Zirichiltaggia

Una canzone apparentemente frivola, ma anche in questo caso De Andrè mostra grande conoscenza della cultura gallurese e sarda. La canzone è un botta e risposta tra due fratelli che litigano per l’eredità. I riferimenti strutturali sono al cantu a chiterra (canto con chitarra), e ai muttos (botta e risposta, solitamente a tema amoroso o scherzoso) molto diffusi in Gallura, sub-regione storica e geografica della Sardegna nord-orientale.

Ecco la traduzione:

Di quello che babbo ci ha lasciato ti sei preso la parte migliore

La collina rosa con il sughero le vacche sorcine e il toro grande

E m’hai lasciato pietre, cisto e lucertole (zirichèlti da cui il titolo)

Ma tu ti sei tenuto il ruscello e la casa e tutto quello che c’era dentro

Le pere butirre e l’orto coltivato e dopo sei mesi che me n’ero andato

Sembrava un cimitero bombardato

Te ne sei andato a vivere coi signori, facendoti comandare da tua moglie

E i soldi di babbo li hai spesi tutti in dolciumi, medicine e giornali

Che tuo figlio a quattro anni aveva già gli occhiali.

Mia moglie vive da signora e mio figlio conosce più di mille parole

La tua munge da mattina a sera e le tue figlie sono sporche di terra

e di letame e andranno a sposarsi a qualche servo pastore

E tu quando sei partito soldato piangevi come un bambino

e dai padri delle tue amanti t’ha salvato tuo fratello

e se il coraggio che ti è rimasto è sempre quello

ce la vedremo in piazza chi ha il muso più duro

e nel frattempo mettimi la faccia in culo

(grazie a Stefano Brandano per la traduzione)