Ivan Generalic (1914-1992),quando la terra è magia

Ivan Generalic,adamo ed evaSono decisamete ammirevoli e di grande impatto le opere naif di Ivan Generalic (1914-1992) artista croato autodidatta.Iniziò ad esprimere la sua vena artistica con semplici immagini impresse a matita su sacchi di carta,poi nell’estate del 1930 Krsto Hegedusic noto pittore accademico e professore all’Accademia delle belle Arti a Zagabria,mentre passava le vacanze a Hlebine, conobbe per caso il giovane contadino Ivan e si accorse subito del suo talento straordinario.I suoi disegni erano già da allora un dialogo delicato e profondo tra uomo e natura. Appena un anno dopo il giovane Ivan diventò un pittore straordinario apprezzato alla mostra “Terra” a Zagabria del 1931.
Generalic non si è mai allontanato dal suo luogo di nascita vicino a Hlebine,tranne che per una breve trasferta di qualche mese a Parigi. E’ stato sempre questo piccolo paese ad ispirarlo più volte e tramite le opere ad esso ispirate l’artista ha evocato la sacralità della terra.
Varie son state le tecniche pittoriche ,dalla pittura su vetro a quella su tela,con acquerelli su carta, e poi a olio su tela e legno. Ha sempre utilizzato una tavolozza a tinte forti sia per i tramonti che per le albe, i coralli le foglie e le colline innevate. Nel bellissimo dipinto Adamo ed Eva, il concetto di paradiso terrestre è espresso attraverso un semplice contrasto di stagione. La coppia nuda infatti è sulla neve mentre il paesaggio sullo sfondo è estivo.Il suo pensiero è malleabile come la vita che può essere raccontata in una miriade di modi e tonalità, prospettive e sfumature. Fedele al suo stile pittorico non ha mai seguito una tendenza particolare.
Alcuni critici d’arte hanno insistito sul fatto che stava copiando scene contadine di Bruegel. “Ma chi è questo Bruegel?” Quando seppe chi era Bruegel,Generalic rispose loro: “E ‘possibile che il mio mondo sia uguale al suo, ma i nostri modi di rappresentarlo sono completamente differenti. Le forme e le persone non sono le stesse, ma il mondo che viene fuori attraverso loro è molto simile,poichè le loro vite sono simili,nascono ,lavorano,s’innamorano e muoiono.” Per Ivan Generalic, come per il suo grande predecessore olandese del XVI secolo, la Madre Terra che abbraccia le semplici cose della vita è magia in se stessa.

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Appartenenza

Sono stretta appartenenza
a questa Terra generosa
dove assorbo e scarico energie
come una ciclica marea,
sono parte viva del pulsare comune
di un cuore immenso quanto il globo.
Vivo sotto e controvento
m’inquieto e mi calmo
come il cielo burrascoso
che ritorna sereno,
mi cibo e diverrò alimento
in un’ordine finito.
Mi riempio i pugni di sabbia
ne stringo forte la consistenza
che si va sbriciolando,
il naso inala terra e prato,
e ne distingue i profumi.
Considero vivi anche i sassi
rotolanti sotto il mio incedere,
ognuno con venature narranti
la sua origine e storia.
È un cosmo in perenne equilibrio
tra morte e rinascita
l’integrità reclama rispetto
anche al più esile filo d’erba
che con la sua essenza concorre
al presente e al futuro.

Daniela,26 settembre 2015

 

 

Appartenenza

Quanta strada percorsa
e altra mi attende
tra passi grevi e lenti
in questo esodo costretto
sofferto quanto ingiusto.
Il bagaglio è poca cosa
rispetto al fardello del tempo,
che inesorabile passa
marcando le rughe del cuore
senza riscattar giustizia.
La meta è sconosciuta,
mi guida il cielo
in questa parte di mondo
spesso dimenticata,inappetibile
a chi è affamato di denaro.
Ma ho in me la ricchezza
che nessun tesoro pareggia
l’amore per la terra
in cui ho pianto bambina.
Lacrime che si protraggono.
Daniela C. ,2015

Foto di F.Milanese,”Tibet”

Ilford HP5 400
Ilford HP5 400

Accarezzo l’erba

Sotto il peso delle stagioni
susseguite per anni
reclino il capo
verso la madre terra
ospitale genitrice
delle mie radici;
accarezzo l’erba
tenera compagna
in giornate scandite
dagli eventi del cielo
e riposo appena
un tempo infinitesimo
dopo tanta resistenza
al battente maestrale.
Daniela C.,2015

Artwork by Carlo Cordua ,”Lui è stanco” pastello su tavola.

per info :https://www.facebook.com/pages/carlo-cordua-pittore-contemporaneo/111815982185962

Carlo Cordua,Lui è stanco pastello su tavola

Acrostico- Specchio dell’anima

Sguardi attenti
Penetranti,fulminei
Ellissi cigliate aperte sul mondo
Colorati di cielo e terra
Che fotografano l’intera vita
Hanno intrinseche
Incredibili capacità
Opportunamente coinvolti
Di parlare in silenzio
Esprimendo emozioni,
Liberando sentimenti
Lamenti sospesi della nostra
Alma profonda.
Non tacciono mai se non per
Istinto lasciati serrati.
Malinconici,tristi,infuriati,impauriti
Allegri,amorosi,giulivi,sereni.

Daniela,2015