Inutile sproloquio

Sulle mie lenti specchiate ti sei riflesso per un’ora buona, gesticolando parlavi, parlavi a ruota libera, senza interruzioni, come un disco rotto, ripetendo frasi fatte; e quante parole inutili sono uscite dalla tua bocca, senza neppure accorgerti che le mie palpebre erano chiuse da un pezzo e la tua voce risuonava come eco lontana di un tedio oltremisura. E pur ti avevo fatto presente che non avremmo avuto più nulla da dirci.
Così è stato…

Daniela Cerrato, 2017

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Se magia desse voce

Lancette ferme
di un tempo remoto
colossi di pietra
austeri e impassibili
osservano dall’alto
modernità che sfugge
a loro paziente clemenza
mai giustificherebbero
le  generazioni fautrici
di cicliche tragedie
ripetute nei secoli,
evitabili se di saggezza
fosse intrisa l’umana specie
e se a quei blocchi possenti
magia desse voce
d’ira urlerebbero sì forte
che sulle umane teste
verrebbe a mancare
non solo il crine
ma lo stolto cervello.

Daniela Cerrato,2017

Statue delle grotte di YungangDatong City, nella provincia di Shanxi,Cina.(foto da web)

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Sotto altri insiemi di stelle

Nelle mie rètine la tua immagine
fortemente impressa mai svanirà
nelle orecchie la tua voce
risuona ancora sicura e allegra
dolce come la prima volta
che ne colsi la modulazione
anche nell’aria ci sono tracce
della piacevolezza indelebile
di sentore di cedri e agrumati liquori
che accendevano di giallo
le bancarelle del lungolago gardesano
tutto sommato
il tempo ha giocato
a nostro favore
le carte del cuore…
unghie vestite d’identica lacca
rosso cina che adoravi
capelli sciolti senza trucco
stesso vestito nero della prima sera
stesso profumo lieve
e nell’anima impaziente
la stessa nitida impronta
ormai incisa sulla pelle
i sogni a volte ritornano
sotto altri insiemi di stelle
stesso desiderio illuminano
d’amore che rivive, oggi come ieri
e non solo nei pensieri…

Daniela Cerrato,2017

Illustrazione di Lorenzo Mattotti,  “Chopin”,2010

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Tra musica e parole (a F.D.A.)

E’ancora un grande sogno
essere il mare che amavi
o riva di terra caparbia
di roccia e di greggi
che accolse l’anima schiva
cresciuta fra caruggi
e mai intaccò  amore
che per lei nutrivi
pur se ti graffiò il cuore.

Con punta di dura matita
e tratti essenziali
premesti sulle coscienze
liberandole da torpore
da un’oblio senza cura
denunciando ingiustizie
rabbie e paura
di derelitti sfortunati
deboli umani contriti
nel loro esser diversi
anime tribolate smarrite
riconosciute riscattate
dai crudi tuoi versi.

Ed è sogno mio muto
desio vivo anche oggi
d’esser stata un neurone
perso nell’ultima onda
della tua mente feconda
che compose ogni canzone
in vece di coro arguto
che ha preferito dar voce
al tuo cantare di maggi
ai disperati posti in croce
al collante forte e sottile
che unì poesia a protesta
tra solchi di scuro vinile.

Loro eran traccia tu mente
libero nel tuo esser parte
di malcontento fervente
slegato dal preconcetto
che borghese sia sinonimo
di egoismo perfetto
la tua voce risuona
sempre calda nel petto
come edera buona s’aggrappa
a un presente negletto
ove nessuno più tuona
ed il lamento fa cappa.

Le tue parole han tracciato
solchi profondi sul cuore
di chi negli anni ha serbato
il loro intenso valore
riferimento e disegno
di coscienza reattiva
e col tuo timido dire
al moscio presente arriva
un rinnovato risveglio
forse da poche anime udito
ma sacrosanta è speranza
e desiderio più ardito
di tendere con orgoglio
all’umana uguaglianza.

Daniela,2016

Fabrizio Mitologico (Fabrizio De André VI) di Stephen Alcorn– The Alcorn Studio & Gallery (da Pinterest)

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Ti vedo così

Ti vedo così
nel pallore che evidenzia
labbra rosso fiamma
nella morbida atmosfera
di una sera che si ripete
come tante,
la musica che si alterna
alla tua voce roca,
soliti refrains
che risuonano nella testa
anche quando torni a casa
e ti cancelli l’odore
del penetrante tabacco
e  di profumi intensi.
Solitudine al tavolino
che non ti pesa
tra gente che si diverte
o finge di farlo,
segui le spire del fumo
dell’innumerata sigaretta
prima di riprendere
il repertorio canoro
in attesa di un’applauso
che si distingua,
di un’angelo o un diavolo
poco importa,
basta che termini
questo malcelato
senso di malinconia.
Daniela,aprile 2016

Alberto Sughi (1928-2012) “Piano bar”

Piano Bar by Alberto Sughi

Caramelle di tempo

Caramelle di tempo
quelle che ti dedico
dolci pensieri sorridenti
al cuore che sussulta
ogni volta che mi par d’udire
la tua voce  in mio soccorso
alla mancanza di te, di noi.
Dolcezze distribuite
tra giorno e notte
zuccherini di gioia
da sciogliere lentamente
per non tralasciare
fragranze preziose nascoste
tra un ti amo e un mi manchi.
Daniela C. ,2015

 

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Il concerto della natura

Odo note melodiose
che vagano nell’aria,
la pioggia scroscia,
zirlano i tordi,
duetta la loro voce
con quella delle gazze.
E’ un canto allegro
il fruscio delle foglie
picchiettate dalle gocce,
le raganelle gracidano
saltellando qua e là,
il prato si disseta
e quando il giorno
stanco va a riposare,
la notte offre altri suoni
e il concerto della natura
continua le sue armonie.
Daniela, 2015