre, simbolo eternamente elette dalla vita,
riflettono la vana ebbrezza della fuga,
sono complici del cielo in movimento che invita
come se la felicità si trovasse altrove!
Tentazione delle finestre ingannatrici
che diffondono nell’ombra intima delle case
l’incostante umore degli orizzonti cangianti
e i loro rosa e le loro fiamme silenziose.
E soffri, povera anima segregata, tu che sognavi
con la saggezza calma delle anime che rinunciano,
perché le finestre illuminandosi o scurendosi
si riempiono dell’ardore febbrile dei progetti.
Le finestre hanno tradito! Luoghi mal sorvegliati!
Ma le finestre, già per aver accolto i vecchi tramonti,
hanno subito assunto l’aspetto di vecchie cortigiane
che le nuvole hanno imbellettato!

(traduzione di Marcello Comitini)

LA TENTATION DES NUAGES

En vain les vitres glauques des vieilles maisons
Sont un rempart de verre humble qui s’interpose
Entre la vie en fièvre et la calme âme enclose,
Elles n’ont qu’embrumé l’appel des horizons.
Le lointain ciel sans cesse y passe et les aère
Du prestige de ses beaux voyages tentants ;
Et les nuages qui sont les robes du temps
Se reposent parmi ces armoires de verre.
Les midis, d’un vaste or fluide, le soir mauve,
L’aube, tout ce qui passe et part incessamment,
Vient tenter l’âme en songe et qui se croyait sauve
Derrière le cristal de son renoncement.
Ah ! les vitres, toujours reprises par la Vie,
Qui, reflétant la vaine ivresse du départ,
Sont complices du ciel en marche qui convie,
Comme s’il y avait le bonheur autre part !
Tentation dans les vitres fallacieuses
Qui propagent, en l’ombre intime des maisons,
La vagabonde humeur des changeants horizons
Et leurs roses et leurs flammes silencieuses.
Et tu souffres, pauvre âme enclose, qui songeais
Dans le sage insouci des âmes qui renoncent,
Car les vitres qui s’éclaircissent ou se foncent
S’emplissent de l’ardeur fiévreuse des projets.
Les vitres ont trahi ! Demeures mal gardées !
Mais les vitres déjà, pour avoir accueilli
Les vieux couchants, ont pris soudain un air vieilli,
Courtisanes que les nuages ont fardées !

(Georges Rodenbach)

Foto di Cerrato Daniela

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Cesare Laurenti (Mesola 1854 – Venezia 1936)

Cesare Laurenti fu un’artista che si formò a Ferrara e poi a Padova ove fu allievo dello scultore Luigi Ceccon; frequentò l’accademia di Firenze dal 1876 al 1878 anno in cui si trasferì a Napoli dove conobbe Domenico Morelli per poi andare a Venezia dove iniziò un ciclo di opere di genere sulla scia del Favretto pittore allora molto in voga nella città lagunare.
Dal 1891 dopo aver ottenuto un premio per l’opera Le Parche alla treinnale di Milano, iniziò la sua svolta verso una visione più introspettiva e si orientò verso la pittura simbolista ricca di allusioni metaforiche. Iniziò il suo periodo migliore in cui si dedicò anche a grandi cicli decorativi, come il fregio in ceramica per la Sala del ritratto moderno alla Biennale del 1903, e gli affreschi in due sale da pranzo dell’Albergo allo Storione di Padova del 1905.
Laurenti fu un artista completo che si dedicò alla pittura all’illustrazione, alla scultura e all’architettura lasciando segni tangibili del suo percorso artistico alle principali mostre internazionali europee oltre che alle biennali veneziane.
Fu anche abile ricercatore di nuove mescolanze di terre e pietre per ottenere colori più chiari e meno cupi rispetto a quelli ad olio, che bandì dalla sua pittura sostituendoli con una tempera particolarmente fluida e trasparente in cui vi penetrava la luce e che stese a velature sopra una preparazione bianca corposa base perfetta per dar forma ai contorni delle sue visioni.
Purtroppo non riuscì a portare a termine un suo grande progetto sul Monte Mario a Roma; infatti avrebbe voluto edificare un maestoso monumento a Dante Alighieri di cui presentò il progetto nel 1911 e a cui lavorò con passione sino ai suoi ultimi giorni di vita. Il modello in gesso della seconda versione del progetto (1929-33) andò distrutto durante la seconda guerra mondiale e dell’opera si conservano soltanto alcuni disegni progettuali presso il Museo civico di Ferrara.

