Attesa

Stanza solitaria abbandonata a un’ora d’aria
su richiamo, per diletto o per ambascia.
La luce s’imbuca, penetra, accarezza
l’oscurità spezza in un silenzio importunato
dal ticchettìo d’un pendolo datato.
La finestra incustodita curiosa si trastulla
tra i fiori e la betulla, natura brulicante di vita
giocosa e gaia si camuffa in immobilità fugace,
poichè tutto tace, nessun alito sbuffa
sì che sopita quanto ritta par la sottil tenda d’organza.
Ogni oggetto in circostanza del lasso di pace approfitta.
Eppur c’è attesa di qualcuno, di qualcosa, s’avverte nell’aria.
Daniela,maggio 2016

Photo by Josef Sudek

Josef Sudek

Occhi spenti

Una vita ad occhi spenti
digiuna di luci ed ombre,
in cui si affidano emozioni
ai suoni e alle voci
ai profumi agli odori
alle vibrazioni
e sensazioni tattili
che si affinano a dismisura
in una iperattività
da compensazione;
ciechi si nasce
o si diviene.
Il valore immenso
di un dono prezioso
è scontato se presente
ma in perenne oscurità
la bellezza della vita
è deturpata dall’assenza
di visioni emozionali,
forzatamente immaginate
attraverso occhi altrui.
Quale rassegnato tormento
l’ammirazione negata
di un’arcobaleno,un sorriso
un’alba, un tramonto,
di varietà e specie
dell’immensa natura,
di un volto innamorato
con altri occhi da guardare
e non poterne assaporare
la divina profondità.

Daniela,novembre 2015