Quattordiciottobre

Forte rimbalza di ramo in ramo
un gracchiare corvino, quasi sinistro,
nel dì ottobrino mesto e denso
d’incenso, nastri porpora e pallidi fiori
e di morte recente, ignaro, si fa voce;
un corpo disteso e freddo ora giace,
ma il sangue dei sopravvissuti cuori
ha già afrore, nel suo andar melenso,
di inesorabile egual sorte, chè già un ministro
per tutti smorza vital residuo con cinico richiamo.

Daniela Cerrato, 2017   —-        Photo by  ©Jumy-M

Jumy-M

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Il vitale fluire degli eventi

Oltre quel terzo ponte, così distante
che all’occhio appare quale miniatura,
il fiume si stringe e piega stretto il braccio
tanto che scompare alla vista ogni natante
compreso il tuo, e pur se non v’è sciagura
a un poco d’apprensione già mi allaccio
ingrigendo i pensieri come cielo in imbrunire.
Per fortuna la tristezza rapidamente sfuma
presa dal viavai della folla in frenesìa
che ingloba ogni sorta d’ansia e la frantuma
rammentando che la vita è getto , è un fluire
un po’ cinico, nonostante tutto, comunque sia
segue il corso del tempo unidirezionale,
lungo i boulevards brulicanti di stasi proibita,
piena d’imprevisti alternati tra bene e male,
e tenera non è per chi indugia o s’arrende
poichè a fermarsi si perderebbe la partita
di un’evoluzione che già nuovo moto attende.
Pregusto il tuo ritorno mentre allungo il passo
ed avanzo nell’attesa confondendomi nel chiasso.

Daniela Cerrato, 2017

Gustav Klimt, “L’albero della vita”, 1905-1909

L'albero della vita (Gustav Klimt, 1905-1909

Haiga su foto di Tiferett

Triste cordoglio
quel ligneo scheletro
a me effonde

pur se comprendo
che nulla in natura
è immortale

quel vecchio ramo
fu maestoso verde,
ora, braccio morto.

Daniela Cerrato, 2017

“La vita non abita più qui, emozione pura” foto di ©Tiferett https://tiferett.wordpress.com/2017/08/26/la-vita-non-abita-piu-qui-emozione-pura/

La vita non abita più qui, emozione pura

Grattacielo

Grigio e ritto
alzi il capo
tra caos nervoso
di ferrosi mezzi
fumanti veleni
e malsani suoni
matita spuntata
ma indelebile
disarmonico impatto
tra più umili coppi
dubbio vanto
di chi ingabbia umani
al centesimo metro
da cui si domina
tutto e niente,
grigiore mesto
dalle nebbie avvolto
già di mattino presto
appari stanco e smunto
quale tristezza provo
nel saper lontana
altra miglior giungla
rigogliosa e vivace
con verdi chiome
che fan da cappello
quando piove
al variegato andazzo
di zampe ali e code
alcune ormai avviate
a forzata estinzione
per far posto
all’umana espansione.

Daniela,2016

Nelle immagini:

  1. grattacielo  Sanpaolo Torino,foto da web rielaborata in versione pittura a olio
  2.  Henri rosseau, “Tiger in a tropical storm surprised”, 1891

L’inevitabile

Osservo l’inevitabile,
quei muri devastati da forze naturali
come foglie che s’accartocciano
e si sbricioleranno arrese al freddo
osservo ciò che non è più
disperazione dolore desolazione
trasformate in rabbia o rassegnazione
si accumulano macerie non solo in strada
ma dentro l’anima che si fa pesante
lo sfogo in lacrime silenziose
sale amaro anch’esso inevitabile…
Oggi anche la nebbia non dirada
il suo grigiore m’avvolge il cuore
ai sorrisi neppur lontanamente penso
oggi va così,niente pare avere senso.

Daniela,2016

Afflizione

Senza alcun volere
scorgo a malincuore
da vetri svelati
una figura piegata
che appare dolente,
s’intravede appena
dalla luce che filtra
nella stanza buia.
Cosa affligga costei
in lacrime sciolta
non è in mio sapere
ma  la sola visione
di persona raccolta
nel suo muto dolore
m’accora e intristisce
il mio umore già mesto.

Daniela,settembre 2016

Photo by © Roger Rossell. 2014

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