Angelo custode

Ma dove sei fuggito,
da quanto manca
il tuo occhio vigile
custode attento alle mie spalle?
il tuo silenzio non è riserbo
ma assenza preoccupante,
forse ti sei tediato
di sorvegliare i miei giorni
o non hai gradito una voce
pronunciata tra l’ira
e la stanchezza…
palpabile la tua mancanza
la luce si converte in ombra,
ciò che è liscio par sempre ruvido,
e la storta luna non mi s’addice,
c’è aura di apatìa inconcludente
desiderio di temporanea letargìa
rimedio dal Caos, unica terapia.
Forse anche tu hai chiuso le ali
sul volto stanco, ti sei assopito
per non appestare l’anima tua
con stortura e livore umano,
purtroppo ormai pane quotidiano
che ruota anche attorno a chi
per indole ne prende distanza.
O chissà, forse assai più pimpante
sei insieme ad angeli tuoi pari,
su una nuvola , attivo astante
a far sciopero ad oltranza
per questa umanità impazzita
tormentata da sua stessa sostanza.

Daniela Cerrato, 2017

nell’immagine una scultura di Ed Elliott

scultura giardino greer angelo scultore ed elliott

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Con le mani nei capelli


A breve neppure gli angeli
oseranno ancora guardare
ciò che accade quaggiù,
nella spregevole bolgia
spalmata d’ogni barbarie;
a ben altri tempi
va la loro memoria,
quando la sacralità
d’ogni vita pulsante
non era rifiuto comune
da cassonetto urbano,
nè urlo d’odio verso
chi tende la mano.
Pare che agli angeli ora
stia cedendo misericordia
verso gli spietati mortali,
chè di nulla si pentono,
anzi, ridono e si vantano
del loro freddo cinismo
e tronfi d’ indegna esistenza
con suole intrise di peccato
valicano pieni di ipocrisia
le soglie di antichi templi.
Così le creature celesti
con le ali piegate, avvolte
intorno ai fianchi, sconvolti,
affranti e impietriti bivaccano
su nuvole da loro purificate,
chè anche le esalazioni
di fetidi luttuosi  vapori
giungono sin lassù, ove l’umanità
non guarda più col cuore terso
ma con interessi d’altra natura.

Pur coscienti dell’abissale dimenticanza
che breve unicità ha vita terrena
con arroganza, se si può dire… serena,
d’essa sprechiamo l’onesta affittanza.

Daniela Cerrato, 2017

Dettaglio sculroreo di Adolph Alexander Weinman (1870-1952)

Adolph Alexander Weinman (1870-1952), La Nuit Tombante 1914

Nella varia umanità

Nella varia umanità c’è sempre qualcuno che scruta le tue fragilità e con perfidia s’appresta ad usarle per farne sua forza.
Cucirsi addosso la resistenza d’una corazza invisibile è buona soluzione per non cadere
stritolati nelle truci fauci d’esseri subdoli e sleali.

Daniela Cerrato, 2017

“Lying naked woman (The Voyeurs)” , Pablo Picasso

Lying naked woman (The Voyeurs) via Pablo Picasso

Occhi di luna

Dedico a te questo sussurro serale
ai tuoi occhi che ci scrutano
inespressivi da un tempo ancestrale
osservano quest’ombra di mondo
sempre più acciaccato e dolente
perso nella sua stessa deriva
angosciante e triste seppur animato
dal parziale pulsare ancora sincero
di amori e propositi giusti e sani,
tu ci guardi ed impassibile rimani
a rischiarar lingue di Terra
influenzate dalla tua presenza
chissà che pensi di questa umanità
che dal tuo mistero trae da sempre influenza,
tu che sei bontà paziente,sorella di questa gente
un po’ strana che a te rivolge
canti ed inni pensieri e sospiri
chissà se sorniona sorridi, se ti adiri
o con pietosa dolcezza accarezzi
i cuori timidi, quelli meno avvezzi
all’amor spavaldo e deciso,
chissà forse un tuo benevolo sorriso
darebbe loro maggior determinazione.
Ma non far caso a questa folle canzone
è solo frutto di evanescente pensiero.
Daniela Cerrato,2017