Cesare Laurenti  “La parabola” 1895

cesare laurenti la parabola 1895

Le parche, 1891

cesare laurenti parche 1891

“Marchesa Moschini Dondi “, 1901

cesare laurenti marchesa moschini dondi dell'orologio 1901

“Primo dubbio”,1891

cesare laurenti primo dubbio 1891

“Il peccato” 1892

Cesare Laurenti il peccato 1892

“Strada con figure”

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“Le tre Grazie”

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Gustave Kahn, “I rifugi degli innamorati” (traduzione di Marcello Comitini)

Note Biografiche : Gustave Kahn (1859 -1936) è stato uno scrittore ebreo francese nato a Metz in Lorena e trasferitosi a Parigi nel 1870, debuttò ancora giovanissimo nella vita letteraria; dopo un soggiorno in Africa, fondò insieme con J. Moréas le riviste d’avanguardia  La vogue e Le symboliste. Dal 1888 fu direttore della Revue indépendante, poi giornalista al Mercure de France. Ebbe parte notevole nel movimento simbolista, di cui ripercorse i momenti salienti (Symbolistes et décadentes, 1902; Les origines du symbolisme, 1936), e fu uno dei primi a rivelare l’arte di Paul Verlaine. Fu anche il primo teorico del verso libero, da lui sistematicamente usato nella raccolta Les palais nomades (1887). Artista sensibile e raffinato, abbondò di parole rare, d’immagini e metafore attinte particolarmente dall’Oriente.
Oltre a dedicarsi alla poesia  Kahn è stato un intellettuale che ha scritto romanzi , opere teatrali,  critico letterario e  anche critico d’arte (scrisse un libro su Felicien Rops) ; è stato anche un discreto  collezionista che seguì lo sviluppo della pittura e della scultura fino alla sua morte. Inoltre ha giocato un ruolo in una serie di dibattiti su questioni pubbliche, tra cui l’anarchismo , il femminismo , il socialismo , e il sionismo .Sua moglie Elizabeth si convertì all’ebraismo in segno di protesta contro l’ antisemitismo , cambiando il suo nome a Rachel.
Dopo la  morte  i suoi manoscritti sono stati collocati nella collezione della biblioteca della Hebrew University di Gerusalemme .
Sul numero di Febbraio del 1905 della rivista internazionale “Poesia” fondata nello stesso anno da Filippo Tommaso Marinetti e Sem Benelli fu pubblicata la poesia di Gustave Kahn dal titolo “Le refuge des amoureux”. La riporto qui di seguito in versione originale e tradotta da Marcello Comitini che pubblicamente ringrazio per la traduzione e per averne concesso la pubblicazione.

I rifugi degli innamorati
(di Gustave Kahn,traduzione di Marcello Comitini)

I rifugi degli innamorati
tutti ombrosi di foglie verdi
tutti profumati di violette,
i palazzi degli innamorati!…
Le finestre si aprono sull’erbetta
e sugli ampi viali deserti
d’un grande parco dai nidi numerosi.
I nascondigli degli innamorati
li abbiamo scoperti,
o bella dei miei anni
d’amore, di lotta e di sconfitte,
e di vittorie riportate
alla luce cara dei tuoi occhi!
La carrozza degli innamorati
è avanzata verso i nostri desideri.
Ottobre era il nostro inserviente
tanto cerimonioso e serio
che ti fece sorridere.
La corona degli arboscelli
s’ingialliva di foglie d’oro.
Il sole parsimonioso
centellinava le sue monete dorate
al bel suolo rossastro e rugoso
dove avanzavano i nostri passi incantati.
Era l’anno del nostro amore,
un ottobre grave e serio.
La nostra barca verso Citera
fu uno orribile battello
che tra le onde grigie e senza luna
beccheggiava all’occhio rosso d’un faro;
ma il sogno che tutto ammanta
imbelletta la vecchia Cibele
e dardeggia con raggi d’agosto
sull’inverno di malinconiche lagune
che evocano nel mezzo della notte nera
le voci calde delle Nereidi
per salutare la gioia senza rughe
della nostra fortuna di partire.
La nostra casa d’innamorati
è piccola e senza lussi;
da lì si scorge un imbonitore,
un teatro e quel che basta
della strada per vedere passare i carri
di gioia crassa e infelice;
ma è la casa degli innamorati
che si stringono per aver più tepore
e resistere meglio all’inverno.
E voi che fate quando il tempo è caldo?
Noi partiamo, mia cara cara signora,
e ci portiamo dietro la nostra Citera
col treno e con la nave.

