Un mattino in ghingheri – di Italo Bonassi

Dal blog Assonanze poetiche ( https://italobonassi.wordpress.com/2017/07/15/la-bella-vita/ )

Guardavamo dall’alto del balcone
un sole solitario quietamente andare
tra nuvole d’un bianco monacale
nella luce profonda di un mattino
in ghingheri.
Un salottino verde,
l’orto con le prime rose in fiore
e i piccoli lumini gialli delle primule
selvatiche nell’ombra di un ciliegio
bianco di fresco.
Come un’invitante
lasciapassare per l’estate
le rondini a filo di grondaia.
Ho guardato fuori
ch’erano sì e no le sette del mattino,
e per la prima volta in vita mia
ho visto una tamerice
farsi rosa
così come fa questa, un rosa lilla
che più non è possibile, un ardore
vergine di un rosa di bucato
nell’ora chiara e fresca, così intima
che pare salottiera.
Ed un profumo
dolce di viola tricolore.
In questi tempi miseri ci basta,
per dare gioia agli occhi, un po’ di sole
( che importa se fuggevole? ), e se piove,
ben venga anche la pioggia, ma le primule
lasciatele alle sette del mattino
di tutto l’anno
e non soltanto oggi,
lasciatele se nevica e fa gelo,
e la luce s’abbuia e vien l’inverno.
Ma il tempo non ha tempo, va di fretta
anche per noi, che non siamo primule.
Vorrei poter fermarlo,
ma non riesco.