Allievi oltre il tempo

Annuso un paio d’ore
di aria appartenuta
al mio ieri scolastico,
mi sorridono volti
trasformati dal tempo,
le stesse mura austere,
il salone della maturità,

lo sguardo di insegnanti
ammorbidito dagli anni,
i bei ricordi comuni
che non sono reliquie
nè banale nostalgia
ma emozioni vive,
calore che riaffiora
in un percorso a ritroso,
una forza custodita nel cuore
che si rinnova dopo anni
sorprendendo anche le lacrime.
L’edificio cambia destinazione d’uso
per me resterà quel che è stato,
la mia seconda famiglia.

Daniela Cerrato

Swiss Mandolin-Shaped Watch by Franz Schmit

Mandolin-Shaped Watch - Franz Schmit (Clockmaker) And Swiss….jpg

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Balliamo

Che la vita abbia parentesi nere non è novità
corazze non ne abbiamo e i colpi vanno a segno
ma tra gravose abitudini e impreviste ostilità
inventiamo un passo a due, mettiamoci d’impegno
a stondare gli angoli acuti, sfilare via le spine
ai giorni che restano da qui a che sarà…
balliamo sul ritmo del cuore, una salsa, un cha cha
un tango appassionato in sentore di libertà
muoviamo i primi passi, dai, prendimi la mano
non solo per meglio vivere ma per volar lontano.

Daniela Cerrato, 2018

balliamo

Passaggi di tempo

Va da sè che col tempo il nostro animo si deforma, assume asperità inaspettate o si smussa dietro precise dittature del cuore. Una trasformazione obbligata ma rincresce
comunque perdere la copia autentica del nostro io…Penso e mi chiedo chissà come sarebbe ora, fosse rimasto intatto, completamente inalterato dalle altalenanti forzature della vita… Ci si osserva con occhio critico ed è come vedere il nostro volto deformato attraverso un bicchiere pieno d’acqua; ci si riconosce per istinto ma pare strana la nostra primaria indole, così cambiata attraverso le sommate stagioni e anche se sentiamo che dall’interno bussa con rabbia non possiamo più cambiarle i connotati ormai…

Daniela Cerrato, 2018

© John Midgley Photo

© John Midgley

Sequenze vitali

Di biomolecole
e dettati divini
è plasmata natura,
cicli fecondi
in moto perpetuo
creano vita da vita
che ha come fine
una morte sorella.
Tra correnti di terra
di cielo e mare
è tutto un andare
d’esistenze incrociate
di corpi in flusso,
di nuvole pellegrine,
pioggie e venti
alle cui sfuriate
son legati marosi
gonfi, cupi e rabbiosi,
una forza possente
che arriva a placarsi.
Ma è dolce catarsi
dopo violenta passione,
una morte apparente
che attende nuovo vigore.

Daniela Cerrato, 2017

Dipinto di Octavio Ocampo

A-surrealist-illusion-painting-by-Octavio-Ocampo-of-a-mermaid-and-poseidon-the-God-of-the-sea

Folata d’ansia

Giorni agitati, di ansia tossici
senza omaggio di respiri leggeri,
giusto quelli per non asfissiare,
albe nate con occhiaie già marcate
che inseguono inarrivabili sere,
tempo scandito reso odioso
da umidità insidiosa penetrante,
il traffico  non lo calcoli neppure,
devi andare, urgenze ti pretendono,
e se con la coda dell’occhio
sfiori di passaggio la poltrona
noti l’oziosa signora che tronfia ti osserva
e pare sfotta la tua impossibilità di sprofondarci
quantomeno per tregua, e  pare sappia
che neppur potresti augurarti fievole vendetta
tramite artiglio felino su ovattata fetenzìa.
E giunta a sera con azzeramento d’energia
scambieresti già il desco col materasso,
chè manco le sanguisughe di cerusìa trapassata
giungerebbero a fiaccarti col potente salasso.

