Quattordiciottobre

Forte rimbalza di ramo in ramo
un gracchiare corvino, quasi sinistro,
nel dì ottobrino mesto e denso
d’incenso, nastri porpora e pallidi fiori
e di morte recente, ignaro, si fa voce;
un corpo disteso e freddo ora giace,
ma il sangue dei sopravvissuti cuori
ha già afrore, nel suo andar melenso,
di inesorabile egual sorte, chè già un ministro
per tutti smorza vital residuo con cinico richiamo.

Daniela Cerrato, 2017   —-        Photo by  ©Jumy-M

Jumy-M

Compiacenza (in triplice senryū)

Fu amor vero
ma nel corso del tempo
cercò suicidio.

Non volle fiori
non pretese compianto
desiò svanire.

Così la sorte
accontentò infine
sua volontà.

– Daniela Cerrato, 2017  (immagine libera da copyright)

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Cuori nomadi

Sono cuori nomadi
le sanguigne vele
che solcano stanche
onde d’alterna quiete
cuori dolenti
per i graffi ricevuti
in scorribande
di piratesco andazzo
ma il vento propizio
soffierà leggero
medicando ogni ferita
come sempre è stato
per loro buona sorte
finchè riacquistata
la forza primaria
per un nuovo arrembaggio
intraprenderanno spavaldi
nuove correnti
come se nulla mai
potesse annientarli.

Daniela settembre 2016

Dipito di Fred Boutet,acrilico su tela.

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Un gioco di equilibri

Si vive costantemente
in un gioco di equilibri
a volte pericolanti
su fili sottili
di precaria tenuta,
ci sentiamo vacillare
su vari fronti
con le nostre paure
senza un’appiglio
timorosi,talvolta stanchi
di accusare colpi.
Poi tutto si ribalta per natura
o nostra abilità nel trovare
il giusto contrappeso
alla scivolata rovinosa
e torniamo a camminare
di nuovo sicuri
sulla larga trave
delle nostre certezze.
Almeno per un pò.

Daniela,2015