Maschere stanche

Le maschere stanche
di celare anime vigliacche
sfinite di prestarsi
al continuo inganno
presto o tardi crolleranno,
dopo clamorose recite
e inutili finzioni.
E quando calerà il sipario
dell’ultimo spettacolo,
chi si credeva primo attore
nei titoli di coda
non leggerà il suo nome;
di misera consolazione
gli resterà solamente
la sua maschera sgualcita.
Così va la vita…
Daniela,11 settembre 2015

 

 

Vecchi nodi

Tra i nodi che si formano
sulle corde della vita
alcuni si dipanano
i più tenaci resistono,
sorta di moniti imperituri
a ricordo di ostacoli
ed obiettivi mancati,
sicurezze sfumate
in tortuosità ulteriori
su un percorso già regolato
da segnali obbligatori;
dossi del cuore mai spianati
gravosità latenti che rammentano
le nostre umane imperfezioni.
Daniela,10 settembre 2015

 

 

Acrostico- Specchio dell’anima

Sguardi attenti
Penetranti,fulminei
Ellissi cigliate aperte sul mondo
Colorati di cielo e terra
Che fotografano l’intera vita
Hanno intrinseche
Incredibili capacità
Opportunamente coinvolti
Di parlare in silenzio
Esprimendo emozioni,
Liberando sentimenti
Lamenti sospesi della nostra
Alma profonda.
Non tacciono mai se non per
Istinto lasciati serrati.
Malinconici,tristi,infuriati,impauriti
Allegri,amorosi,giulivi,sereni.

Daniela,2015

 

 

Lontananze

La lontananza
Questa parola riporta alla memoria una bella e melodiosa seppur triste canzone di Modugno di tanti anni fa. Il suo testo è una poesia senza tempo,che spiega in modo impeccabile il distacco da una persona cara.
Volenti o nolenti prima o poi siamo tutti vittime di questa circostanza.
Talvolta la lontananza è volutamente cercata, un banco di prova per capire meglio un rapporto logorato dal tempo e dall’abitudine; in tal caso siamo responsabili di questa scelta e se il nostro cuore non prova strazio, allora ci rendiamo conto che deve essere definitiva.
Ma ci sono distacchi forzati.
Quello di una persona che è venuta a mancare,è la più dolorosa da accettare che solo il tempo e la rassegnazione potranno curare.
Poi c’è la lontananza temporanea per motivi esterni, più o meno lunga, e qui la pensiamo facile da superare all’inizio, proprio perchè consci che avrà termine.
Ma ecco che invece, dopo appena pochi giorni,ci accorgiamo del profondo vuoto che lascia in noi,anche se siamo immuni alla solitudine; nel trascorrere delle ore non possiamo fare a meno di cercare e desiderare la fine del tormento,non ne vediamo la fine,invochiamo il ritorno e ci sentiamo meno forti di quanto pensavamo di essere.
L’insofferenza a tutto e a tutti si espande soprattutto se le possibilità di contatti con la persona in questione vengono ad essere scarsi. Una cosa positiva però nasce da questa tristezza irrequieta: la consapevolezza di quanto importante possa essere una persona per il nostro equilibrio psico-fisico e quanto sia grande l’amore che proviamo nei suoi confronti.
E questa coscienza la riverseremo positivamente non appena tutto ritornerà nella normalità.
Infine non meno importante la lontananza da un luogo, senza banalità, la nostra cara città natale.
Per quanto possiamo essere giramondo e rimanere affascinati dalla bellezza e magia di luoghi incantevoli,il nostro cuore rimane ancorato alle radici e ai ricordi che non sbiadiranno mai. E qui ritornano in mente le parole di un’altra canzone,di Rita Pavone,anche questa di tanti anni fa:
“Mi piace ritornare a casa mia,e ritrovarmi fra le cose mie,fra quelle cose che son la casa.Casa mia, per piccina che tu sia,tu mi sembri una badia…”
Era una semplice meditazione,su vari momenti della mia vita vissuta, purtroppo ho vissuti tutti i vari stati di lontananza,e uno lo sto vivendo ora ,ma è quello a lieto fine stavolta, per fortuna mia.