Umori (tra assenze e presenze)


Soglie serrate dalle intemperie stinte
sono occhi stanchi di tollerare
il silenzio di un calore fuggito
e osservano mestamente tra velature opache
viandanti attenti a fotografare l’eco
di storie che furono; ma un po’ di tepore resta
tra tinte mediterranee di vecchi muri
carezzati dal vento, riscaldati da pallidi raggi.
Tende polverose oscurano un privato assente da tempo,
ma da contrade traverse pare d’udire suoni e rumori
di presenze, si protende l’orecchio se incuriosito
e i passi lo seguono, forse non tutto è fuggito.
Biancheria stesa all’aperto, nella piazza rischiarata
da un sole sfiancato che si fa coraggio,
infissi che abbracciano la luce e piante esposte,
cicli addossati ai muri in attesa d’un via
e l’inconfondibile sentore di soffritto sfrigolante
sono tracce d’umori presenti, pregni d’intimo radicamento,
il paese non è un luogo fantasma, ancora respira
e nell’aria non s’avverte solo malinconica atmosfera
ma tenue soffio di speranza per comunità in accrescimento.

Daniela Cerrato, 2017

Salvador Dalì, “Desert landscape” , 1934

Salvador Dalì, secret landscape, 1934

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Dopo arida terra ancor c’è un paradiso

Il dolore blocca, ma sorriso chiama sorriso,
uscir dai gusci occorre, se si vuole provare
come tartaruga, a rinnovar battesimo in mare
dopo arida terra ancora c’è un paradiso.

Perciò raccoglierei le tue mani come teneri fiori
nelle mie delicate esili dita che brulicano
di pensieri formicolanti su per gli avanbracci tesi;
e i sorrisi dispensati quasi senza ammiccare,

sarebbero luminescenze decise ad uscir fuori
dai cuori persi nel buio, che pure accorti, tentano
di acquisire fiducia nei timidi cenni protesi
a radunar coraggio e ancora scegliere di andare…

Daniela Cerrato, 2017

Galoppo tardivo

Da tempo infinito
dimenticato in soffitta
tra vari oggetti dismessi
attendi quel bimbo
che un dì smontò da sella
nell’ ultima corsa
della sua infanzia monella
altri giochi scalzarono
il dondolìo cullante
del tuo legno robusto
che sotto polvere mostra
gli inalterati colori,
che strana la vita or quando
dalle stelle alle stalle
muta fulminea condizione,
tu sei sempre lo stesso
pronto a muovere il passo
eppure immobile resti
ad attendere ancora
speranzoso di udire
chissà, forse un giorno
qualche risata dintorno
una mano che rimuova
quello strato di oblìo
e ti doni aria nuova
per un galoppo tardivo.
— Daniela Cerrato,2017         _________    Immagine da web

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Dammi la mano

Dammi la mano
chè la notte è scura
nelle sue pieghe
si celano insidie
tormenti inquietudini
incubi ancestrali.

Dammi la mano
se la stringo
sarà come accendere
una luce di speranza
sulla via più breve
verso un sogno migliore

Dammi la mano
sento la tua guida
indispensabile
perchè io possa ancora
procedere serena
su questa Terra.

Daniela,2016

Dipinto  di Andy Kehoe,”Dark and light radiate the night”

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Dal medesimo scoglio

Ho scrutato il cielo
cercando un tuo cenno,
un tuo sorriso
pari solo al sole
per bellezza e calore.
Senza arresa persevero
al di là d’ogni tempo
e sarò ancora lì,
rimescolando ogni ricordo,
su quello scoglio battezzato
quando mi sorprenderanno
ad attenderti ancora,
come se dalla morte
si potesse ritornare
magari via mare,
quello che amavi tanto.
Daniela,Luglio 2016

una splendida veduta di Marechiaro

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Speranza per chi resta

Smaterializzata essenza
luminosa traccia
che s’invola
nei celesti spazi
inesplorati dai viventi,
splenderai d’ eternità
tra anime amiche
amate e sconosciute.
Chissà se ben tosto
raggiungerai lo spirto
di chi ti trafisse il cuore
con la sua dipartita,
inaspettato dolore
che t’ intristì l’esistenza.
Invece paziente attenderai
di unirti ai mortali
rimasti sconsolati
per il tuo trapasso.
Ora inizia la tua libertà
unica speranza per chi è rimasto
ad inghiottir lacrime e tristezza
e dimentica in cuor suo
che sei ascesa a miglior vita.
Daniela,febbraio 2016

Foto di Tiferett, “Adesso sarai libera per sempre. Oltre la vita.”

