Strappo il biglietto

Sfiancante è il viaggio
che dovrei compiere
per cercare nuove sfumature
ai ricordi, il ripercorrere
tracce di memoria ferventi
ma aggrovigliate in caos.
Oggi no, rifiuto il viaggio,
strappo quel biglietto
predisposto dall’umore,
non oblitero, non salgo
sul vagone dei ricordi,
mi affaccio al sole, al cielo
che s’è inzaffirato e odo
il canto dell’oggi, del nuovo
che passa veloce e prima
che si ritrovi anch’esso
nel container di ciò che fu,
lentamente mi lascio sedurre
dal suo giovine volto,
m’appassiono al suo destino
in divenire, nulla vorrei
perdermi più delle sue ore
di nuovo tormento e amore.

Daniela Cerrato, 2017

Uxnor Lot in satuam salis conversa-via Salvador Dali

dipinto di Salvador Dalì

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Osservando le rondini

Traiettorie alate
in percorsi incrociati
si perdono all’orizzonte
solcando un’azzurro impreciso
di sfumature intriso
sì che idealmente appaiono
linee immaginarie
tracciate nell’aria
attinte da infiniti colori
pur dall’intintura
di rossi e di verdi
scuri e men scuri
di fronde imponenti
e coppi di villani muri
soste obbligate, cercate
dalle rondini erranti
alla ricerca di lidi
di paesi ospitanti.

Daniela Cerrato,2017

________  Giacomo Balla,Rondini 1913 _________

giacomo-ballarondini-1913

Astrazione

Come capitan Nemo
immersa nel blu
dell’abissale fluido
osservo il mondo
così distante
che appare meno brutto,
dal blindato nautilus
che mi fa da guscio
alla stregua di un  pesce
mi perdo ogni percezione
spazio temporale
e navigo solitaria
con la sola mente
in un mondo capovolto
che offre il senso
di raggiunta libertà
la capacità
di non toccare terra
la possibilità
di non udire voci
ma vibrazioni
quasi impercetibili.
Ma s’intravede troppo
la luce ancora filtra
troppa realtà
che mi disturba
scelgo di scendere
ancor più in profondità
dove il buio regna.

Daniela,2016

Art by Hasu Ju

hasu-ju

Lettura notturna

Varcato il titolo arcano
che ben poco rivela
mi inoltro fra righe
di un viaggio a sorpresa
condotta in epoche
e luoghi lontani
situazioni inconsuete
tra umanità sconosciuta
nomi che poco a poco
mostrano il volto
per empatia ne assorbo
gioie dolori passioni
meraviglie timori,
non divoro le pagine
mi piace gustare
il divenire descritto
capirlo incarnarlo.
Vorrei resistere
alla stanchezza
che preme sugli occhi
ma ripongo a me vicina
la valigia di carta
col segnalibro infilato
come prepagato biglietto
per la prossima tappa
con cui proseguirò
spero domani.
Ed ora prende il via
l’onirico viaggio.

Daniela,2016

 

Deserto

Luce accecante
arsura in gola,
capricciosa meta
di un viaggio ambito
ove all’orizzonte
l’entusiasmo sconfina.

La distesa di dune
dall’aspetto ordinato
genera un’estasi quasi mistica,
le pacate morbidezze
vantano una storia
di evoluzioni e formazioni.

Vita ormai sgretolata
in sabbia ardente
custode di leggende
e tradizioni nomadi
ove il silenzio sibila
come spirito inquieto.

Le polverose onde
dolcemente adagiate
pare si muovano
impercettibilmente
come curve abbronzate
di corpi femminili.

Lo sguardo rapito
le accarezza una ad una,
sotto il cielo terso e irreale
oro e rosa si abbracciano
tra giochi di luce
che variano repentini.

Natura che sonnecchia
finchè non si agita il vento
che al suo passaggio
quasi per dispetto
spettina e scompiglia
le mutevoli sinuosità.

Daniela,ottobre 2015

Immagine da web

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