 

Le refuge des amoureux

Les refuges des amoureux
tout ombreux de feuilles vertes
tout parfumés de violettes,
les palais des amoureux!…
Leurs vitres s’ouvrent sur l’herbette
et les grandes avenues désertes
d’un grand parc aux nids nombreux.
Les cachettes des amoureux
nous les avons découvertes,
0 belle de mes années
d’amour, de lutte et de défaite,
et de victoires remportées
à la clarté de tes chers yeux !
Le carrosse des amoureux
s’est avancé vers nos désirs.
Octobre était notre coursier
tant grave et cérémonieux
que cela te fit sourire.
La couronne des arbrelets
se jaunissait de feuilles d’or;
le soleil parcimonieux
ménageait ses écus d’or
au beau sol rougeâtre et rugueux
où passaient nos pas charmés.
C’était l’année de notre amour,
un octobre grave et serieux.
Notre barque vers Cythère
ce fut un affreux steamer
qui par les flots gris et sans lune
tanguait vers l’œil rouge d’un phare;
mais le rêve qui pavoise tout
à la vieille Cybèle met du fard
et darde des rayons d’aout
sur l’hiver aux mornes lagunes,
évoquant parmi la nuit noire
des voix chaudes de Néréides
pour saluer la joie sans rides
de notre heur en notre départ.
Notre logis d’amoureux
est étroit et pas fastueux;
on en découvre un emballeur
un theàtre, et, du boulevard
assez pour voir passer les chars
de la joie grasse et sans bonheur;
mais c’est un logis d’amoureux
qui se serrent pour avoir plus chaud
et mieux résister à l’ hiver.
Et que faites vous aux temps chauds?
Nous partons, chère madame ma chère,
et transportons notre Cythère
par chemin de fer et bateaux.
(Gustave Kahn.)

Gustave_Kahn,_portrait Nella Foto: Gustave Kahn

Nestor Martin Fernandez de la Torre (1887-1938)

Las Palmas de Gran Canaria non è solo una meta turistica amena ma è la terra che ha dato i natali a Nestor Martin Fernandez de la Torre (1887-1938) un pittore simbolista che ha rappresentato una visione mitologicizzata del suo mondo isolano ispirato ai classici.
La prima formazione è avvenuta a Las Palmas,nel 1899 il pittore catalano Eliseu Meifrén Y Roig lo accolse nel suo studio poi nel 1902 si trasferì a Madrid dove entrò a far parte dello studio di Rafael Hidalgo De Caviedes e realizzò le sue prime copie al Museo Del Prado.Nel 1904 iniziò il suo peregrinare per l’Europa introducendosi negli ambienti artistici più all’avanguardia;a Bruxelles,Londra e Parigi venne a contatto con simbolisti e preraffaelliti .Attinse da queste influenze artistiche affinando ed arricchendo la sua produzione pittorica che arrivò ad avere un prestigio mondiale.
Il suo studio passò da Barcellona a Madrid nel 1920 e con suo fratello,l’architetto Miguel, assunse incarico della ricostruzione del Teatro Perez Galdos tra il 1925 e il 1928,anno in cui disegnò anche la testata di El Pais,periodico (nato proprio in quell’anno)
Conservò il suo studio a Parigi fino al 1933 poi dopo aver accettato i lavori di
decorazione del Casinò di Santa Cruz di Tenerife decise di tornare definitivamente a Gran Canaria nel 1934.
Morì prematuramente a soli 51 anni lasciando incompiuti i suoi lavori su Poema della Terra dell’Acqua e del Fuoco.
Per interessare i turisti alla cultura e all’arte di Gran Canaria fu proprio il fratello Miguel che si incaricò di progettare il Museo Nestor nel 1956.
So che sono di parte poichè amo particolarmente la pittura simbolista,ma son certa che esprimo un parere condivisibile dicendo le sue sono opere grandiose. Qui di seguito alcuni suoi lavori.

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