Adesso sarai libera per sempre. Oltre la vita.

Speranza

A ragion veduta
l’uomo tende
a rinnovar speranza
di salvar corpo ed anima
dagli inferociti abissi,
anelare all’infinito
viaggiando con la mente
oltre ogni bruttura,
tra cieli sconfinati
d’incontaminato azzurro
per scrutare possibili avamposti,
e infuso di amorevole spirto
lasciarsi trasportare
dal benevolo vento
della fratellanza,
passare per corridoi
di luce promettente pace
e approdare in luoghi
ove ricominciare
a respirare pura serenità,
dove abbracciare
valori primordiali
di uguaglianza e libertà
persi nel tempo
per sua stessa colpa,
dimostrando saggezza
criterio di vita,
rivalutando molti beni
intangibili ed assai più preziosi
di ogni materiale sostanza.
Volare così in alto si può
e non solo con la mente…

Daniela,dicembre 2015

Dipinto di Émile Friant ,”Viaggio verso l’infinito”,1899

emile friant

Il colore verde: storia ,significato e varie curiosità

Il verde è uno dei colori dello spettro percepiti dall’uomo e il suo nome deriva da “viridis” che significa vivace. E’ un colore ambivalente,simbolo della vita,della fortuna,delle speranze,ma anche del veleno della sfortuna e del diavolo. Un colore di per sé instabile, associato a tutto ciò che ha per natura questa caratteristica,come l’infanzia (gli anni verdi),la fortuna,i soldi e il gioco (il tavolo verde). Visto anche come simbolo di rinnovamento, di mutamento, in natura è il colore principale in svariate sfumature durante la primavera. Simboleggia in un certo senso anche la solidità,sempre prendendo spunto dalla natura osserviamo che verde è lo stelo che regge il fiore.
Il colore non è solo lunghezza d’onda ma un’insieme di sensazioni di idee e di pensieri che può suggerire. Nelle caverne istoriate e dipinte dai primi uomini il verde non è presente,poiché è un colore della vegetazione,perciò lo avrebbero escluso. Parecchi secoli dopo i Greci lasciarono testimonianza di un lessico cromatico molto limitato dove il verde non compare,ma solo il bianco (leucos) il nero (mélos) e il rosso in una gamma piuttosto ampia. Nemmeno un sommo poeta come Omero accennò al verde, per i greci non era che una sfumatura pallida, debole e poco significativa, che finiva con lo smarrirsi in altre tinte. Bisognerà aspettare l’epoca ellenistica perchè il verde trovi posto nella lingua di Pericle, e su influenza del latino:viene definito “prasinós”, color del “porro”, senza pronunciare le varie nuance. Invece è tenuto in massima considerazione presso gli Egizi,popolo contemporaneo che lo utilizzava già 4000 anni fa sempre con significati positivi;colore della vegetazione e soprattutto del papiro,era simbolo di rigenerazione e associato al dio Ptah ,il Grande Creatore colui che aveva portato l’ordine nel caos primordiale di un mondo acquatico..E anche il Dio Osiride era chiamato “Il Grande Verde”,il dio che rinasce dopo la morte e di buon auspicio erano gli oggetti e le pietre di verde tinte.

osiride Osiride   ptah-01 Ptah

Di verde era rappresentato anche il dio pagano Tammuz, che trascorsi agli inferi i mesi oscuri, risaliva a primavera per ricongiungersi alla dea Ishtar.

