Dedicata ad Elena

Con tutte voi ipotetiche sorelle
innalzo la mia voce al cielo
chè oda la stanchezza nostra
e non si stenda un pietoso velo
come sempre è abitudine  fare
di lasciar correre a mo’ di giostra
ogni insidia e nell’oblìo gettare
le nostre urla di dolore aggiunto
ogni volta ad altro dolore,
nascer donna non vuol dir rassegnazione
nel sopportare indegni trattamenti,
violenze barbarie disprezzo, assurde distinzioni
da stolti ciechi, e come riuscirebbero altrimenti
a non capire il gran peso che di per se stesso
grava sui nostri corpi, giacchè nascita e sesso
son già risicata predestinazione a priori
rispetto ai nati maschi che si ritengono “signori”
capaci d’annientare una donna senza batter ciglio
magari la stessa che generò in comune un figlio.
Eppur senza una donna nemmeno un grande duce
su questa terra avrebbe avuto spazio e luce.

( poesia già in bozza da tempo e terminata dopo l’ultimo efferato fatto di cronaca ai danni di una donna)

Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Rogerio Timoteo “Cariatidi”

rogerio timoteo cariatidi

Urlo in libertà

E’ onda lieve nel cielo
la curva che dal basso
pare proiettata verso l’infinito.
Eppure lassù
ove pare interminabile
il possente verticalismo
c’è un colmo adatto
a spalancare le braccia
ed urlare a tutto fiato
il tuo nome nel vento.
Potrebbe apparir banale
ma il cuore accontento.

Daniela,settembre 2016

“Architecture wave” by Annk on Flickr

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