Pensieri deambulanti

L’andirivieni senza sosta è scorrere continuo
di flussi che incrociano altre urgenze
e tra indifferenze e urtanti scortesie
qualche figura più lieve si rivela
come timida margherita tra le ortiche,
un sorriso, capolino giallo intriso di sole
allieta con sua sostanza l’inquietudine,
il tormento che calza scarpe stanche
di inseguire tristi orme di anime assenti
.
– Daniela Cerrato, 2017

Photo by © Sevil Alkan

© Sevil Alkan

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La strada

L’inanimata strada s’intenerisce osservando lo scambio di dolcezze ormai desuete di una coppia d’altri tempi. Nel silenzio della sera il contatto delle loro guance è tepore che riscalda anche il selciato, stanco di freddi andirivieni indaffarati e indifferenti ai battiti del cuore, talvolta offensivi nei confronti di alcuni passanti che la percorrono. E sì, si rattrista un poco nel vederli sparire oltre l’angolo, nel perdere il contatto coi loro sospiri, le loro voci sussurrate e il loro sincrono andamento lento; e a dimostrare la dolente nota un lampione d’improvviso si smorza, come un occhio che si chiude per non guardare il vuoto da essi lasciato. Ma spera di vederli passare ancora.

Daniela Cerrato, 2017

“A Man and a Woman Seen from the Back”, 1886, Vincent van Gogh

A Man and a Woman Seen from the Back, 1886, Vincent van Gogh

Un probabile accesso

Era una strada di paese
come tante, angusta e solitaria,
tagliava in due serpeggiando
il borgo alto, e già lo scarlatto
di alcuni gerani in vaso
rendeva più gradevole la vista
di quelle monotone case.
Ricordo che, poco rientrante
rispetto al filo del muro,
apparve tutt’a un tratto
un portoncino in legno,
neppure tanto nobile,
mi stupì quel suo colore
d’azzurro effetto sabbiato
sì che pareva cielo variegato
di cirri passeggeri.
Non ricordo il civico
e neppure il paese,
ma quell’uscio meritava
nella sua semplicità
d’esser varcato quale accesso
per un altrove, un Aldilà.

Daniela Cerrato, 2017

Strada viva

La chiamavano da sempre strada viva
quel sentiero di mezza collina
che iniziava a scendere all’angolo
di una casa da poco abbandonata,
fiori perenni nel giardino cintato
mostravano ancora il gusto
di chi l’aveva abitata.
La percorsi, tutta, d’improvviso,
un dì che pioveva a secchiate
ebbra di rabbia trattenuta,
sfogai la foga con passi decisi
a tratti scivolosi, in un sottile
giacchino a cappuccio che dopo poco
iniziò a stingere il vivo colore.
Rivoli fucsia gocciolavano rigando
le mani fradice, incapaci di asciugare
il viso, grondante lacrime e pioggia,
la vista annebbiata non fermava
il cammino che proseguiva
con un’ energia cinetica potente,
non so quanto fango calpestai
ma dopo un restringimento della strada
mi trovai di fronte a un campo limitato
dall’asfalto di una provinciale.
Ripercorsi a ritroso, stavolta in salita,
il sentiero divenuto rigagnolo notando
qualche sprazzo di luce che apriva
il fronte di nubi cupe, la pioggia
s’era fatta quieta, i passi più lenti
non più a testa bassa, osservavo
che la terra, i prati erano zuppi
quanto me, vidi le casette delle api
dipinte coi colori dei fiori di campo,
ormai schiacciati e uniformati al verde
e più avanti scorsi  nel fossato  a lato
le raganelle che guizzavano  allegre.
Forse era quello il vero senso
del nome curioso della stradina,
non viva perchè nuda e a vista
ma simbolo di energia, di natura pregna.
Con animo buio ma alleggerito
raggiunsi i vestiti asciutti
e un sole che faceva capolino.

Daniela Cerrato, 2017
Heftiger Regen hat eingesetzt

Sotto la pioggia

Un’urto d’ ombrelli
e  pensieri muti
s’involano
dietro un “pardon”
un sorriso sdoppiato
e l’occhiata
per nulla furtiva
che tinge la pioggia
d’un rosa vivo.
Altre anime
si confondono,
il vento disordina
i miei capelli,
un gesto d’appresso
e accenniamo
un’altro sorriso.
Istanti colorati
d’inattesa allegria
si dilatano
nella stretta via,
e nel bigio cielo
ci immagino danzare
come in un musical
improvvisato,
tra gocce ritmate
che compongono
note divertenti
con suoni diversi.
Sta piovendo
nemmeno conosco
il tuo nome
nemmeno so
dove stai andando
nè dove andrò
nei prossimi istanti.
Daniela,aprile 2016

immagine di ©naru-naru3  from Deviantart

©naru-naru3

La strada è palcoscenico

Note lontane
diventano più riconoscibili
procedendo in direzione
passo dopo passo.
Artisti di strada
all’angolo del viale
propongono classiche melodie
che l’orecchio tenta di riconoscere.
Per la loro sopravvivenza
il selciato è il loro palco,
il passante la loro speranza
la musica la loro storia.
– Daniela Cerrato , luglio 2015

Fotografia di Arturo Tabernero

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