Tammuz (1) Il dio pagano Tammuz
I latini, al contrario dei greci, non avevano problemi a definire con il termine “viridis”, da cui deriva “verde” in tutte le lingue romanze, forse perchè popolo rurale più abituato a osservare l’ambiente circostante. Come i Germani, i latini sapevano tingere e dipingere il verde, ma a lungo lo considerarono un colore “barbaro”, tant’è che così vestivano a teatro Germano, personaggio insolito e comico. Le difficoltà tecniche a fissare il colore, tuttavia, lo limitavano all’abbigliamento femminile, più fornito e variato, anche quando, nei primi secoli dell’era cristiana, divenne tinta alla moda, da indossare nella vita quotidiana e nelle occasioni più effimere dove un tocco di eccentricità non era fuori luogo. Nella Roma del Basso impero i neonati si avvolgevano nel verde per augurare loro buona sorte, nel Medioevo sceglievano questo colore le ragazze in cerca di marito, e poi, una volta accasate, lo indossavano nell’attesa del lieto evento. Lo splendido Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (1434-1435), uno dei più famosi di tutta la storiadella pittura, conservato alla National Gallery di Londra, mostra una donna incinta vestita di un sontuoso abito smeraldo, attributo del suo stato.

Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck

Jan Van Eyck ,”Ritratto dei coniugi Arnolfini” (1434/35),National Gallery di Londra.

In ambito cristiano, nella pittura medioevale, veniva spesso dipinta in verde la croce di Cristo, in quanto immagine di resurrezione e rigenerazione del genere umano Il Cristianesimo degli inizi non è stato invece molto interessato a questo colore;i Padri della Chiesa ne parlano solo come colore della vegetazione ; in questo periodo storico era considerato anzi un colore malefico perché colore del diavolo,delle streghe,dei draghi dei serpenti,che venivano raffigurati appunto in verde. La svolta ci fu quando Innocenzo III,il Papa più importante del Medioevo,ancora cardinale, scrisse un trattato sull’uso dei paramenti sacri e decise che il verde era da considerarsi un colore medio;lo si utilizzerà scrive,quando non si useranno gli altri tre (bianco,nero e rosso).Ancor oggi il verde è il colore dei paramenti per le celebrazioni del tempo ordinario.

Innozenz3    Papa Innocenzo III

Nel Nord Europa troviamo il verde barbarico,le tuniche dei pirati che assalgono chiese e monasteri,e anche i Vichinghi prediligono il verde.
Il verde simboleggia l’Islam in quanto rappresenta il Paradiso ( che in lingua persiana significa giardino); per questo il verde è il colore della bandiera dell’Organizzazione della Conferenza Islamica e come colore primario o secondario delle bandiere dei paesi islamici
L’ottenimento del colore per mescolanza di giallo e blu risale solo al XVII sec.;prima di allora mescolare i pigmenti era ritenuto atto diabolico. I tintori erano costretti a fare più passaggi dei tessuti nei vari colori per ottenere il colore voluto,senza mai miscelare le tinte ma sovrapponendole. A partire dall’ottocento ha una collocazione accanto al rosso di cui è complementare. Nell’impressionismo si usa il verde per dipingere gli spazi aperti,ai pittori successivi tuttavia non piace. Del verde Mondrian scrive che è “un colore inutile” d è sempre considerato colore pericoloso,tossico e corrosivo.Fino agli anni 50 del XX sec. è quasi assente negli oggetti come nellle decorazioni e nell’arredamento; si salva solo il color Kaki,unione di marrone giallo grigio e verde, ”il verdastro” come lo chiama Brusatin, che riesce ad avere qualche impiego. Rivalutato il suo utilizzo in tempi recenti,è impiegato come colore per simboli e loghi per tutto ciò che rappresenta ecologia,ambientalismo,salute (croci-insegne delle farmacie,camici e pareti in ambito ospedaliero…)