Daniela Cerrato, 2017

 

 

Umori (tra assenze e presenze)


Soglie serrate dalle intemperie stinte
sono occhi stanchi di tollerare
il silenzio di un calore fuggito
e osservano mestamente tra velature opache
viandanti attenti a fotografare l’eco
di storie che furono; ma un po’ di tepore resta
tra tinte mediterranee di vecchi muri
carezzati dal vento, riscaldati da pallidi raggi.
Tende polverose oscurano un privato assente da tempo,
ma da contrade traverse pare d’udire suoni e rumori
di presenze, si protende l’orecchio se incuriosito
e i passi lo seguono, forse non tutto è fuggito.
Biancheria stesa all’aperto, nella piazza rischiarata
da un sole sfiancato che si fa coraggio,
infissi che abbracciano la luce e piante esposte,
cicli addossati ai muri in attesa d’un via
e l’inconfondibile sentore di soffritto sfrigolante
sono tracce d’umori presenti, pregni d’intimo radicamento,
il paese non è un luogo fantasma, ancora respira
e nell’aria non s’avverte solo malinconica atmosfera
ma tenue soffio di speranza per comunità in accrescimento.

Daniela Cerrato, 2017

Salvador Dalì, “Desert landscape” , 1934

Salvador Dalì, secret landscape, 1934

O sole nostro…

Sequenze di albe nei battiti del tempo,
giungi da est e infondi vitale tepore
sulla guancia del giorno appena sveglio
e lo sorprendi ancora impacciato, lento
nel pigro momento dello sbadiglio,
contorni di luce sagome infreddolite
dall’oscurità della notte, ne esalti le forme,
ne ravvivi i colori stagionali
e spinte via tenui velature autunnali,
spalanchi le braccia e intenerito sorridi
ai nostri eccessivi lamenti per un freddo in erba,
mentre bardati di spesse giacche a bavero alto
cerchiamo in cammino quel tiepido bacio
spesso carenti del tuo calore paterno.

– Daniela Cerrato, 2017

Art by Vladimir Kush

Vladimir Kush – Sunrise by the ocean

 

Quattordiciottobre

Forte rimbalza di ramo in ramo
un gracchiare corvino, quasi sinistro,
nel dì ottobrino mesto e denso
d’incenso, nastri porpora e pallidi fiori
e di morte recente, ignaro, si fa voce;
un corpo disteso e freddo ora giace,
ma il sangue dei sopravvissuti cuori
ha già afrore, nel suo andar melenso,
di inesorabile egual sorte, chè già un ministro
per tutti smorza vital residuo con cinico richiamo.

Daniela Cerrato, 2017   —-        Photo by  ©Jumy-M

Jumy-M

Ci incontreremo là, Igor…

Anima incisa su volti di pietra,
residui di corpi scomposti
oltre la vita, freddi sguardi
di un’apocalisse fermentata
da secoli poi esplosa,
sbriciolati sogni, speranze, vite,
frantumati i templi del potere,
s’è compiuto il logico destino
tracciato dalle insane menti…
tutto ciò che resta è polvere
sgretolamento, ammasso disperso
e qua e là, intatti, i segni di una vita
che permeò sua bellezza in materia
d’indelebile eterna valenza, moniti
scagliati nello spazio come proiettili,
giunti ove sono riunite altre anime
che di bellezza vissero e si nutrirono.
Come idoli, espandono luce in un buio eterno
ove il vento d’anime li sfiora e li accarezza,
voglio credere sia questa l’agognata salvezza.

– Daniela Cerrato, 2017

Scultura di Igor Mitoraj – “Il Grande Sonno”

Igor Mitoraj - Il Grande Sonno, Bronze, 2004.

Il vitale fluire degli eventi

Oltre quel terzo ponte, così distante
che all’occhio appare quale miniatura,
il fiume si stringe e piega stretto il braccio
tanto che scompare alla vista ogni natante
compreso il tuo, e pur se non v’è sciagura
a un poco d’apprensione già mi allaccio
ingrigendo i pensieri come cielo in imbrunire.
Per fortuna la tristezza rapidamente sfuma
presa dal viavai della folla in frenesìa
che ingloba ogni sorta d’ansia e la frantuma
rammentando che la vita è getto , è un fluire
un po’ cinico, nonostante tutto, comunque sia
segue il corso del tempo unidirezionale,
lungo i boulevards brulicanti di stasi proibita,
piena d’imprevisti alternati tra bene e male,
e tenera non è per chi indugia o s’arrende
poichè a fermarsi si perderebbe la partita
di un’evoluzione che già nuovo moto attende.
Pregusto il tuo ritorno mentre allungo il passo
ed avanzo nell’attesa confondendomi nel chiasso.

Daniela Cerrato, 2017

Gustav Klimt, “L’albero della vita”, 1905-1909

L'albero della vita (Gustav Klimt, 1905-1909