Al di là, il mare.

C’è profumo  di remota estate,
sulla foto virata dal tempo,
nella scatola di latta color crema.
I bisnonni sapevano del mare
per sentito dire, era al di là,
da qualche parte, oltre le colline,
i loro figli qualche volta
l’han poi veduto, coi nipoti,
nelle poche uscite chilometrate.
La vacanza loro era la gita al fiume,
allora meno inquinato, generoso
di morbida portante, pescoso
con rive ancora ricche d’ombrosi
cappelli di salici, sotto i quali
s’affondava il morso nell’anguria,
e l’acqua scorreva alle ginocchia
inzuppando orli di succinte gonne
sollevate sulle gambe rinfrescate.
Per giovani focosi innamorati
le estati erano fughe meditate
tra terreni incolti e folte messi,
con steli duri puntuti e irriverenti
sulle schiene distese, fertili
come quella terra scura ;
sere di feste paesane, balere,
balli a palchetto, ove le danze
morigerate per pubblica mostra,
eran sospiri e maliziose intese
con la pagliuzza ancora in tasca
e l’innocenza arrossita sotto le tese.

Daniela Cerrato, 2017

(particolare da una immagine da me rielaborata)particolare

 

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Canale di Tenno

Durante la mia recente vacanza in Trentino ho visitato il suggestivo borgo medievale di Canale di Tenno. Lasciata l’auto si entra in questo paesino rustico arroccato su un pendio tra il Lago di Garda e le Alpi,le viuzze strette e lastricate s’inerpicano tra case in pietra che formano talvolta piccole piazzette,si passa sotto archi di pietra annerita e ci si lascia incantare da iscrizioni antiche di vecchie botteghe artigiane chiuse da tempo. Tra case che paiono decisamente fatiscenti altre presentano un rifacimento e un decoro rustico,con balconi in legno adornati da varietà di fiori che denotano vita e a qualche finestra antiche tende ricamate spezzano il rigore di scuri infissi.
Una signora esce dal portone col suo cane e avviandosi ci saluta con un cenno e un sorriso mentre poco più avanti si ode la voce di un bimbo con idioma tedesco.
Proseguendo si scopre altra gente ai balconi,ma nel complesso sembrano in maggior numero le case disabitate;alcune dimore come la Cà dei Pomati sono già adibite all’accoglienza dei turisti,altre a quanto sembra lo saranno.
Si passa anche attraverso cortili,in uno ci sono vecchi attrezzi agricoli e
sotto un piccolo portico in bella mostra c’è una catasta di legna ordinata con precisione maniacale,mentre una antica fontana a vasca ancora attiva offre un momento di refrigerio sotto un sole che si fa sentire sempre di più.
A decoro di alcune case vi sono stendardi,maioliche ed affreschi.
Da manifesti affissi trovati sul percorso si scopre una breve storia del paese e l’informazione precisa che è stato abbandonato nel dopoguerra,ma dagli anni sessanta ha avuto un ritorno di gente grazie alla casa degli Artisti dedicata al pittore Giacomo Vittone che è divenuta punto d’incontro per tutti gli artisti europei che qui desiderano trascorrere momenti di quiete e ispirazione grazie agli splendidi panorami che il luogo offre.
Una strada sterrata conduce con una passeggiata di una mezz’ora al lago di Tenno. Nell’insieme questa tappa della vacanza è stata una piacevole scoperta,un luogo che trasuda una storia antichissima a pochi km dal lago di Garda che dà bella vista di sè anche da lì. Insomma, se vi capita andateci,non ve ne pentirete.
Allego alcune foto scattate sul luogo per mostrare il fascino di questo Borgo
che è rientrato tra i più belli d’Italia.

(Tutte le foto sono personali)

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Amicizia nell’aria

Scricchiolanti le catene
cui le mani avvinte
al suon di cantilene
e di energiche spinte
al cielo s’innalzavano
gioiose grida e risate
e gonne che si gonfiavano
tra le gote arrossate
chiara era l’aria
e fresca d’altura
una spinta con furia
e saliva la paura
libertà giocosa era l’altalena
ci si sentiva farfalle
sinchè alfin l’ora di cena
richiamava noi fanciulle.
Tra quegli ultimi giochi
di una vacanza allungata
capocchie di violacei crochi
indicavan l’estate sfumata
amiche di ludiche avventure
dal nome ormai scordato
di voi ricordo sfumature
e un pensier v’ho dedicato
a dire il vero è sì poca cosa
ma quel nostro tempo è riaffiorato
e di te bimba dal vestito rosa
una foto ho sinora conservato
Daniela,maggio 2016

altalena