(Immagine da web)

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Se magia desse voce

Lancette ferme
di un tempo remoto
colossi di pietra
austeri e impassibili
osservano dall’alto
modernità che sfugge
a loro paziente clemenza
mai giustificherebbero
le  generazioni fautrici
di cicliche tragedie
ripetute nei secoli,
evitabili se di saggezza
fosse intrisa l’umana specie
e se a quei blocchi possenti
magia desse voce
d’ira urlerebbero sì forte
che sulle umane teste
verrebbe a mancare
non solo il crine
ma lo stolto cervello.

Daniela Cerrato,2017

Statue delle grotte di YungangDatong City, nella provincia di Shanxi,Cina.(foto da web)

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Aspra sorte

Spinto è dal vento
l’umano destino
da burrasca in bonaccia
a cercare riparo
nulla s’arresta
per pietà provata
di fresche tragedie
e cattive sorti
la natura s’infuria
si fa foco e ghiaccio
e sommuove la terra
che trema impaurita
e s’apre in varchi
di lacrime e morte
sì dura e scontrosa
è dunque la sorte?

Daniela Cerrato,2017

Odilon Redon,”The boat”

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Resti tu

Resti tu
invisibile onda
a cui fiduciosa
mi affido
è un mare pacato
il tuo abbraccio
che sorregge
l’anima pericolante
intaccata dalle tragedie
del mondo impazzito
alma ingrigita
che di vendetta è digiuna
e non si vuol saziare
ma implora fine
senza mani giunte
a clima sì pestilente
chè l’uomo
per mostrare umanità
non abbisogna di divina
ma di cerebral materia.

Daniela Cerrato,2017

Scultura di Rogerio Timoteo,artista portoghese.

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Tra musica e parole (a F.D.A.)

E’ancora un grande sogno
essere il mare che amavi
o riva di terra caparbia
di roccia e di greggi
che accolse l’anima schiva
cresciuta fra caruggi
e mai intaccò  amore
che per lei nutrivi
pur se ti graffiò il cuore.

Con punta di dura matita
e tratti essenziali
premesti sulle coscienze
liberandole da torpore
da un’oblio senza cura
denunciando ingiustizie
rabbie e paura
di derelitti sfortunati
deboli umani contriti
nel loro esser diversi
anime tribolate smarrite
riconosciute riscattate
dai crudi tuoi versi.

Ed è sogno mio muto
desio vivo anche oggi
d’esser stata un neurone
perso nell’ultima onda
della tua mente feconda
che compose ogni canzone
in vece di coro arguto
che ha preferito dar voce
al tuo cantare di maggi
ai disperati posti in croce
al collante forte e sottile
che unì poesia a protesta
tra solchi di scuro vinile.

Loro eran traccia tu mente
libero nel tuo esser parte
di malcontento fervente
slegato dal preconcetto
che borghese sia sinonimo
di egoismo perfetto
la tua voce risuona
sempre calda nel petto
come edera buona s’aggrappa
a un presente negletto
ove nessuno più tuona
ed il lamento fa cappa.

Le tue parole han tracciato
solchi profondi sul cuore
di chi negli anni ha serbato
il loro intenso valore
riferimento e disegno
di coscienza reattiva
e col tuo timido dire
al moscio presente arriva
un rinnovato risveglio
forse da poche anime udito
ma sacrosanta è speranza
e desiderio più ardito
di tendere con orgoglio
all’umana uguaglianza.

Daniela,2016

Fabrizio Mitologico (Fabrizio De André VI) di Stephen Alcorn– The Alcorn Studio & Gallery (da Pinterest)

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