Fu Goethe, per primo, nella sua “Teoria dei colori”, a considerare la tinta verde “rasserenante” e a raccomandarne l’impiego nei locali destinati al riposo e al convivio. Napoleone ne andava pazzo, anche se forse fu proprio il “verde di Schweinfurt”, o “Paris Green” la pittura messa a punto da una ditta tedesca nel 1814 con trucioli di rame dissolti nell’arsenico, e con cui erano dipinte molte stanze della sua residenza dell’esilio, Longwood House, a causarne la morte a Sant’Elena. Furono due chimici Tedeschi a Schweinfurt,nel 1814,a creare questo bellissimo pigmento verde smeraldo di cui si innamorarono immediatamente Pittori,Stilisti e Tintori. Peccato che fosse realizzato con Arsenico e Verderame! Il nuovo miscuglio fu immediatamente commercializzato e adottato praticamente in tutti i rami dell’industria. Il Verde di Parigi brillo’ nelle carte da parato, nei vestiti delle donne alla moda,come vernice nei giocattoli per bambini e perfino nell’industria dolciaria dove le bellissime foglie di zucchero verde appoggiate sulle torte glassate iniziarono a mietere vittime. La tossicita’ dell’Arsenico era volutamente ignorata,tanto piu’ che esistevano gia’ dal 1812 altre sostanze arsenicali di comune utilizzo che sembravano innocue. Nel 1820 l’intera Europa era colorata di verde:saponi,dolciumi,paralumi e abiti,prodotti farmaceutici,insetticidi,alimenti per l’agricoltura,carta stampata,ceramica e carta da parato…sfoggiavano il luminoso colore assetato di vittime.
Pare che Paul Cezanne amasse e usasse molto questo colore, che fu denominato in un secondo momento “Verde pappagallo” per mettere a tacere le voci sulle sua tossicità; quando però si ebbero ulteriori prove del suo effetto letale fu bandito.

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Paul Cezanne, “ Etang de soeurs “

La prima fashionista a sdoganare nuovamente il verde fu  l’imperatrice Eugenia, invaghita della nuova nuance densa e luminosa, inventata da tintori di Lione con chimici tedeschi: il verde all’aldeide. La consorte di Napoleone III lo indossava a balli, teatro e opera, spruzzandosi una polvere d’oro sui capelli per enfatizzare i riflessi di seta smeraldo.

F. Winterhalter - L'Imperatrice Eugenia.

F. Winterhalter – L’Imperatrice Eugenia.

Il verde in terapia
Gli effetti tranquillanti-rilassanti di questo colore influenzano anche il carattere,incidendo sul sistema nervoso e la concentrazione e favorendo l’autocontrollo e la memoria. Nella cromoterapia viene utilizzato per trattare tumori della pelle e verruche,inoltre pare abbia influenze positive anche sul metabolismo. In cristalloterapia vengono utilizzate le pietre come lo smeraldo, la malachite,la fluorite,la tormalina verde e l’avventurina . Secondo la disciplina orientale Feng Shui il verde,simbolo di natura e aria aperta,viene considerato ottimo per arredare ambienti in cui si deve ritrovare la calma e l’armonia; dunque se ne consiglia l’impiego nella zona notte e sale di lettura e di relax,ma anche per studi e uffici in quanto favorisce la concentrazione sul lavoro.

smeraldo Il colore ricorda il verde dei boschi. Aiuta a rilassare la mente iperattiva.  smeraldo

Gran parte degli alimenti vegetali son di colore verde: piselli, fave, kiwi, spinaci, broccoli, carciofi, asparagi, zucchine, basilico,menta,cetrioli,insalate verdi,sono ricchi di clorofilla,magnesio,selenio,carotenoidi,luteina,polifenoli e vitamina C, per questo suggeriti per un’alimentazione sana.

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I vari tipi di verde
Il verde è un colore secondario con una estesa gamma, ed è formato dalla mescolanza di giallo ed azzurro. I colori verdi possono raggrupparsi nelle seguenti categorie:
Verdi chimici, realizzati tramite procedimento chimico. Tra questi ci sono il verde Veronese, il verde smeraldo e tutti i verdi di cromo.
Verdi naturali, come le terre verdi, la crisoVerdi composti, derivati da una mescola e qualche volta da una combinazione chimica di due sostanze coloranti, come cinabri verdi, il verde permanente, il verde di zinco, il verde di cadmio.
Verdi vegetali, come ad esempio il verde vescica.
I pigmenti, che sono anche chiamati comunemente “terre”, in quanto la maggior parte dei colori tradizionali (come quelli usati nella pittura parietale etrusca e romana) provengono da giacimenti naturali. L’alchimia prima e la chimica industriale poi, hanno aiutato l’arte con prodotti sempre più sofisticati e chimicamente puri, che hanno permesso una produzione di colori su scala industriale. Ovviamente di per sè la produzione industriale non garantisce il basso costo dei pigmenti, anzi come sappiamo alcuni colori hanno un costo molto elevato a causa della difficoltà di fabbricazione. Nonostante ciò la tecnologia viene incontro alle esigenze di chi non ha grandi possibilità economiche, attraverso la produzione di pigmenti affidabili, che imitano i colori più costosi, in tal modo anche gli studenti possono esercitarsi con profitto senza spendere troppo. Per acquistare i pigmenti meglio non lasciarsi tentare dalla vasta gamma di colori a disposizione. Come ricorda Eric Hebborn, la tavolozza dei grandi artisti era costituita di pochi colori fondamentali. Frans Hals e Rembrandt usavano una base di soli 4 colori !
I verdi più classici sono il v. Crisicolla,il v. di rame,il v. Veronese,il v. smeraldo,il v. di cobalto,il v. permanente,v. di cadmio,il cinabro verde,il v. di zinco,la terra verde,il v. malachite ,il v. vescica,il v:giada Inoltre ricordiamo il verde lime,verde acqua,verde oliva,il verde elettrico,il v.bottiglia.

verdi

Curiosità sul verde
– L’espressione “essere al verde” indica essere rimasti senza soldi
– La gelosia nella lingua inglese viene chiamata spesso “Il mostro dagli occhi verdi” come la definì Shakespeare nel suo Otello
-Nel linguaggio popolare si usa dire di una persona invidiosa “è verde d’invidia”
– Esiste anche un marmo di colore verde Veronese come il nome dell’artista che scoprì tale colore
– Verde è il colore della sicurezza e del “via libera” come dimostra il verde semaforico
– Verde è il colore del Regno di Oz nel romanzo “Il mago di Oz”

Il mago di Oz da “Il mago di Oz”

Citazioni e proverbi a proposito del verde
_ Se prendo il verde non vuol dire che intendo dipingere l’erba, e se prendo il blu non significa che dipingerò il cielo. Il colore esprime lo stato d’animo dell’artista.”
(Vasily Grossman)
_ Era una donna meravigliosa, con gli occhi verdi, i capelli rossi, l’abito azzurro e le scarpe gialle. Volete sapere come è andata a finire? In bianco.
(Totò)
_ Se è verde o si muove, è biologia. 2. Se puzza, è chimica. 3. Se non funziona, è fisica.( Bloch Arthur, Guida pratica alla scienza moderna, La legge di Murphy III, 1982)
_ Oggi la primavera / è un vino effervescente. / Spumeggia il primo verde / sui grandi olmi fioriti a ciuffi / dove il germe già cade / come diffusa pioggia. / Fra i rami onusti e prodighi / un cardellino becca. / Verdi persiane squillano / su rosse facciate / che il chiaro allegro vento / di marzo pulisce. (Vincenzo Cardarelli, Marzo, 1942)
_ Il verde è il colore della speranza, tranne che nel cerchio intorno agli occhi. (Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)
_ Quando si agisce è segno che ci si aveva pensato prima: l’azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde. (Alberto Moravia, Racconti romani, 1954)
_ tavolo verde, le palle bianche. Il biliardo è il golf dei nati stanchi.( George Bernard Shaw, in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Se l’ammazzi fai pari, 2004)
_ Il romanzo ha tre colori: il giallo, il rosa, il nero. / La poesia ha un solo colore: sta al verde. (Giorgio Weiss, Il colore della poesia, 1987)

L’erba del vicino è sempre la più verde. (Proverbio)
La speranza è sempre verde. (Proverbio)
Legna verde fa sempre fumo.(Proverbio)

Tormalina verde - Madagascar

tormalina verde del Madagascar

Free-Shipping-CHINESE-HANDWORK-CARVING-BUDDHA-OLD-JADE-STATUE Statua del Buddha in giada

Calvario bretone (Cristo Verde) di Paul GauguinCalvario bretone (Cristo Verde) di Paul Gauguin

claude_monetIl verde nell’impressionismo : Claude Monet “Poplars near Argenteuil”

Tamara De Lempicka, ragazza in verde.Tamara De Lempicka,” ragazza in verde”
Bibliografia: Michel Pastoreau “Verde,storia di un colore” (Ed.Ponte Alle Grazie)
Manlio Brusantin “Verde.Storie di un colore” ( Ed. Marsilio)

Per finire vi lascio con la musica di Paolo Conte, Alle prese con una verde Milonga